Il Museo del Risparmio tra economia e pittura

Torino – Nel Museo del Risparmio di Banca Intesa Sanpaolo, in via San Francesco d’Assisi, è possibile ripercorrere la nascita della moneta, la creazione dei mercati finanziari, il sostegno del credito ai commerci, … Giovedì 22 febbraio è stata inaugurata una nuova sezione del museo, che ricostruisce il rapporto tra l’economia e la pittura e che si affianca alle parti già dedicate alla letteratura e al cinema

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Il Museo del Risparmio in via San Francesco d'Assisi a Torino

La banca Intesa – Sanpaolo è la più importante società che ha (ancora) la sede legale a Torino. Il suo ruolo nell’economia italiana è innegabile, ma si è ritagliata anche una particolare attenzione alla cultura, a partire dai convegni organizzati nell’auditorium del grattacielo in corso Inghilterra, ma non opera solo sotto la Mole. Infatti, in molte città, le antiche e prestigiose sedi centrali degli istituti di credito in essa confluiti sono diventate musei e luoghi espositivi (si chiamano le Gallerie d’Italia). A Torino, l’elegante Palazzo Tuninetti di piazza San Carlo ha visto la trasformazione dei suoi caveau sotterranei in uno spazio dedicato alla fotografia e alla videoarte. In questi mesi vi si svolge la mostra Non ha l’età. Il Festival di Sanremo in bianco e nero 1951-1976, curata dal giornalista televisivo Aldo Grasso, in collaborazione con la Rai, tanto per non dimenticare che la prima edizione della rassegna canora fu trasmessa, solo radiofonicamente, grazie alla Rai di Torino (la televisione arrivò nel ’54).

Forse è però meno conosciuta un’altra iniziativa culturale promossa dell’istituto di credito: Il museo del Risparmio, in via San Francesco d’Assisi angolo via Barbaroux. Lì, da circa dodici anni, è possibile ripercorrere la nascita della moneta, la creazione dei mercati finanziari, il sostegno del credito ai commerci, l’ascesa e il crollo di importanti protagonisti economici (dai Templari ai Medici, ad esempio), ecc. attraverso vari percorsi virtuali, interattivi e ludici, composti da postazioni individuali e collettive, che, con  filmati d’epoca, ricostruzioni in studio, cartoni animati, interviste,… consentono anche alle persone meno introdotte nel mondo della finanza (e pure ai bambini della scuola primaria) di capire come i mercati si sono evoluti dal baratto alle cripto valute e dalle oche del Campidoglio al trading on line,…

Giovedì 22 febbraio è stata inaugurata una nuova sezione del museo, che ricostruisce il rapporto tra l’economia e la pittura e che si affianca alle parti già dedicate alla letteratura e al cinema. Nella sala interattiva Ammirare è possibile ripercorrere alcuni temi economici e momenti storici interagendo virtualmente, mediante appositi visori oculari di nuova generazione,  con le riproduzioni animate di dieci importanti quadri d’autore, i cui originali sono esposti in famosi musei mondiali. Un treno d’epoca, un villaggio fiammingo del ‘600, una motocicletta in Provenza, un bar a New York dopo il crollo borsistico del 1929,… accompagnano i visitatori alla comprensione di concetti quali la contabilità, il fabbisogno fiscale, le crisi finanziarie, ecc.

L’inaugurazione è stata preceduta dai saluti della vicesindaco di Torino, Michela Favaro, che ha sottolineato come oggi sia importante l’educazione finanziaria, soprattutto quando permangono ancora pesanti discriminazione di genere, che spesso relegano le donne in situazioni non paritarie, rispetto agli uomini, anche sotto questo aspetto.

Il presidente di Intesa – Sanpaolo, il professor Gian Maria Gros Pietro, ha fatto una breve, ma dotta, introduzione sul risparmio, che non è privazione, ma lungimiranza, sostenendo, tra l’altro,  come si debba superare la pericolosa abitudine del buy now, pay later (compri oggi e paghi domani) che, se non è ben compresa e viene utilizzata senza criterio, rischia di ipotecare pesantemente il futuro delle famiglie. La moneta -ha continuato- non è lo sterco del diavolo (definizione medioevale e titolo di un’opera dello storico francese Jacques Le Goff), ma è uno strumento che può essere utilizzato bene o male. Riferendosi alla parabola evangelica dei talenti, ha spiegato che  l’uso cattivo è la sua tesaurizzazione, il nasconderla sotto terra e non condividerla; quello buono è metterla in circolo, investirla (bene), adoperarla per la crescita e il benessere della società.

Il museo si trova davanti alla chiesa dedicata al poverello di Assisi che, relativamente ai beni economici, aveva convinzioni molto rigide, ma quello era san Francesco e questo è Sanpaolo, e quindi possono amabilmente convivere nella stessa strada, basta percorrerla consapevolmente in entrambi i sensi di marcia.

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