Il Papa, “La mia preghiera per la Nigeria insanguinata”

Vaticano – L’appello e la preghiera per la Nigeria, teatro di una strage terroristica, avvenuta sabato 28 novembre nel nord-est del Paese, in cui sono stati brutalmente uccisi più di cento contadini. Poi la catechesi sul valore del “bene-dire”

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“Desidero assicurare la mia preghiera per la Nigeria, purtroppo ancora insanguinata da una strage terroristica. Sabato scorso, nel nord-est del Paese, sono stati brutalmente uccisi più di cento contadini. Dio li accolga nella sua pace e conforti i loro familiari; e converta i cuori di chi commette simili orrori, che offendono gravemente il suo nome”. Questo l’appello di  Papa Francesco il 2 dicembre al termine della tradizionale udienza del mercoledì. Una udienza sul tema della benedizione in cui propio il “bene-dire” è stato evidenziato come via di pace, per contrastare le violenze e il dilagare del male.

“Non possiamo solo benedire questo Dio che ci benedice, dobbiamo benedire tutto in Lui, tutta la gente, benedire Dio e benedire i fratelli, benedire il mondo: questa è la radice della mitezza cristiana, la capacità di sentirsi benedetti e la capacità di benedire. Se tutti noi facessimo così, sicuramente non esisterebbero le guerre. Questo mondo ha bisogno di benedizione e noi possiamo dare la benedizione e ricevere la benedizione”.

Benedizione, speranza e anche fiducia: “A volte si vedono accadere dei miracoli: uomini e donne che rinascono. Perché trovano questa benedizione che li ha unti come figli. Perché la grazia di Dio cambia la vita: ci prende come siamo, ma non ci lascia mai come siamo”.

Al termine nei saluti il richiamo al tempo di Avvento che si sta vivendo e alla Madre cui affidare le preghiere  e l’attesa.

 

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