I Vescovi italiani: “un Natale meno scintillante non è meno autentico”

Messaggio – «Sarà un Natale meno scintillante ma non meno autentico», constata l’episcopato rivolgendo gli auguri natalizi – ed è la prima volta che accade – alla popolazione italiana.  I Vescovi ricordano le norme per le Messe; la possibilità di ricevere l’assoluzione comunitaria; la facoltà per i sacerdoti di celebrare 4 Messe

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foto Andrea Pellegrini

«Sarà un Natale meno scintillante ma non meno autentico», constata l’episcopato rivolgendo gli auguri natalizi – ed è la prima volta che accade – alla popolazione italiana. L’augurio è anche consolazione e incoraggiamento nella certezza che «la luce del mistero incarnato squarcia le tenebre». L’invito è a guardare alla speranza e a ricercare nel cuore «quello che conta realmente, ciò che ci rende uniti e ciò che è davvero indispensabile». I vescovi ricordano le norme per le Messe; la possibilità di ricevere l’assoluzione comunitaria; la facoltà per i sacerdoti di celebrare 4 Messe.

«COME SONO BELLI I PIEDI DEL MESSAGGERO» – Nel «Messaggio alle comunità cristiane in tempo di pandemia» (22 novembre 2020), il Consiglio permanente Cei scrive: «Ci sembra di intravedere, nonostante le immani difficoltà, la dimostrazione che stiamo vivendo un tempo di possibile rinascita sociale». Una consapevolezza resa salda dalla fede e dalla certezza che «l’attesa diventa lode e ringraziamento». Apre il messaggio natalizio la frase di Isaia 52,7: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza». A Natale invochiamo: «O Dio, che hai illuminato questa santissima notte con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo, concedi a noi, che sulla terra contempliamo i suoi misteri, di partecipare alla sua gloria nel cielo». In ginocchio davanti al Bambino, con Maria e Giuseppe, «siamo consapevoli della nostra vulnerabilità, percepiamo la nostra debolezza di fronte alla potenza della nascita del Salvatore. Quel Bambino è la notizia che attendevamo; è il Messia che incoraggia ad andare per le strade del mondo; è la pace che vince guerre e paure; è la salvezza che viene dall’alto e che ci rende una comunità di risorti». I vescovi sono «accanto alla sofferenza e alla solitudine di ciascuno per prenderne una parte, per sollevare insieme un pezzo di croce e renderla meno pesante. Aprite la porta al Signore che nasce e non abbiate timore di salire, un passo alla volta, sul monte del dolore dell’umanità»

LE NORME DEL DECRETO LEGGE DEL 18 DICEMBRE – Il decreto-legge 172 introduce limitazioni agli spostamenti dal 24 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021. Nei giorni 24, 25, 26, 27, 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5, 6 gennaio 2021 si applicano le misure per le «zone rosse». Nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e il 4 gennaio 2021 si applicano le misure per le «zone arancioni». Non ci sono cambiamenti su luoghi di culto e celebrazioni in sicurezza e nell’osservanza delle norme. Il Consiglio permanente del 1° dicembre disse: «Sarà cura dei vescovi suggerire ai parroci di “orientare” i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità di Messa: vespertina della vigilia, della notte, dell’aurora e del giorno. Per la Messa nella notte è necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in orario compatibile con il “coprifuoco”, entro le 22». Si consiglia ai fedeli di avere l’autodichiarazione. I luoghi di culto «devono essere individuati fra quelli più vicini». I vescovi esortano: «Nel silenzio delle tante ferite che incidono profondamente sul corpo, nell’anima e nello spirito, sappiamo per fede che sta per fare capolino la voce dell’angelo, che porterà la notizia: “Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”».

ASSOLUZIONE COMUNITARIA E GENERALE – Fino all’Epifania, causa pandemia, si possono fare celebrazioni penitenziali comunitarie con l’assoluzione generale. Lo hanno deciso i vescovi subalpini per «rendere praticabile la dimensione cristiana del Natale» nello stesso giorno. Molti fedeli hanno difficoltà ad accedere al Sacramento della riconciliazione nella forma normale della confessione individuale, anche per evitare altri contagi e mettere a rischio la salute di altri. L’assoluzione comunitaria e generale è prevista dal Diritto Canonico «per motivi di grave necessità», come la pandemia. Scrivono i vescovi piemontesi: «Ciò può avvenire  solo in un tempo ben determinato – 16 dicembre 2020-6 gennaio 2021 – avendo cura di predisporre una celebrazione apposita, separata dall’Eucaristia, e accompagnando il segno sacramentale con una catechesi che metta in rilievo la straordinarietà della forma, la grazia del perdono e della misericordia di Dio, il senso del peccato e l’esigenza di una reale e continua conversione con l’invito a vivere – non appena possibile – il Sacramento nelle modalità ordinarie».

A NATALE I SACERDOTI POSSONO CELEBRARE FINO A 4 MESSE – Lo stesso nelle festività Maria Madre di Dio (1° gennaio) ed Epifania (6 gennaio). Lo stabilisce un decreto della Congregazione del culto divino firmato dal cardinale prefetto Robert Sarah e dall’arcivescovo segretario Arthur Roche. Questo per evitare assembramenti e per consentire ai fedeli di andare a Messa a Natale: «Vista la situazione innescata dalla diffusione mondiale della pandemia in forza delle facoltà attribuite da Papa Francesco, concediamo ai vescovi di consentire nel periodo natalizio di celebrare quattro Messe ai sacerdoti residenti nella loro diocesi, ogni volta che lo ritengano necessario». In base al Diritto Canonico il vescovo «può concedere che i sacerdoti, per giusta causa, celebrino tre volte al giorno nelle domeniche e nelle feste di precetto». Ora diventano quattro.

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