Il messaggio del Papa per la Giornata degli anziani

“Gli anziani artefici della tenerezza che libera il mondo dalla guerra” – È il sublime pensiero che anima il messaggio di Papa Francesco per la seconda «Giornata dei nonni e degli anziani» di domenica 24 luglio che ha per tema l’affermazione biblica «Nella vecchiaia daranno ancora frutti» (Salmo 92,15)

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Neanche una telefonata, un messaggino, un video, un post. Vittime della solitudine gli anziani «parcheggiati» nelle case di riposo e nessuno li va a trovare, il loro cellulare che non squilla mai. Gli anni trasformano le persone in soprammobili.

Gli anziani artefici della tenerezza che libera il mondo dalla guerra – È il sublime pensiero che anima il messaggio di Papa Francesco per la seconda «Giornata dei nonni e degli anziani» di domenica 24 luglio che ha per tema l’affermazione biblica «Nella vecchiaia daranno ancora frutti» (Salmo 92,15), quindi non è il caso di lasciarsi sopraffare dalla nostalgia. Usa l’immagine della «rivoluzione della tenerezza che si “combatte” solo con il cuore disarmato, imparando a vedere l’altro come un fratello o un compagno di viaggio, mai come un avversario né un nemico». Bergoglio caldeggia visite «in presenza o virtuali, tramite i mezzi di comunicazione, agli  anziani bisognosi o in difficoltà» perché andare a trovare una persona sola avanti con gli anni, «è un’opera di misericordia del nostro tempo»; significa consegnare ai vecchi un posto centrale nella costruzione del mondo futuro; vuol dire andare a fondo della parola misericordia che – come scrive Victor Hugo ne «I miserabili» citando re Salomone – è il più bel nome di Dio. E per ricordarlo va bene anche una telefonata, un messaggino, un post. Specie dai nipoti.

Gli anziani diventino «maestri di un modo di vivere pacifico e attento ai deboli» – I nostri tempi sono segnati dalla pandemia, «tempesta inaspettata e furiosa»; da una guerra «che ferisce la pace e lo sviluppo su scala mondiale». E sono in agguato «altre epidemie e forme di violenza che minacciano la famiglia umana e la nostra casa comune». Una forma perniciosa di violenza è dimenticare gli anziani, scartarli, pensare che non abbiano più «frutti da portare». Le parole del Salmo «Nella vecchiaia daranno ancora frutti» vanno «controcorrente rispetto a ciò che il mondo pensa di questa età della vita e rispetto all’atteggiamento rassegnato di alcuni di noi anziani, che vanno avanti con poca speranza e senza più attendere nulla dal futuro». Bergoglio ricorda che a molti «la vecchiaia fa paura» perché è vista come una malattia e induce a evitare ogni contatto con gli anziani. La soluzione spesso è quella di relegarli in strutture che se ne fanno carico, abbracciando – osserva il Papa – «la cultura dello scarto». In realtà, una lunga vita – insegna la Scrittura – è una benedizione, «e i vecchi non sono reietti dai quali prendere le distanze, bensì segni viventi della benevolenza di Dio che elargisce la vita in abbondanza. Benedetta la casa che custodisce un anziano! Benedetta la famiglia che onora i suoi nonni!».

Usa spesso il «noi», riferendosi ad anziani e nonni: a dicembre avrà 86 anni – La «rivoluzione della tenerezza è una rivoluzione spirituale e disarmata da vivere come protagonisti e artefici attraverso la preghiera che può contribuire a cambiare i cuori, smilitarizzarli, “permettendo a ciascuno di riconoscere nell’altro un fratello». Il Pontefice parla di «poeti della preghiera corale che sostenga, con la lode e la supplica, la comunità che lavora e lotta nel campo della vita. E noi, nonni e anziani, abbiamo una grande responsabilità: insegnare alle donne e gli uomini del nostro tempo a vedere gli altri con lo stesso sguardo comprensivo e tenero che rivolgiamo ai nostri nipoti». Un altro impegno: «Custodiamo nel nostro cuore i piccoli dell’Ucraina, dell’Afghanistan, del Sud Sudan. Non ci si salva da soli, la felicità è un pane che si mangia insieme. Tutti, anche i più deboli, possono farlo: il nostro lasciarci accudire – spesso da persone che provengono da altri Paesi – è un modo per dire che vivere insieme non solo è possibile, ma necessario».

Le statistiche dicono che il mondo di domani avrà le spalle ancora più curve di quelle già stanche di oggi. In Italia, nel 2050 – prevede l’algoritmo – una persona su tre avrà oltre 65 anni, cioè il cancello immaginario che fa entrare uomini e donne nella terza età. Sono oltre 7 milioni (7.058.755) – dice l’Istat – I residenti in Italia che al 1° gennaio 2019 hanno compiuto i 75 anni, l’11,7 per cento del totale della popolazione, 60 per cento sono donne. Francesco invita parrocchie e comunità ad andare a trovare gli anziani «a casa o nelle residenze dove sono ospiti» perché da un incontro può nascere l’amicizia: «Facciamo in modo che nessuno viva questo giorno in solitudine. La visita agli anziani soli è un’opera di misericordia del nostro tempo».

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