Il Papa, “la Chiesa annuncia il Vangelo. Se qualcuno mi critica, lo faccia con verità”

Castel Gandolfo – Leone XIV a Castel Gandolfo risponde alle domande dei giornalisti e commenta i nuovi attacchi del Presidente statunitense Trump: «La missione della Chiesa è predicare il Vangelo, predicare la pace. Chi mi critica per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità»

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foto Vatican news

«La missione della Chiesa è predicare il Vangelo, predicare la pace. Chi mi critica per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità. La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi non c’è nessun dubbio. Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della Parola di Dio». Lo dice Papa leone, martedì sera 5 maggio 2026 uscendo da Castel Gandolfo e commentando i nuovi attacchi di Donald Trump: «Ho sempre pensato che è molto meglio entrare in dialogo rispetto a cercare le armi e aiutare l’industria delle armi, la quale guadagna milioni e milioni di euro, invece di sedersi al tavolo, risolvendo i nostri problemi, utilizzando i nostri soldi per risolvere le problematiche umanitarie, la famiglia, il mondo».

Un altro segnale della grave schizofrenia dell’inquilino della Casa Bianca arriva quarantotto ore prima il 7 maggio che Leone XIV riceva in Vaticano il segretario di Stato statunitense Marco Rubio. È il nuovo attacco di Trump al Pontefice: «Sta mettendo a rischio cattolici», al quale risponde il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin: «Il Papa predica la pace».

Sull’emittente «Salem News» lo «sceriffo di Washington», che sconvolge il mondo con le guerre e i dazi, farfuglia: «Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran possieda un’arma nucleare, non credo che sia una cosa positiva».

«In questo momento Marco Rubio è senza dubbio l’interlocutore più affidabile per la Santa Sede» afferma il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede, che fu uno dei capi degli oppositori di Papa Francesco. «Gli Stati Uniti – aggiunge – non possono essere contro il Papa e il Vaticano, è necessario un accordo. È anche una questione di prudenza: negli Usa ci sono oltre 50 milioni di cattolici che certamente non gradiscono gli attacchi al Papa. I politici devono essere più diplomatici e ragionevoli».

Sul nuovo attacco rispondono il Papa stesso e il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin: «Il Papa va avanti per la sua strada e predica la pace». A margine delle celebrazioni per i 70 anni di Casa Sollievo della sofferenza di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, risponde alle domande dei giornalisti: «Lui sta facendo quello che il suo ruolo esige. Io non aggiungerei nulla, il Papa ha dato una risposta molto cristiana, dicendo che sta facendo quello che il suo ruolo esige, e cioè predicare la pace. Che questo possa piacere o non possa piacere è un discorso. Capiamo che non tutti sono sulla stessa linea. Però questa è la risposta del Papa» Di fronte all’attacco del 13 aprile nell’incontro con i giornalisti sull’aereo che lo portava in Algeria, rispose garbatamente. E – dice Parolin – «la linea rimane quella. Il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, di predicare la pace, come direbbe San Paolo, “opportune et importune”».

L’incontro tra Leone XIV e il Segretario di Stato Marco Rubio è confermato per giovedì 7 maggio 2026 alle 11:30 nel Palazzo apostolico. L’agenda del Papa non cambia, nonostante il nuovo attacco. E l’incontro si terrà perché gli appuntamenti del Pontefice – fanno notare fonti vaticane – possono essere rivisti per cause di forza maggiore ma non sull’onda emotiva di una dichiarazione. Successivamente Rubio incontra il Segretario Parolin e il «ministro degli Esteri» vaticano mons. Paul Richard Gallagher, e sarà interessante vedere la nota che emette la Santa Sede. Questa nuova tensione si inserisce nel contesto di progressivo deterioramento dei rapporti tra Washington e la Santa Sede, specie sulla gestione dei migranti e sulla politica internazionale.

Pier Giuseppe Accornero

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