Il Papa al G7: “l’Intelligenza artificiale occasione di pace”

Puglia – Al G7, seduto a fianco ai capi di Stato e di Governo, Papa Francesco indica «l’Intelligenza Artificiale (IA) come occasione di pace e non di guerra»

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Una normale sedia; non un podio, non un tronetto, non una poltrona, seduto a fianco dei capi di Stato e di Governo: non davanti a loro ma in mezzo a loro, fra il presidente francese Emmanuel Macron e la padrona di casa Giorgio Meloni.

È il quadro che vede il mondo da Borgo Egnazia, in Puglia, sede del G7 presieduto nel 2024 dall’Italia, sabato 15 giugno 2024. Con un colpo da maestra, Meloni aveva invitato altri Grandi che non fanno parte del G7, dal Brasile all’Argentina, dall’India all’Unione Africana, dal segretario delle Nazioni Unite ai Paesi Arabi. Primo Pontefice non europeo, Papa Francesco indica «l’Intelligenza Artificiale (IA) come occasione di pace e non di guerra». Sessant’anni fa dall’assemblea delle Nazioni Unite Paolo VI nell’ottobre 1965 lanciò il grido «Jamaj plus la guerre. Mai più la guerra». Nel 1979 e nel 1995 Giovanni Paolo II; nel 2008 Benedetto XVI, il 14 giugno 2023 Bergoglio.

«Nessuna macchina dovrebbe mai scegliere se togliere la vita a un essere umano» mette in guardia i grandi della Terra dal predominio del «paradigma tecnocratico» e chiede «una sana politica per favorire il buon uso degli algoritmi. No alle armi letali autonome nei conflitti. L’IA è uno strumento estremamente potente il cui uso influenzerà sempre più il nostro modo di vivere, le nostre relazioni e la maniera in cui concepiamo la nostra identità di esseri umani». Il tema dell’intelligenza artificiale è spesso percepito come ambivalente: «Da un lato, entusiasma per le possibilità che offre, dall’altro genera timore per le conseguenze. L’IA rappresenta una vera e propria rivoluzione cognitivo-industriale, che contribuirà alla creazione di un nuovo sistema sociale caratterizzato da complesse trasformazioni epocali. L’IA potrebbe portare una più grande ingiustizia fra Nazioni avanzate e Nazioni in via di sviluppo, fra ceti sociali dominanti e ceti sociali oppressi, mettendo in pericolo la possibilità di una “cultura dell’incontro” a vantaggio di una “cultura dello scarto”».

«Dobbiamo garantire e tutelare uno spazio di controllo significativo dell’essere umano sul processo di scelta dei programmi di IA. Nei conflitti armati è urgente ripensare lo sviluppo e l’utilizzo di dispositivi come le armi letali autonome. Il buon uso non sarà pienamente sotto il controllo né degli utilizzatori né dei programmatori che ne hanno definito gli scopi originari al momento dell’ideazione. Sembra che si stia perdendo il valore e il profondo significato di una delle categorie fondamentali dell’Occidente: la categoria di persona umana» è il grido d’allarme di Bergoglio.

Ci vuole «una sana politica per guardare con speranza e fiducia all’avvenire»; mette in guardia dal «rischio concreto, poiché insito nel suo meccanismo fondamentale, che l’Intelligenza Artificiale limiti la visione del mondo a realtà esprimibili in numeri e racchiuse in categorie preconfezionate, estromettendo l’apporto di altre forme di verità e imponendo modelli antropologici, socio-economici e culturali uniformi. Non possiamo permettere a uno strumento così potente e così indispensabile di rinforzare il paradigma tecnocratico, ma dobbiamo fare dell’Intelligenza Artificiale un baluardo proprio contro la sua espansione», propone il Pontefice ai Grandi della Terra: «La società mondiale ha gravi carenze strutturali che non si risolvono con rattoppi o soluzioni veloci meramente occasionali» riflette sulla scorta della «Laudato si’» (24 maggio 2015): «Ci sono cose che vanno cambiate con reimpostazioni di fondo e trasformazioni importanti. Solo una sana politica potrebbe averne la guida, coinvolgendo i diversi settori e vari saperi. Un’economia integrata in un progetto politico, sociale, culturale e popolare che tenda al bene comune può aprire la strada a opportunità differenti, che non implicano di fermare la creatività umana e il suo sogno di progresso, ma piuttosto di incanalare tale energia in modo nuovo. Questo è il caso dell’Intelligenza Artificiale. Spetta a ognuno farne buon uso e spetta alla politica creare le condizioni perché il buon uso sia possibile e fruttuoso».

Di Intelligenza Artificiale si parla ormai ovunque. La Fondazione «Centesimus annus pro pontifice» per la conferenza internazionale 2024 segue il tema: «Intelligenza Artificiale generativa e Paradigma tecnocratico: come promuovere il benessere dell’umanità, la cura della natura e un mondo di pace». Obiettivo è esaminare  benefici e problemi della rapida e vasta evoluzione dell’Intelligenza Artificiale. «Centesimus annus» vuole promuovere un uso etico e sostenibile dell’IA per il benessere delle persone e dell’ambiente.

Papa Bergoglio si è molto occupato del tema e pone l’accento – come ha fatto in Puglia – sul «paradigma tecnocratico» non come rifiuto della tecnologia, ma per un utilizzo per il bene comune.

Pier Giuseppe Accornero

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