Il cardinale Matteo Zuppi presidente della Cei

76ª assemblea – Il cardinale Arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi è il nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana per il quinquennio 2022-2027. L’ha nominato Papa Francesco martedì 24 maggio, all’inizio della 76ª assemblea da cui si è accomiatato il cardinale Gualtiero Bassetti, che ad aprile ha compiuto 80 anni

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Cardinale Matteo Zuppi

Il cardinale arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi è nuovo presidente della Conferenza episcopale italiana per il quinquennio 2022-2027. L’ha nominato Papa Francesco martedì 24 maggio, all’inizio della 75ª assemblea dalla quale si è accomiatato il cardinale Arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, che ha compiuto in aprile 80 anni.

I vescovi hanno votato una terna che hanno consegnato al Pontefice: Zuppi, il cardinale Augusto Paolo Lojudice arcivescovo di Siena e mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, già vicepresidente per il Sud. Promette Zuppi ai Vescovi italiani: «Ringrazio il Signore per la fiducia e ringrazio anche voi per la fiducia. Sono rimasto colpito dalle parole di Bassetti, comunione e missione. Sono le stesse parole che sento nel cuore per questo mandato. Cercherò di fare del mio meglio, ce la metterò tutta. Restiamo uniti nella sinodalità, nella comunione, nella preghiera». Poche parole che valgono come un programma.

66 anni, Zuppi nasce a Roma l’11 ottobre 1955, pronipote del cardinale Carlo Confalonieri, nel 1973 conosce Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. «Vicino a casa c’era la fermata di un tram», racconta, «potevo scegliere se frequentare i salotti del centro o aiutare i bambini del doposcuola in periferia. Riccardi mi convinse a prendere la direzione della periferia». In quella che Paolo VI definì «capitale degli invisibili», la baraccopoli, si occupa di anziani e immigrati.

Avverte la vocazione; entra nel Seminario di Palestrina, frequenta e si laurea in Teologia alla Lateranense e in lettere all’Università di Roma con una tesi sulla storia del Cristianesimo. Prete dal 9 maggio 1981, per 19 anni è viceparroco di Santa Maria in Trastevere e poi parroco (2000-2010), la parrocchia di Sant’Egidio, frequentata anche dal card. Carlo Maria Martini. Nel 1990 collabora con Andrea Riccardi, Jaime Pedro Gonçalves e Mario Raffaelli nella mediazione per le trattative tra il governo del Mozambico e il partito di Resistência Nacional Moçambicana, impegnati dal 1975 in una sanguinosa guerra. La mediazione raggiunge il 4 ottobre 1992, dopo 27 mesi di trattative, la firma degli accordi di pace. Dal 2010 è parroco dei Santi Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela, tra le più popolose della città. Il 31 gennaio 2012 Benedetto XVI lo nomina Vescovo ausiliare di Roma. Il 27 ottobre 2015 Francesco lo nomina arcivescovo metropolita di Bologna dopo il cardinale Carlo Caffarra.

A Bologna apre una stagione di dialogo e solidarietà. Nel 2016 sale sul palco del Primo Maggio per la festa dei lavoratori; vara un progetto «Insieme per il lavoro» che mette in rete il Comune di Bologna, la Diocesi, la Città metropolitana, le associazioni di categoria per contrastare la disoccupazione. «Non ci preoccupiamo di camminare con le scarpe rotte», spiega Zuppi, «L’importante è che nessuno vada in giro scalzo». Il 1° settembre 2019 Francesco ne annuncia la creazione a cardinale nel Concistoro. Affronta la pandemia occupandosi dei più deboli istituendo il «Fondo San Petronio», sussidio per chi è senza lavoro: sostiene le piccole aziende perché non licenzino; si impegna nell’accoglienza dei profughi ucraini e nella promozione della pace.

Intervistato dal «Corriere della Sera» il 2 maggio 2022, Bergoglio parla di «cardinale autorevole» per la presidenza Cei. È il secondo cardinale arcivescovo di Bologna che diventa presidente della Cei, dopo Antonio Poma (1969-1979) che aveva portato in porto il primo grande convegno della Chiesa italiana nel 1974 «Evangelizzazione e promozione umana». Finora non si è mai scesi sotto Roma per il presidente dell’episcopato. Presumibilmente su indicazione di Zuppi, Francesco nominerà il nuovo segretario della Cei in successione a mons. Carmine Russo, eletto Vescovo di Velletri-Segni.

La 75ª assemblea inizia – ricorda Bassetti – «con un dialogo sincero e appassionato con il Papa, lo ringrazio personalmente per il rapporto diretto con lui, per la fiducia e per il cammino percorso insieme». I Vescovi incontrano a porte chiuse, il Papa nell’«Aula Paolo VI» in Vaticano: non rivolge loro un discorso pubblico, ma ha un «botta e risposta. Bassetti ricorda «la pandemia, con le sue drammatiche ripercussioni che si faranno sentire ancora a lungo, ha fatto sì che l’intera umanità abbia percepito di essere di fatto una grande famiglia, formata da soggetti il cui destino è legato a quello degli altri.

Da oltre tre mesi siamo raggiunti e scossi dalle notizie di una guerra tanto inattesa quanto brutale e ingiustificabile. Oltre a sostenere le doverose vie diplomatiche. La Chiesa italiana è fortemente impegnata per alleviare le sofferenze della popolazione ucraina e dei rifugiati: non possiamo non continuare a chiedere pressantemente che si depongano le armi e che si apra una nuova stagione di riconciliazione, di giustizia e di pace».

Il cammino sinodale: «Il suo primo effetto importante è che ci ascoltiamo, stiamo percependo la bontà di una simile operazione. Stiamo rovesciando la piramide: noi pastori non siamo più all’inizio di ogni processo ecclesiale, ma siamo piuttosto il terminale di un percorso che coinvolge tante persone di buona volontà. Stiamo cambiando la mentalità comune che delegava tutto al Vescovo». Bassetti non ha peli sulla lingua nemmeno sulla politica: «Sono tante e delicate le questioni su cui è chiamata a decidere, come il coinvolgimento del nostro Paese nella guerra in Ucraina, l’applicazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il sostegno economico alle famiglie e alle imprese, la questione del Mezzogiorno, l’ambiente, l’immigrazione, il fine vita: la vita è sempre sacra e inviolabile e non possiamo far tacere la voce della coscienza».

«È tempo di valorizzare la dimensione femminile della Chiesa attraverso scelte concrete, che legittimino il ruolo che tante donne già svolgono in vari ambiti dalla catechesi alla carità. È tempo di compiere scelte nuove per consentire un coinvolgimento maggiore delle donne nella vita della Chiesa». I due motu proprio «Spiritus Domini» (10 gennaio 2021) e «Antiquum Ministerium (10 maggio 2021)» attendono dalla Cei e da ciascun pastore la sapienza di una loro declinazione nella prassi ecclesiale quotidiana». «Dal 27 maggio», conclude Bassetti – sarò Vescovo emerito»: ha deciso di rimanere in diocesi di Perugia. L’assemblea affronta anche il contrasto agli abusi per la tutela dei minori: «Alla Chiesa italiana stanno a cuore la sicurezza e la salvaguardia dei piccoli e dei vulnerabili».

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