I media vaticani parlano anche in mongolo

Dal 1° febbraio – I media vaticani parlano mongolo, il 52° idioma – dopo coreano, ebraico e macedone – che si aggiunge agli altri già presenti, tra scritto e parlato, grazie alla collaborazione con la Chiesa locale. Sono tradotti e pubblicati sulle pagine del portale vaticano gli Angelus domenicali e le catechesi del mercoledì

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Dal 1° febbraio 2024 i media vaticani parlano mongolo, il 52° idioma – dopo coreano, ebraico e macedone – che si aggiunge agli altri già presenti, tra scritto e parlato, grazie alla collaborazione con la Chiesa locale. Sono tradotti e pubblicati sulle pagine del portale vaticano gli Angelus domenicali e le catechesi del mercoledì.

«Siamo felici di questa nuova possibilità di poter leggere le parole del Papa in mongolo – sottolinea il cardinale Giorgio Marengo, prefetto apostolico di Ulaanbaatar -. È uno dei frutti della sua recente visita nella terra dall’eterno Cielo blu, che ha toccato il cuore dei cattolici mongoli, ma anche quello di tante persone di altre convinzioni religiose, positivamente impressionate dalla grande testimonianza umana e spirituale di Papa Francesco».

Il cardinale riferisce le opinioni dei mongoli sulla visita di Francesco (31 agosto-4 settembre 2023): «Le sue parole ci sono entrate dentro mettendo in risalto i valori della nostra tradizione». Ora il magistero del successore di Pietro è disponibile in lingua mongola, «un nuovo strumento a servizio dell’evangelizzazione, che ci auspichiamo dispieghi tutto il suo potenziale attraverso i canali odierni della comunicazione».

«Audite coeli quae loquor, audiat Terra verba oris mei. Udite, o cieli, quello che dico, ascolti la Terra le parole della mia bocca». Novantatré anni fa, il 12 febbraio 1931, Pio XI inaugurava la «Statio radiophonica vaticana, Radio Vaticana». La sigla è inconfondibile: il notissimo «Christus vincit» eseguito da celesta, arpa, organo e orchestra, «Laudettur Jesus Christus. Qui la Radio Vaticana». Tutto merito dei Patti Lateranensi, siglati l’11 febbraio 1929. Rivolgersi alle periferie del mondo, alle comunità più remote, è nel DNA della Radio e dei media vaticani. La lingua mongola non fa che perpetuare questa vocazione universale.

P.G.A. 

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