Il grave passo dell’Europa sull’aborto

Bruxelles – L’Europarlamento, con una risoluzione, l’11 aprile ha chiesto al Consiglio dell’Unione Europea di inserire il diritto di aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, come ha fatto la Francia

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foto Sir

L’Europarlamento non poteva finire peggio la legislatura 2019-24: con una risoluzione l’11 aprile 2024 ha chiesto agli Stati di inserire il diritto di aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, come ha fatto la Francia. «Ma non si può dichiarare l’aborto un diritto umano perché non può mai esserlo la soppressione di una vita» dichiara mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina e presidente della Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea (Comece) con gli episcopati dei 27, più quello inglese che non è uscito, nonostante la scelta isolazionista di Londra.

Altro buco nero il «Patto europeo sui migranti richiedenti asilo e rifugiati», approvato il 10 aprile: modifica il «trattato di Dublino», non favorisce la protezione di persone in fuga da disastri, guerre, tratta, sfruttamento, miseria: «L’Europa si chiude, trascura i drammi dei migranti, sostituisce l’accoglienza con un pagamento in denaro» dichiara mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes Cei.

ABORTO – «Qualcuno parla di un grumo di cellule, in realtà è l’inizio di una nuova persona»: il portoghese Don Manuel Barrios Prieto, segretario della Comece, aggiunge: «Ci rattrista la posizione di alcuni partiti che si richiamano alla tradizione democratica cristiana come il Partito popolare europeo». Con 336 sì, 163 no e 39 astensioni, gli eurodeputati chiedono di favorire l’omicidio nell’utero materno. Come sempre in questi casi, il linguaggio inganna: la risoluzione nasce con l’intento di garantire un’assistenza di alta qualità alle donne; invece chiede che l’articolo 3 della «Carta» affermi: «Ognuno ha il diritto all’autonomia decisionale sul proprio corpo, all’accesso libero all’aborto sicuro e legale» ed esorta i Paesi a rimuovere e combattere gli ostacoli all’aborto; invita Polonia e Malta ad abrogare leggi e misure che lo vietano e lo limitano. Ora gli Stati membri dovranno decidere.

CONTRO IL DIRITTO COMUNITARIO – Mons. Crociata: «Questo voto non aiuta le donne. che vanno sostenute, accompagnate e rispettate. Va contro il diritto comunitario; produce divisione nell’Unione; nega identità, storia, compito e futuro dell’Unione; limita la libertà di coscienza; è un modo di agire che assomiglia a un regime autoritario». Don Barrios Prieto considera «scandaloso» il fatto che buona parte del Partito popolare «ha votato a favore della mozione. A volte su questi temi si vota per obbedienza di partito, per ignoranza e poca conoscenza della materia». Proiettato alle elezioni europee dell’8-9 giugno 2024 il «richiamo a partiti e politici alla responsabilità. Il nuovo Parlamento abbia a cuore questi temi perché l’aborto non può essere considerato un diritto; il diritto fondamentale è alla vita; la morte è la sua negazione».

SENZA FONDAMENTO GIRIDICO –  «È una brutta pagina scritta dall’Eurocamera; è un’azione strumentale ed elettorale perché il tema dell’aborto non è una competenza del Parlamento, essendo vincolante il principio di sussidiarietà, che tutela gli Stati nell’autonomia legislativa su materie riservate» dichiara Adriano Bordignon, presidente del Forum delle Associazioni familiari: «Non esiste alcun diritto all’aborto, come dice la Corte europea dei Diritti dell’uomo che, in più occasioni, ha riconosciuto come fondativo il diritto alla vita, sancendo e garantendo vera uguaglianza fra i cittadini. Ecco perché è una mozione ideologica e priva di fondamenti giuridico. Tutto ciò non serve a nessuna donna o bambino». Infatti «far transitare l’aborto tra i diritti Ue trasforma un fatto critico e doloroso che coinvolge due vite, quella della madre e quella del nascituro, in un diritto intangibile della madre dove il figlio non conta null». Nonostante l’approvazione dell’Eurocamera, una modifica alla Carta Ue prevede il voto favorevole dei i 27 Stati.

DIRITTO ALLA VITA, NON ALL’ABORTO – L’impressione è che gli eurodeputati non sappiano bene quello che fanno. Lo si capisce dalla dichiarazione Comece: «L’aborto non potrà mai essere un diritto fondamentale. Il diritto alla vita è il pilastro fondamentale di tutti i diritti umani, in particolare il diritto alla vita delle persone più vulnerabili, fragili e indifese, come il bambino non ancora nato nel grembo della madre, il migrante, l’anziano, la persona con disabilità e i malati. La promozione delle donne e dei loro diritti non è collegata alla promozione dell’aborto. Lavoriamo per un’Europa dove le donne possano vivere la maternità liberamente e dove essere madre non sia una limitazione per la vita personale, sociale e professionale». I vescovi citano la «Dignitas infinita», la dichiarazione del dicastero per la dottrina della fede «circa la dignità umana» (2 aprile 2024): «L’Ue non può imporre ad altri, dentro e fuori i suoi confini, posizioni ideologiche sulla persona, sulla sessualità e sul genere, sul matrimonio e sulla famiglia. È la Carta dei diritti fondamentali a garantire questo rispetto. Non esiste un diritto all’aborto nel diritto  internazionale» dichiarano il presidente Comece Crociata e i vice presidenti Antoine Hérouard (Digione, Francia); Nuno Brás da Silva Martins (Funchal, Portogallo); Czeslaw Kozon (Copenaghen, Scandinavia); Nomantas Norvila (Vilkaviškis, Lituania). La Francia ha inserito nella Costituzione un nuovo comma nell’articolo 34: «La legge determina le condizioni nelle quali si esercita la libertà della donna, che le è garantita, di ricorrere alla interruzione volontaria della gravidanza».

GLI ERRORI DELLA SINISTRA E DELLA DESTRA – Per mons. Perego «il Patto europeo sui migranti richiedenti asilo e rifugiati segna una deriva nella politica europea dell’asilo e il fallimento della solidarietà europea, che sembra infrangersi come le onde contro i barconi della speranza. Confidiamo che l’art. 10 della nostra Costituzione rimanga come presidio sicuro per tutelare i richiedenti asilo. Le prossime elezioni europee saranno un banco di prova importante per rigenerare l’Europa a partire dalle sue radici solidali e non piegarla a nazionalismi e populismi che rischiano di dimenticare la nostra comune storia europea». In Europa (e in Italia) la politica della sinistra è contro la vita e pro-aborto; la politica della destra è creare dei «nemici» da combattere come gli immigrati. La sostanza è che l’Europa è sempre più egoista e disumanizzata.

Pier Giuseppe Accornero

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