Il 71% degli italiani dona l’8xmille alla Chiesa Cattolica

Il gettito dell’8 per mille a favore della Chiesa cattolica «ha registrato un calo di 100 milioni di euro», che «non intaccheranno le attività caritative della Chiesa, che compenserà con altri fondi». Lo dice mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario della Cei, nella conferenza stampa di chiusura dell’assemblea dei vescovi (22-25 maggio 2023)

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Il gettito dell’8 per mille a favore della Chiesa cattolica «ha registrato un calo di 100 milioni di euro», che «non intaccheranno le attività caritative della Chiesa, che compenserà con altri fondi». Lo dice mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario della Cei, nella conferenza stampa di chiusura dell’assemblea dei vescovi (22-25 maggio 2023). Che è come dire: ci sono meno soldi ma li spendiamo principalmente per i più svantaggiati.

I dati sono riferiti al 2020, l’anno i cui, a causa della pandemia, sono state bloccate tutte le attività, con ovvie ricadute sul gettito dell’Irpef. «Se il gettito totale diminuisce – ragiona Baturi – diminuisce anche l’8 per mille, e quindi la quota destinata alla Chiesa. Siamo i principali destinatari dell’8 per mille, visto che la firma a favore della Chiesa Cattolica riguarda il 71 per cento degli italiani. I milioni in meno non incidono sulla destinazione della carità, perché la Cei ha deciso di compensare i mancati introiti con altre risorse. La Cei destinerà per la carità altri fondi, perché i più poveri non ne abbiano a soffrire. L’8 per mille fa tanto bene: faremo di tutto per non farne di meno».

Bisognerebbe ricordare queste cose a coloro che continuano a denigrare la Chiesa e a falsificare la realtà. «L’8 per mille – aggiunge il cardinale presidente Zuppi – è molto utile per tutti: la Chiesa lo dà a tutti senza alcuna destinazione. E ai destinatari degli aiuti non chiediamo nessuna appartenenza. L’8 per mille è una grande forma di libertà fiscale, di redistribuzione della ricchezza, nata dall’intuizione di un fisco solidale».

Il ministero dell’Economia e delle Finanze assegnata alla Chiesa euro 1.003.206.395,65 a titolo di conguaglio per il 2020 ed euro 1.039.531.058,22 a titolo di anticipo per il 2023. L’assemblea ha approvato queste assegnazioni in migliaia di euro.

Totale disponibile 1.003.206: esigenze di culto e pastorale 352.427; alle diocesi (per culto e pastorale) 158.000; edilizia di culto esistente 109.000; nuova edilizia di culto 84.000; tutela beni culturali ecclesiastici 25.000; fondo per la catechesi e l’educazione cristiana 35.000; Tribunali ecclesiastici regionali 8.000; esigenze di rilievo nazionale 42.427; interventi caritativi 243.000; alle diocesi (per la carità) 150.000; Terzo Mondo 80.000; esigenze di rilievo nazionale 13.000; sostentamento del clero 403.000; accantonamento per culto, pastorale e carità 4.779.

Totale a pareggio 1.003.206.

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