Il cardinale Zuppi, “la pace è indispensabile, manca come l’aria”

«L’Ucraina aggredita ha diritto alla autodifesa, non c’è dubbio. Il popolo ucraino sta soffrendo terribilmente, si rivive qualcosa che la generazione dei nostri genitori ha vissuto durante la guerra». Lo ricorda il presidente della Cei e cardinale arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi. L’arcivescovo maggiore dei greco-cattolici ucraini Sviatoslav Shevchuk ha attraversato per la prima volta dal 24 febbraio i confini per incontrare Papa Francesco

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Cardinale Matteo Maria Zuppi

«L’Ucraina aggredita ha diritto alla autodifesa, non c’è dubbio. Il popolo ucraino sta soffrendo terribilmente, si rivive qualcosa che la generazione dei nostri genitori ha vissuto durante la guerra». Lo ricorda il presidente della Cei e cardinale arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi: «Papa Francesco fa di tutto, non c’è dubbio, per aiutare la ripresa dei negoziati e porre fine alla guerra in Ucraina. Lo ha detto in tutti i modi, farebbe di tutto per aiutare la pace e non avrebbe nessuna paura ad andare a Mosca o a Kiev se necessario». Sul Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, Kirill, il cardinale ribadisce la condanna dei cattolici: «Benedire la guerra non ha niente a che vedere col Vangelo».

L’arcivescovo maggiore dei greco-cattolici ucraini Sviatoslav Shevchuk ha attraversato per la prima volta dal 24 febbraio i confini per incontrare Papa Francesco: gli ha portato il frammento di una mina russa che in marzo ha distrutto la facciata della chiesa greco-cattolica ucraina di Irpin. Un pezzo di mina – si legge in una nota – «come quelle che si estraggono dai corpi di militari, civili e bambini ucraini, segno della distruzione e della morte che ogni giorno porta la guerra». Francesco ha ricevuto in udienza il capo della Chiesa greco-cattolica: «Ho detto al Papa che la comunità ecclesiale rimane vicina alla gente, ogni cattedrale e ogni nostra struttura sono diventati un rifugio». La nota dice che «il Papa ha assicurato l’impegno della Santa Sede per la pace e ha incoraggiato la Chiesa ucraina a essere accanto alla popolazione. Un impegno che l’arcivescovo ha evidenziato con grande intensità, raccontando a Francesco ciò che ha visto visitando i territori colpiti. “Ho raccontato al Papa del servizio dei nostri vescovi, sacerdoti, monaci e monache nei territori occupati. Ho spiegato che ogni nostra cattedrale, chiesa e monastero sono diventati centri di rifugio, accoglienza e servizio umanitario».

«La pace è indispensabile, manca come l’aria». «Liberi insieme dalla guerra!». «Caro amico, sono contento che ti metti in marcia per la pace, qualsiasi sia la tua età e la condizione permettimi di dare del tu». Così inizia la lettera scritta dal presidente della Cei, il cardinale Matteo Mattia Zuppi, e letta in piazza San Giovanni durante la manifestazione per la pace di sabato 5 novembre 2022. «Ti do del tu perché da fratelli siamo spaventati da un mondo violento e guerriero e per questo non possiamo rimanere fermi. Quanti muoiono drammaticamente a causa della guerra. I morti non sono statistiche ma persone. Non c’è tempo da perdere perché tempo significa altre morti. Noi vogliamo dire che pace è indispensabile, perché è come l’aria e in questi mesi ne manca tanta. Le morti sono già troppe per non capire e se continua non sarà sempre peggio? Chi lotta per la pace è un realista, anzi un vero realista, perché sa che non c’è futuro se non insieme. Papa Francesco con grande insistenza chiede di fermare la guerra. Noi chiediamo al presidente della Federazione russa di fermare, anche per amore del suo popolo, questa spirale di violenza. E chiediamo al presidente dell’Ucraina che sia aperto a serie proposte di pace».

Don Luigi Ciotti «Le mafie vivono e si ingrassano con le guerre». «Vi auguro di essere malati di pace, senza guarire. Pace è passione per la vita come bene comune, incontro e diversità. Per tenerla viva, dobbiamo essere disposti anche a litigare con le nostre coscienze inquiete, alleate della pace, piene più di dubbi che di certezze, perché i dubbi sono porte aperte al dialogo per un bene superiore. Diffidiamo di chi è seduto sulle certezze». Lo ha detto don Luigi Pio Ciotti, fondatore del Gruppo Abele di Torino, fondatore e presidente di Libera, intervenendo alla manifestazione «Europe for peace» per la pace in Ucraina a Roma in piazza san Giovanni in Laterano. Invoca «giustizia ambientale e sociale: l’attuale sistema economico degrada i diritti. Le mafie, come le industrie delle armi, vivono e si ingrassano grazie alle guerre».

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