Durante i XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina (6-22 febbraio 2026) e le Paraolimpiadi (6-15 marzo) si fermino i conflitti in tutto il mondo. È l’invocazione di Papa Leone al quale si associa il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. «Rivolgo i miei auguri – dice Leone XIV – agli organizzatori e a tutti gli atleti. Queste grandi manifestazioni sportive costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza in un mondo in pace. È questo anche il senso della tregua olimpica, antichissima usanza che accompagna lo svolgimento dei giochi». La «tregua olimpica» ha, infatti, una tradizione secolare ed è nata nell’Antica Grecia dove i Giochi sono stati inventati, ripresa dal padre moderno delle Olimpiadi, Pierre de Coubertin, e rilanciata anche dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.
In un telegramma al vescovo di Como, cardinale Oscar Cantoni, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, il Pontefice auspica che i Giochi «offrano alle comunità locali un’occasione di testimonianza cristiana» perché sono «un’occasione propizia per favorire i valori autentici dello sport: la lealtà, il rispetto, lo spirito di squadra e di sacrificio, l’inclusione sociale e la gioia dell’incontro». Il messaggio viene letto dal vescovo durante la Messa nella parrocchia Santi Gervasio e Protasio di Bormio, alla quale partecipano i giovani atleti delle associazioni sportive invernali del territorio, insieme a dirigenti, allenatori e formatori e a quanti sono coinvolti nell’organizzazione e nell’accoglienza dell’evento olimpico.

Il Pontefice esprime «vivo apprezzamento per la fervida cooperazione all’evento sportivo»; incoraggia le comunità parrocchiali a vivere con disponibilità questo appuntamento così rilevante e a offrire una generosa testimonianza cristiana facendosi segno luminoso della presenza di Cristo che chiama tutti alla fraternità». A Livigno e a Bormio (provincia di Sondrio e diocesi di Como) si svolgono alcune gare dei Giochi.
Sulla ricorrenza della «Giornata nazionale per le vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo» – istituita dal Parlamento nel 2017 per conservare la memoria dei caduti delle guerre del passato e sensibilizzare sul dramma di chi oggi soffre a causa di scontri armati – il Vescovo di Roma ritiene «questa iniziativa purtroppo tragicamente attuale: ogni giorno si registrano vittime civili di azioni armate che violano apertamente la morale e il diritto. Solo la pace può davvero onorare la memoria di tante vittime in tutto il mondo. I morti e i feriti di ieri e di oggi saranno veramente onorati quando si metterà fine a questa intollerabile ingiustizia».
Una parola di conforto e grande preoccupazione per l’impennata delle tensioni tra Stati Uniti e Cuba: unendosi al messaggio dei vescovi cubani, il Papa chiede di tornare al dialogo perché, giorni fa, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo minacciando dazi ai Paesi che vendono o forniscono petrolio a Cuba: è l’ennesima prova della pericolosità di quello che non è un presidente ma un bandito installato alla Casa Bianca: «Mi unisco – dice il Pontefice americano – al messaggio dei vescovi cubani, invitando tutti i responsabili a promuovere un dialogo sincero ed efficace, per evitare la violenza e ogni azione che possa aumentare le sofferenze del caro popolo cubano». Nell’appello rivolto «a tutti i cubani di buona volontà» i vescovi dell’isola caraibica esprimono «profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione sociale ed economica»; sottolineato il rischio reale di «un ulteriore collasso sociale, soprattutto dopo le recenti decisioni statunitensi di bloccare l’approvvigionamento energetico del Paese con il conseguente pericolo di caos sociale e violenza tra i cittadini»; si appellano «a tutta la società e fondamentalmente a coloro che hanno le massime responsabilità quando prendono decisioni per il bene della Nazione».
Pier Giuseppe Accornero
