Il Papa a mons. Repole, “Salutami Torino!”

Vaticano – «Salutami Torino!». Incontrando l’Arcivescovo Repole durante la Visita ad Limina della scorsa settimana, il Papa ha comunicato ancora una volta il suo affetto per il Piemonte e per la Chiesa subalpina. Giovedì 25 gennaio Francesco ha ricevuto tutti i Vescovi della Conferenza Episcopale Piemontese, al termine di una settimana di incontri nei Dicasteri della Curio romana

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Foto Vatican media

È stato un incontro fraterno e cordiale. Un colloquio di un’ora e mezza fra papa Francesco e i Vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta, che dal 22 al 27 gennaio hanno vissuto la loro periodica «Visita ad limina» nella Sede apostolica, per fare il punto sulla vita delle proprie diocesi.

Le visite servono al Papa per avere informazioni sulle diocesi, sui problemi, le iniziative, le difficoltà e le prospettive dell’evangelizzazione. Nel 2024 tocca ai Vescovi italiani, in base alla suddivisione del territorio ecclesiastico.

Nella mattinata di giovedì 25 gennaio i Vescovi piemontesi hanno dunque incontrato Francesco. «Ci ha invitati», riferisce mons. Franco Lovignana, presidente della Cep, «a esercitare la misericordia nell’esercizio del ministero e nelle opere di carità, ci ha chiesto di aiutare i nostri fedeli a riscoprire la bellezza della vita perché le nostre famiglie si arricchiscano di figli confidando nel Signore malgrado la durezza dei tempi, ci ha esortato a fare come gli Apostoli e cioè a non dimenticare che i primi e precipui nostri compiti sono la preghiera e l’annuncio della Parola».

«L’incontro con il Papa», sottolinea mons. Roberto Repole, «è stato molto cordiale e affettuoso, dedicato a esaminare la situazione delle nostre Chiese locali e le prospettive del futuro. Al termine di una settimana che ci ha impegnati nella visita ai Dicasteri della Curia romana, con la possibilità comprendere meglio il loro modo di operare, il colloquio con Francesco e le celebrazioni nelle basiliche romane ci hanno permesso di vivere una volta di più il respiro della Chiesa universale».

Il clima di ascolto, dialogo e preghiera ha contraddistinto tutti i momenti che i Vescovi hanno vissuto in questa settimana densa di appuntamenti. «Le celebrazioni nella Basiliche, in particolare sulle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo, ci hanno confermato nella fede cattolica»,  rimarca il presidente Cep, «ricordandoci il compito magisteriale che abbiamo ricevuto per il bene del Popolo che ci è affidato». In preparazione della Visita ad limina ogni diocesi aveva inviato ai Dicasteri della Curia romana una relazione sul proprio cammino pastorale

«Vorrei sottolineare», sottoline anche mons. Lovignana, «come gli incontri con i dicasteri e con il Papa si siano svolti in un clima fraterno, autenticamente sinodale di ascolto e di dialogo che ha certamente arricchito noi, ma anche permesso ai responsabili della Curia romana di farsi un’idea della situazione delle nostre Chiese e delle popolazioni di Piemonte e Valle d’Aosta, con le loro ricchezze di cultura e di vita e con i problemi sociali, economici e morali che le affliggono».

Sempre il 25 gennaio un gruppo di Vescovi piemontesi ha vissuto con il Papa anche la celebrazione dei Vespri solenni per la chiusura della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani in San Paolo fuori le mura, con la partecipazione dell’arcivescovo di Canterbury della Chiesa anglicana e di tutte le altre confessioni cristiane.

Intensi i momenti spirituali della Visita ad limina, ogni giorno i Vescovi hanno celebrato l’Eucaristia in una basilica romana, fra cui San Paolo e San Pietro, i principi degli apostoli martirizzati a Roma. La settimana è stata un «momento di rigenerazione» conclude il presidente Cep; «il bilancio dettagliato potrà essere tracciato solo da ogni singolo Vescovo che ha recepito spunti e indicazioni nel formato della propria Chiesa locale. Immagino che ognuno di noi, dopo averli condivisi con i propri collaboratori, cercherà di portare i frutti della Visita nella vita della Diocesi».

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