Il clima impazzito sta bruciando la frutta

Effetto raggi solari – È allarme fra gli agricoltori delle campagne torinesi per il clima impazzito che «brucia» la frutta sugli alberi, ustionando la buccia. È già perso e da buttare il 15% del raccolto di mele

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Il caldo afoso di questi giorni sta letteralmente «scottando» la frutta. Un fenomeno nuovo, dalle cause biochimiche non ancora perfettamente conosciute, dovuto all’interazione tra le componenti della polpa non ancora a maturazione e il combinato tra il forte irraggiamento solare, le lunghe ore di insolazione – in queste che sono le giornate più lunghe dell’anno – e soprattutto le temperature assolutamente anomale per giugno e inizio luglio.

Le scottature sulla frutta ancora verde si notano soprattutto su mele e pere, frutta che già deve difendersi dagli attacchi della cimice asiatica, insetto fino a poco tempo fa sconosciuto che è un altro effetto indesiderato del cambiamento climatico.

I frutticoltori torinesi segnalano il nuovo problema della scottatura – che è ben diversa dalla maturazione – soprattutto nel Pinerolese, il distretto frutticolo più importante della provincia di Torino.

I frutti colpiti da scottatura sono quelli esposti a sud e ovest, che ricevono quinti la luce del sole nelle ore più calde; quelli che, a maturazione, dovrebbero essere i più buoni. La parte dei frutti ancora verdi e piccoli più esposta ai raggi solari presenta una colorazione dapprima gialla e rossa da frutto maturo, ma poco dopo marcisce. Si salvano solo i frutti più interni al filare e quindi più ombreggiati.

Al momento, la perdita di mele causata da questo fenomeno nuovo è stimata al 15%. A questa perdita si deve aggiungere quella già, in un certo senso, preventivata dovuta all’autodifesa delle piante rimaste scioccate dalla siccità e dal caldo dell’anno 2022. Nei tempi lunghi di reazione delle piante, dopo un’annata siccitosa, queste si pongono in assetto di difesa sviluppando meno gemme e meno fiori per prepararsi a un’eventuale nuova estate secca e torrida.

«Non avevamo mai fatto i conti con questo problema – riferisce Sergio Bunino, tecnico Coldiretti Torino e frutticoltore biologico di Cavour – Per noi frutticoltori piemontesi la scottatura dei frutti è una novità. In questi giorni stiamo buttando via tantissime mele marce per la scottatura».

Le cause? «Prendiamo ad esempio la mela: è un frutto da climi freschi, non a caso la fascia pedemontana piemontese è una delle aree più vocate al mondo. Nei mesi di giugno e luglio avviene la crescita dei frutti. In questo periodo la buccia è ancora debole e non è ancora pronta per difendersi da temperature che tutti i giorni superano i 32-34 gradi con un livello altissimo di irraggiamento ultravioletto. La scottatura avviene quando il frutto supera all’interno una temperatura di 35 gradi, ma non è ancora pronto per questo caldo africano che si manifesta già a fine giugno-inizio luglio. Quindi, come accade sulla nostra pelle esposta al sole per troppe ore senza gradualità, letteralmente la buccia si scotta».

Le soluzioni? «L’unica difesa è evitare di esporre i frutti acerbi all’irraggiamento combinato con una temperatura così alta. E pensare che per noi frutticoltori piemontesi l’esposizione al sole estivo era la tecnica vincente per avere frutta dolce e succosa. Cercavamo il sole, mentre ora dobbiamo difenderci da un sole che non è più il nostro. Così stiamo mantenendo le reti antigrandine con funzione ombreggiante anche quando non minaccia temporale. Ma si stanno affacciando nuovi sistemi di protezione come la crema solare per le mele. In pratica si spruzza una sostanza naturale che protegge i frutti dalle scottature».

«I nostri frutticoltori – osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – stanno affrontando il cambiamento climatico con un aumento dei costi di produzione. Reti ombreggianti e antigrandine, protezioni solari, irrigazione a goccia, soluzioni naturali per la lotta ai nuovi insetti. Al raccolto la nostra frutta è tra le migliori del mondo ma l’aumento dei costi di produzione non viene riconosciuto ai frutticoltori che continuano a vedersi pagare dalla Grande distribuzione prezzi umilianti. Una situazione insostenibile che sarà al centro delle nostre battaglie del prossimo autunno».

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