I Papi in Piemonte, da Gregorio X a Francesco

Il 19 e 20 novembre Papa Francesco ad Asti – Prima di San Giovanni Paolo II, solo quattro Pontefici sono transitati da Torino. Nel 1273 il Beato Gregorio X (1272-1276) si recò al Concilio di Lione nel 1274; Martino V (1417-1431) nel 1418 visitò l’Università, da poco fondata, e partecipò al Concilio di Costanza (1414-1418)

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Papa Francesco e mons. Cesare Nosiglia a Torino - 21 giugno 2015 - foto Massimo Masone - La Voce e il Tempo

Papa Francesco è stato alla Sindone? Dopo la sua elezione il 13 marzo 2013 sono state fatte ricerche sulle ostensioni 1978, 1998, 2000 e 2010 ma non sono stati raggiunti risultati, cioè il nome Jorge Mario Bergoglio non risulta da nessuna parte.

Mons. Giuseppe Ghiberti, l’uomo che ha guidato le ostensioni dal 1998 in poi, dice: «Potrebbe essere venuto in incognito». Racconta una cugina torinese che nel 2005 – dopo il Conclave che il 19 aprile elesse Joseph Ratzinger – «l’abbiamo portato alla Consolata». Poi a Portacomaro Stazione (Asti) «si è chinato in un campo, ha rac­colto un sacchetto di terra e lo ha portato con sé a Buenos Aires».

In 19 secoli a Torino solo 5 visite di quattro Pontefici

Prima di San Giovanni Paolo II, solo quattro Pontefici sono transitati da Torino. Nel 1273 il Beato Gregorio X (1272-1276) si recò al Concilio di Lione nel 1274; Martino V (1417-1431) nel 1418 visitò l’Università, da poco fondata, e partecipò al Concilio di Costanza (1414-1418).

Vi transitò in tristissime circostanze Pio VI (1775-1799), arrestato e deportato da Napoleone Bonaparte, febbricitante, paralizzato alle gambe, muore stremato a Valence. Il successore Pio VII (1800-1823) vede due volte la Sindone. Nel viaggio del 1804 da Roma a Parigi per incoronare Napoleone, il 13 novembre fu alla Sindone che «baciò con inesprimibile devozione»; il 21 maggio 1815 celebrò la Messa in Cattedrale e mostrò la Sindone da Palazzo Madama.

In conclusione, in 19 secoli ci sono state solo 5 visite di 4 Pontefici. Giovanni Paolo II è stato 9 volte in terra subalpina

In 40 anni (1980-2020) tre Papi vi hanno compiuto numerose visite. Papa Wojtyla ha avuto grande affetto per Torino, il Piemonte e la Valle d’Aosta. In 26 anni di pontificato compie 9 visite in terra subalpina: Torino I (1980); Varallo e Arona (1984); Aosta e Courmayeur (1986); Torino II, Castelnuovo Don Bosco, Chieri (1988); Oropa, Pollone e Torino III (1989); Ivrea, San Benigno Canavese, Scarmagno, Chivasso (1990); Susa e Sacra di San Michele (1991); Asti, Isola d’Asti (1993); Vercelli e Torino IV (1998). Più i 10 soggiorni estivi a Les Combes di Introd in Valle d’Aosta nella Casalpina salesiana che porta il suo nome.

Karol Wojtyla nel 1947 o ’48, giovane prete, passa due volte da Torino; poi il 1° settembre 1978, cardinale arcivescovo di Cracovia, venera la Sindone durante l’ostensione. Nell’epoca tragica del terrorismo, un entusiasmo indescrivibile lo accoglie il 13 aprile 1980: «Torino, vivi in pace». Ritorna il 2-4 settembre 1988 per San Giovanni Bosco nel centenario della morte (1888-31 gennaio-1988). Rapida puntata il 21 luglio 1989, ospite di Gianni e Marella Agnelli e dell’arcivescovo cardinale Giovanni Saldarini, in visita privata alla mostra di icone russe al Lingotto. Domenica 24 maggio 1998 al mattino in piazza Vittorio Veneto proclama tre beati piemontesi: il parroco torinese di Rivalba Giovanni Maria Boccardo, la fondatrice alessandrina Teresa Grillo Michel, la giovane martire acquese Teresa Bracco. Nel pomeriggio in Duomo venera la Sindone.

Dodici anni dopo, domenica 2 maggio 2010 la visita di Benedetto XVI: «Cara Chiesa di Torino, sono venuto a confermarti nella fede. Non perdere mai la luce della speranza in Cristo risorto». In piazza San Carlo celebra l’Eucaristia, incontra la cittadinanza e i giovani. Nel pomeriggio in Duomo venera la Sindone che definisce «Icona del Sabato Santo»; infine visita gli ammalati alla Piccola Casa della Divina Provvidenza.

Papa Bergoglio: le solide radici astigiane e un po’ anche torinesi

Papa Bergoglio ha solide radici piemontesi, astigiane e un po’ anche torinesi. Il nonno paterno Giovanni Angelo è di Portacomaro (Asti) ma è nato il 13 agosto 1884 in località Valleversa, in piena campagna. Nella Prima guerra mondiale combatte come telegrafista. Il 1° gennaio 1906 si era già trasferito a Torino, in cerca di emancipazione sociale. Qui incontra Rosa Margherita Vassallo nata il 27 febbraio 1884 nell’allora Comune di Cagna, oggi San Massimo, frazione di Piana Crixia in provincia di Savona e diocesi di Acqui, l’ultima propaggine del Piemonte verso la Liguria.

Poiché la famiglia è numerosa, Rosa è portata a Torino e affidata a una zia materna, portinaia in via Alfieri 7, va a scuola alla «Monviso», poi «Carduc­ci» e oggi «Meucci» in corso Matteotti. A Torino nel 1907 Giovanni sposa Rosa nella bellissima chiesa di Santa Teresa – allora parrocchia, oggi affidata ai Carmelitani – dove battezzano l’unico figlio, Mario Giuseppe Francesco, papà del Pontefice, nato a Torino il 2 aprile 1908. Abitano al numero 12 di via Santa Teresa. Nel 1929 il nonno Giovanni, la nonna Rosa e il figlio Mario emigrano, come tanti piemontesi, in Argentina.

Papa Bergoglio è stato a Torino (21-22 giugno 2015) per il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco (1815-16 agosto-2015), è andato a venerare la Sindone, ha concelebrato in piazza Vittorio Veneto, è stato a Maria Ausiliatrice nella «cittadella salesiana» e ha concluso la visita con la straordinaria sosta al Tempio valdese di Corso Emanuele II con l’accorata richiesta di perdono: «Da parte della Chiesa cattolica vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci».

In questo fine settimana il Pontefice è ad Asti: dedica sabato 19 novembre alla riscoperta delle proprie radici e agli incontri con i familiari e domenica 20 novembre, solennità di Cristo Re e 37ª Giornata della gioventù, alla comunità astigiana.

Pier Giuseppe Accornero

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