Il cardinale argentino Eduardo Pironio è beato

Argentina – Il cardinale argentino Eduardo Pironio, beatificato il 16 dicembre nel santuario nazionale argentino di Nostra Signora di Luján, è definito da Papa Francesco «pastore umile e zelante, testimone della speranza, difensore dei poveri. Il suo esempio ci aiuti a essere Chiesa in uscita, che si fa compagna di strada di tutti, specie dei più deboli»

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Beato Eduardo Pironio

Il cardinale argentino Eduardo Pironio, beatificato il 16 dicembre 2023 nel santuario nazionale argentino Nostra Signora di Luján, è definito da Papa Francesco «pastore umile e zelante, testimone della speranza, difensore dei poveri. Il suo esempio ci aiuti a essere Chiesa in uscita, che si fa compagna di strada di tutti, specie dei più deboli».

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Molti lo conoscevano come «amico di Dio», come lo definì l’allora arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio. È stato colui che sostenne e realizzò le Giornate mondiali della Gioventù di Papa Wojtyla. Il Pontefice argentino – sulla scorta del parere dei medici e dei teologi – ha riconosciuto il miracolo attribuito all’intercessione del cardinale argentino Edoardo Francisco Pironio.

Nato a Nueve de Julio (Argentina) nel 1920, 22° figlio di una coppia friulana emigrata nel nuovo mondo, Giuseppe ed Enrica Buttazzoni, originari di Persoto (Udine), impara la fede rocciosa dei genitori. Sacerdote il 5 dicembre 1943, svolge diversi ruoli e nel 1962-65 partecipa come «perito» al Concilio Vaticano II; insegnante; vescovo; stretto collaboratore di Paolo VI e di Giovanni Paolo II; prefetto dei religiosi e presidente del Pontificio Consiglio per i laici, molto amato perché – come dice chi l’ha conosciuto – «capace di far sentire amato chiunque incontrasse», frutto della fede che «apprese sulle ginocchia della madre».

Vescovo ausiliare (1964) e arcivescovo  di La Plata (1972), nel 1968-1975 è segretario  e poi presidente degli episcopati dell’America Latina: il Celam, istituito nel 1957 da Pio XII, coordina gli episcopati dell’immenso continente e offre maggiore visibilità e incisività ai cattolici. Pironio è molto attento ai settori socialmente più deboli e ai cattolici più attivi nell’impegno di giustizia sociale. Il Celam, sulla scorta del Concilio ribadisce «la scelta preferenziale dei poveri» sancita nell’’assemblea di Medellin (Colombia), dalla presenza di Paolo VI alle giornate conclusive. Pironio, con l’aiuto del nunzio apostolico in Argentina mons. Pio Laghi, segue da vicino diversi casi di «desasparacidos».

Il gesuita piemontese-argentino Bergoglio conosce il vescovo friulano-argentino Pironio e testimonia: «Quando parlavi con lui ti dava sempre la sensazione che si sentisse il peggiore uomo del mondo, il peggior peccatore. Ti apriva un panorama di santità dalla sua profonda umiltà. Ti apriva orizzonti, sperimentavi che non chiudeva mai le porte a nessuno, anche a gente che non lo avrebbe capito».

Nel 1974 Paolo VI lo invita a predicare gli esercizi spirituali in Curia Romana e lo chiama in Vaticano per sottrarlo alle minacce ricevute dalla Giunta militare, al potere dal colpo di Stato del 24 marzo 1974 notte, che lo considera troppo vicino alla sinistra e ai «sovversivi». Paolo VI lo nomina prefetto dei Religiosi e cardinale. Egli incoraggia gli ordini religiosi a mettere in pratica le indicazioni del Concilio, a cercare un nuovo equilibrio tra ascetica e impegno. Si interessa di alcune esperienze come i Legionari di Cristo; riflette sul nuovo stile di spiritualità dei laici; è vicino al modello di Giuseppe Lazzati.

Nel Conclave del 1978 dal quale esce eletto Papa Luciani – secondo alcune ricostruzioni –  Pironio ottiene 4 voti. Giovanni Paolo II apprezza il suo impegno per un maggiore coinvolgimento dei laici nella vita della Chiesa e lo nomina presidente del neonato Pontificio Consiglio per i laici (1984-1998). Sceglie tre priorità: formazione, comunione, partecipazione. In sintonia con Wojtyla, lavora alla promozione dei nuovi movimenti ecclesiali. All’inizio «sembrava a me e a molti di essere stato retrocesso a un incarico di serie B. Invece ho scoperto di essere stato promosso allo stato laicale: i laici sono la maggioranza del popolo di Dio». Realizza l’idea del Papa polacco di un grande raduno di ragazzi e ragazze da tutto il mondo: la Giornata mondiale della Gioventù fino a divenire uno dei più grandi eventi della Chiesa. Il primo raduno nella domenica delle Palme (15 aprile 1984) in piazza San Pietro nell’Anno Santo della redenzione. Il secondo ancora a Roma nella domenica delle Palme il 31 marzo 1985 nell’Anno internazionale della Gioventù: il Papa scrive una lettera apostolica ai giovani del mondo (31 marzo 1985) e istituisce la Giornata mondiale (20 dicembre 1985) che si celebra per la prima volta nel 1986.

Gli ultimi anni sono segnati dalla malattia, che accetta con fiduciosa speranza e accetta le sofferenze «per la Chiesa, i sacerdoti, la vita consacrata, i laici, il Papa, la redenzione del mondo». Muore di tumore a Roma il 5 febbraio 1998.

Il miracolo attribuito alla sua intercessione è la guarigione dell’argentino Juan Manuel, bimbo di un anno a mezzo intossicato dall’inalazione della polvere di porporina usata dalla madre restauratrice per i suoi lavori: il bimbo l’aveva aspirata e ingerita. Ricoverato in terapia intensiva, per i medici non c’è più niente da fare. È il 2 dicembre 2006 e si svolge la «Marcia della speranza», ideata da Pironio e il parroco distribuisce il testamento spirituale del cardinale. I genitori lo leggono e ne chiedono l’intercessione; invitano altri a unirsi alla preghiera. Due giorni dopo migliora; cinque giorni dopo il bambino è reattivo e lucido e respira spontaneamente. I medici ravvisano «il nesso causale tra l’invocazione e la guarigione rapida, completa e duratura, non spiegabile scientificamente». Francesco il 18 febbraio 2022 riconosce le virtù eroiche. Persona di grandi qualità umane e di profonda spiritualità, speranza e gioia ne caratterizzano la personalità, legata alla spiritualità mariana del «Magnificat». Pastore paterno e accogliente, fermo e comprensivo, dà importanza ai rapporti personali. Nutre particolare amore per i poveri e vive distaccato dai beni materiali.

Pier Giuseppe Accornero

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