Il Papa ai nuovi cardinali, “vigilanti per rimanere sulla sua strada di Gesù”

Vaticano – Al settimo Concistoro in sette anni di Papa Francesco sono assenti due dei 13 porporati (9 elettori, 4 non elettoti) per l’impossibilità di arrivare a Roma. «La tentazione può capitare a tutti», esorta, «vogliamo bene a Gesù, vogliamo seguirlo ma dobbiamo essere vigilanti per rimanere sulla sua strada. Perché con il corpo possiamo essere con lui ma il nostro cuore può essere lontano e portarci fuori strada»

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foto Vatican news

La croce e il mondo, due strade inconciliabili. Al settimo Concistoro in sette anni di Papa Francesco sono assenti due dei 13 porporati (9 elettori, 4 non elettoti) per l’impossibilità di arrivare a Roma: il filippino Jose Fuerte Advincula, arcivescovo di Capiz, e Cornelius Sim, vicario apostolico del Brunei. All’altare della Cattedra in San Pietro non c’è l’abbraccio di pace mentre sono regolari imposizione della berretta, consegna dell’anello e assegnazione del titolo. Nel Vangelo Gesù annuncia per la terza volta la propria morte e resurrezione. I fratelli Giacomo e Giovanni chiedono di sedere nel suo regno «unoa destra e l’altro a sinistra». Gesù li fulmina: «Non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato»; gli altri apostoli protestano.

«La strada è l’ambiente in cui si svolge il cammino della Chiesa» dice Francesco: «La croce e la risurrezione appartengono alla nostra storia. L’episodio evangelico indica il percorso per noi in cammino con Gesù, che procede davanti a noi. Chi vuol seguire Gesù deve misurarsi con questa parola. Il Signore conosce lo stato d’animo di quelli che lo seguono; non abbandona i suoi amici e non li trascura, anche quando sembra che vada dritto per la sua strada. Quello che fa, lo fa per noi e per la nostra salvezza. Mette i Dodici alla prova: vuole che siano con lui sulla sua strada». Qualifica la richiesta dei due fratelli come «colpo di scena, un’altra strada, non la strada di Gesù, la strada di chi “usa” il Signore per promuovere sé stesso».

Tredici nuovi cardinali, artigiani di pace e canali di carità – Gesù non si arrabbia con Giacomo e Giovanni; sono gli altri discepoli a scandalizzarsi. Commenta il Pontefice: «La tentazione può capitare a tutti. Vogliamo bene a Gesù, vogliamo seguirlo ma dobbiamo essere vigilanti per rimanere sulla sua strada. Perché con il corpo possiamo essere con lui ma il nostro cuore può essere lontano e portarci fuori strada». Pensa alla corruzione nella vita sacerdotale: «Il rosso porpora cardinalizio è il colore del sangue, ma può diventare, per lo spirito mondano, quello di una eminente distinzione. E tu non sarai più il pastore vicino al popolo, ti sentirai solo l’eminenza e sarai fuori strada. I Dodici fanno una brutta figura. Ma questa è una parola salutare per noi: papa e cardinali dobbiamo sempre rispecchiarci in questa parola di verità. Lo Spirito Santo ci doni, oggi e sempre, questa grazia».

Per alcuni secoli i cardinali sono 30. Sisto V nel 1586 li porta a 70. Alla morte di Giovanni XXIII (1963) sono 82. Paolo VI ne crea 143 (129 alla sua morte nel 1978) e fissa la soglia degli 80 anni. Con Giovanni Paolo II il Collegio diventa mondiale: ne crea 231 di 70 Paesi in 9 Concistori (il primato nel 2001 con 42, tra i quali Jorge Mario Bergoglio e Severino Poletto): sopravvivono 65 (16 elettori), il più anziano è il 96enne cecoslovacco Jozef Tomko. Benedetto XVI ne nomina 90 in 5 Concistori: 39 elettori e 30 non elettori compreso il 96enne Albert Vanhoye. Francesco ne crea 101 (73 elettori) in 7 Concistori. Per la prima volta entrano Bangladesh, Birmania, Brunei, Capo Verde, El Salvador, Haiti, Laos, Lesotho, Lussemburgo, Malaysia, Mali, Panama, Papua Nuova Guinea, Repubblica Centrafricana, Repubblica Dominicana, Ruanda, Svezia, Tonga. Il primo nato dopo il Concilio (Dieudonné Nzapalainga, metropolita di Bangui); il primo afroamericano (Wilton Gregory, metropolita di Washington); il primo convertito dal luteranesimo al cattolicesimo (Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma).

Ci sono 51 religiosi (29 elettori) di 26 Congregazioni: 9 Salesiani, 7 Gesuiti, 1 Francescano conventuale. Rappresentano 90 Paesi: 47 Italia, 15 Stati Uniti, 14 Spagna. Europa 106; Africa 30; Asia 27; Nord-America 26; Sud-America 25; Centro-America 9. Nel 1962 Giovanni XXIII con il motu proprio «Cum gravissima» decide che debbano essere tutti vescovi, salvo gli ultraottantenni: Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, Ernst Simoni, Albert Vanhoye, Urbano Navarrete, Umberto Betti, Domenico Bartolucci, Carl Joseph Becker, Henri De Lubac, Pietro Pavan, Paolo Dezza, Mikel Koliqi, Yves Congar, Alois Grillmeier, Leo Scheffczyk, Averi Dulles, Tomáš Špidlík.

«L’Avvento è tempo di attesa fiduciosa del Signore: è il principale antidoto contro il pessimismo che ci attanaglia in tempo di pandemia». All’Angelus del 29 novembre ricorda che «il nostro è il Dio che viene e non delude. Ci farà forse aspettare, ci farà passare qualche momento nel buio, ma mai delude». Ammette: «La vita è fatta di alti e bassi, di luci e ombre, momenti di delusione, insuccesso e smarrimento: durante la pandemia molti vivono preoccupazione, paura e sconforto e si rischia di cadere nel pessimismo, nella chiusura e nell’apatia. Nelle tempeste della vita ci tende la mano». Per Natale invita «sobrietà, attenzione ai vicini e preghiera in famiglia».

Pier Giuseppe Accornero

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