Religioni insieme contro la violenza di tutte le guerre

Al Sermig – Lunedì 1° gennaio 2024, Giornata Mondiale della Pace, il Coordinamento Interconfessionale del Piemonte «Noi siamo con voi» ha organizzato dalle 18 alle 20 presso l’Arsenale della Pace il consueto incontro fra uomini e donne di fedi diverse, quest’anno intitolato «Concertiamo la pace». GALLERY

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Le note struggenti dell’Adagio di Albinoni per ricordare il violoncellista Vedran Smailović, unico sopravvissuto del quartetto d’archi di Sarajevo, che durante l’assedio della città nel 1992 non smise di suonare per dare speranza ai suoi concittadini, hanno aperto la serata «Concertiamo la pace» promossa dal Coordinamento Interconfessionale del Piemonte «Noi siamo con voi». Lo scatto del fotoreporter torinese Paolo Siccardi che ha immortalato Smailović tra le macerie della stazione di Sarajevo, ha fatto da sfondo alla settima edizione del concerto eseguito da un ensamble di giovani di religioni diverse all’Arsenale della Pace, nella serata di lunedì 1 gennaio Giornata mondiale della Pace indetta la san Paolo VI. La musica, linguaggio universale che tocca i cuori per chiedere pace, al Sermig un luogo simbolo di pace per la città. Teatro gremito di associazioni e volontari cattolici, ortodossi ucraini e russi, valdesi, evangelisti, mormoni, ebrei, musulmani, buddisti ed induisti che partecipano al Coordinamento, unico organismo simile in Italia.

«Concertiamo per la pace» il titolo della serata che significativamente – come ha spiegato il portavoce Giampiero Leo – «evoca, in un tempo in cui 59 conflitti insanguinano il pianeta non solo in Terra Santa e in Ucraina, che la pace va ‘concertata’ cioè costruita in maniera giusta e solida, con determinazione e pazienza, lungimiranza e profezia, utopia e realismo, conversione del cuore e comprensione di tutti gli elementi in gioco, dalla tutela della vita alla difesa della libertà e dei diritti fondamentali dell’essere umano. Per questo, con il card. Zuppi, parliamo di ‘Pace giusta’ che vuol dire non imposta con la forza delle armi e il disprezzo del diritto internazionale».

Prima del concerto i saluti istituzionali: l’Arcivescovo, mons. Roberto Repole, ha inviato un messaggio sottolineando la sua grande preoccupazione «per la sofferenza dei popoli in guerra e per gli amici stranieri che vivono a Torino insieme a noi ma hanno il pensiero alle loro terre martoriate: la mia fede, come credo quella di tutti voi, intuisce che Dio è uno ed è il Creatore di tutti: e noi siamo tutte sue creature, chiamate e viverci e a trattarci come fratelli. Il segreto della pace è proprio questo: riconoscerci fratelli e volerci bene per questo… Crediamo che la fraternità può esercitarsi a partire dai gesti quotidiani come il cammino di condivisione che testimoniate nel Coordinamento».

Totale sintonia nei messaggi del sindaco Stefano Lo Russo che tramite l’assessore Gianna Pentenero ha invitato religioni e istituzioni a lavorare insieme per dire no alla violenza e a diventare «costruttori di pace», del presidente della Regione Alberto Cirio che nelle parole di Sara Zambaia, vicepresidente del Comitato regionale per i Diritti umani e civili, ha richiamato come il Piemonte sia l’unica Regione in Italia dotata di un organismo che vigila sulla libertà e i diritti primari della persona. Infine Fabrizio Palenzona, presidente della Fondazione Crt che ha assicurato il sostegno per iniziative che, come questa, promuovono prossimità e concordia fra cittadini di diverse provenienze.

Le parole hanno poi lasciato spazio alla musica, un viaggio sonoro nella tradizione europea e indiana: si è partiti da Venezia, città ponte tra Oriente e Occidente, con il concerto in Re di Alessandro Marcello, per passare ai «Raga» della tradizione indiana e poi a Vienna con Brahms e ancora a Venezia con Vivaldi. Per finire una composizione «mista» composta dal gruppo «M.e.t.e» con sonorità orientali ed occidentali dove il sitar della tradizione indiana e le percussioni africane hanno dialogato con violoncello, flauto e pianoforte. Sul grande schermo proiezioni di frasi di pace di Papa Francesco, Dalai Lama, Bibbia, Corano, Buddha…

Manifesto della serata il documento «Concertiamo la pace» letto da Leo, sottoscritto dai rappresentanti del Coordinamento e che verrà inviato a tutti i Comuni d’Italia: «Cogliamo questa occasione per gridare al mondo che nessuna religione e nessun Dio potranno mai comandare all’uomo di uccidere altri esseri umani e chiunque predichi tali idee lo fa in nome proprio e di interessi degenerati e immorali».

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