I 100 anni della nascita di Gianni Agnelli e l’Istituto salesiano di Mirafiori

12 marzo 1921 – Cento anni fa a Torino nasce Gianni Agnelli, secondogenito di Edoardo e di Virginia Bourbon del Monte. E l’«Istituto internazionale Edoardo Agnelli» dei Salesiani è strettamente legato alla famiglia dell’avvocato

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L'Istituto salesiano "Edoardo Agnelli" a Mirafiori - Torino

Cento anni fa, il 12 marzo 1921, a Torino nasce Gianni Agnelli, secondogenito di Edoardo e di Virginia Bourbon del Monte. E l’«Istituto internazionale Edoardo Agnelli» dei Salesiani è strettamente legato alla famiglia dell’avvocato: prende il nome Edoardo, tragicamente scomparso in un incidente aereo, quando il figlio Gianni ha 14 anni. Durante la Grande Guerra, il sottotenente Edoardo è dislocato dal luglio 1915 al Comando supremo di Udine: ha 23 anni ed è vicedirettore del parco automobilistico, alle dipendenze di un capitano che nella vita civile dirige a Milano l’autorimessa Fiat. Poi passa autista del comandante generale Luigi Cadorna. Commenta il giornalista Ugo Ojetti: «Agnelli è quindi quasi il padrone». Ad Agnelli senior – con la morte il 14 luglio 1935 a Genova del figlio Edoardo, 43 anni, per un incidente in idrovolante – nel 1945 succedono prima Vittorio Valletta e nel 1966 Giovanni (Gianni) Agnelli junior.

Gianni Agnelli

Il rettor maggiore dei Salesiani don Pietro Ricaldone racconta: «Quando si abbatté sul senatore la tragica morte dell’amatissimo Edoardo, non riusciva a trovare conforto al cuore straziato. Venne a visitarmi per espormi il suo disegno: creare un’istituzione popolare intitolata al figlio. Gli dissi: a Torino, culla della Fiat e dell’opera salesiana, potrebbe sorgere un istituto meccanico di carattere nazionale e internazionale; potrebbe formare soggetti torinesi e di altri Paesi desiderosi di completare la loro cultura e tecnica professionale. Ritornando alle loro terre porterebbero negli occhi la visione della grandiosità della Fiat e sarebbero efficaci divulgatori della sua imponente produzione e meravigliosa attrezzatura. Il senatore annuì e approvò i progetti».

I lavori iniziano con la posa della prima pietra il 3 luglio 1938. In un primo tempo si pensa a una scuola agricola in zona «Millefonti», dove c’erano gli orti che alimentavano di frutta e verdura fresche i mercati. Prevale poi la proposta di utilizzare un terreno, vicino al nuovo grande stabilimento che stava sorgendo a Mirafiori sulla demolita scuderia «Gualino» e di fronte all’ippodromo, per costruire una scuola di addestramento professionale per operai Fiat. Il progetto è dell’architetto Giulio Vallotti, coadiutore salesiano, noto per le sue opere: il santuario Madonna di Lourdes al Selvaggio di Giaveno, il santuario Santa Rita a Torino, l’ampliamento della basilica Maria Ausiliatrice a Valdocco. Su un’area di 40 mila metri quadri sorgono: un oratorio con chiesa e salone-teatro; le aule scolastiche e le officine su corso Stupinigi – dopo la guerra diventa corso Unione Sovietica – con una grandiosa chiesa-santuario, che rimane nei progetti, e le opere per la parrocchia San Giovanni Bosco. Da ottobre 1940 si forma la comunità salesiana.

Dal «Bollettino Salesiano» del 1° agosto 1938 si viene a sapere che il 3 luglio con il rettor maggiore don Ricaldone ci sono i superiori del Capitolo e mons. Francesco de Equino Correa, salesiano, arcivescovo di Cuyabà nel Mato Grosso in Brasile: «L’arrivo del cardinale arcivescovo Maurilio Fossati fu salutato dalle bande e da calorosi applausi. Dopo il canto di “Giovinezza” don Ricaldone illustrò lo scopo della duplice istituzione offerta dal senatore Giovanni Agnelli in memoria del figlio Edoardo: un oratorio con pubblica chiesa per la cristiana educazione dei figli delle maestranze Fiat e un modernissimo Istituto internazionale di elettromeccanica per la formazione dei tecnici salesiani di tutte le parti del mondo. Interrotto dagli applausi, il rettor maggiore rievocò la cara figura del compianto avvocato ed esaltò l’illuminata e generosa beneficenza del senatore. L’inno di don Bosco conclude il rito».

Nelle fondamenta si colloca una pergamena: «In nomine Christi. Nel giorno 3 luglio dell’anno del Signore 1938 – XVI dell’Era Fascista – II dell’Impero – essendo Pontefice Pio XI; sovrano d’Italia Vittorio Emanuele III di Savoia, re e imperatore; capo del governo e duce del fascismo il cavalier Benito Mussolini; il cardinale arcivescovo di Torino Maurilio Fossati; il prefetto; il rettor maggiore dei Salesiani don Pietro Ricaldone; presenti le autorità, sul corso Stupinigi, presso le nuove e grandiose officine Fiat, il cardinale Fossati poneva la pietra fondamentale dell’Istituto internazionale Edoardo Agnelli per le scuole professionali di elettromeccanica.

Deposta la pergamena, l’arcivescovo benedisse il blocco di granito che scese lentamente nelle fondamenta. La cerimonia si concluse con inni patriottici». Il 19 aprile 1941 il cardinale Maurilio Fossati, presente il senatore e i nipoti, benedice la nuova chiesa dove il 20 don Ricaldone celebra la Messa e il cardinale Vincenzo La Puma, prefetto della Congregazione dei religiosi, benedice i nuovi locali.

«La Stampa» del 16 maggio 1993 riporta i festeggiamenti per i 50 anni dell’«Istituto Agnelli» presente il senatore Gianni Agnelli tra i giovani: «L’Istituto Edoardo Agnelli, uno dei fiori all’occhiello dei Salesiani, sforna da mezzo secolo tecnici apprezzati e accoglie 750 allievi». Oggi l’«Istituto tecnico tecnologico Edoardo Agnelli» continua a investire sul futuro con un nuovo percorso teorico-pratico di robotica industriale. L’idea nasce da un’intuizione del dipartimento di Meccatronica. L’obiettivo è formare al meglio gli studenti, prossimi protagonisti dell’industria 4.0, con competenze spendibili nel mondo del lavoro: progettazione, programmazione e simulazione di una stazione di robotica. Il percorso è offerto da pochissime scuole italiane. Per due ore a settimana gli studenti di terza e quarta meccatronica lavorano in presenza e a distanza su programmazione e simulazioni. Le classi imparano a comandare un robot e a interfacciarlo con dispositivi e apparati eterogenei. Nei prossimi anni le imprese intensificheranno l’utilizzo di robot, cioè sistemi avanzati in grado di automatizzare le attività. Le aziende potranno avvalersi della robotica: dal mondo aeronautico all’alimentare, dall’elettronico al farmaceutico, dai servizi assistenziali a distanza alle operazioni chirurgiche. Tecnici in grado di progettare, programmare e gestire i robot saranno sempre più richiesti».

Pier Giuseppe Accornero

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