Il Papa scrive a Bose: «non cedete alla discordia»

Lettera – Papa Francesco scrive a Luciano Manicardi, priore di Bose: «Avete tutto il mio sostegno. Non cedete alla discordia». Esprime solidarietà alla comunità che vive un momento complicato per i forti dissidi con il fondatore fratel Enzo Bianchi

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Papa Francesco scrive a Luciano Manicardi, priore di Bose: «Avete tutto il mio sostegno. Non cedete alla discordia». Esprime solidarietà alla comunità che vive un momento complicato per i forti dissidi con il fondatore fratel Enzo Bianchi, che nella missiva il Pontefice non nomina.

«Desidero esprimervi di tutto cuore la mia vicinanza e il mio sostegno in questo periodo di dura prova che state attraversando per vivere con fedeltà la vostra vocazione. Sono ben al corrente di quanto in questi ultimi mesi le gravi difficoltà, che avevano portato alla visita apostolica e all’emanazione del decreto singolare, si sono purtroppo accresciute a causa del prolungato ritardo frapposto all’esecuzione delle decisioni della Santa Sede». La lettera, datata 12 marzo 2021, è stata pubblicata il 18 marzo e si riferisce al trasferimento, finora rifiutato e non avvenuto, di Bianchi.

Il Papa invita la comunità a «perseverare nell’intuizione iniziale di una vita fraterna nella carità e di una testimonianza di ricerca della radicalità evangelica nella preghiera, nel lavoro e nell’ospitalità. La dimensione ecumenica che vi caratterizza e il vostro anelito operoso per l’unita dei cristiani sono tesoro prezioso che la Chiesa vuole custodire, vegliando sulla sua autenticità e fecondità. Sono segno della mia costante sollecitudine la presenza accanto a voi del delegato pontificio, padre Amedeo Cencini, e il suo operato in sintonia con il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. Non sentitevi abbandonati in questa tappa impervia del vostro cammino! Il Papa è accanto a ciascuno di voi. Che nulla e nessuno vi tolga la certezza della vostra chiamata e della sua bellezza e la fiducia nel futuro! Non lasciatevi turbare da voci che mirano a gettare discordia tra voi: il bene dell’autentica comunione fraterna va custodito anche quando è alto il prezzo da pagare! Così come la fedeltà in tali momenti consente di cogliere ancor più la voce di Colui che chiama e dà la forza di seguirlo».

Il 4 marzo, alla vigilia del viaggio in Iraq (5-8 marzo) Francesco ha ricevuto in udienza padre Amedeo Cencini – religioso canossiano, insegnante alla Pontificia Università Salesiana e alla Gregoriana, psicoterapeuta e autore di numerosi libri – e il priore Manicardi. Un comunicato dalla Sala Stampa vaticana informava: «Il Papa ha voluto esprimere al priore e alla comunità la sua vicinanza e il suo sostegno, in questa travagliata fase della sua vita, confermando il suo apprezzamento per la sua peculiarità di essere formata da fratelli e sorelle provenienti da Chiese cristiane diverse. Francesco fin dall’inizio ha seguito con particolare attenzione la vicenda e ha inteso confermare l’operato del delegato pontificio ringraziandolo per aver agito in piena sintonia con la Santa Sede, nell’unico intento di alleviare le sofferenze dei singoli e della comunità. Ha manifestato la sua sollecitudine nell’accompagnare il cammino di conversione e di ripresa della Comunità secondo gli orientamenti e le modalità definite con chiarezza nel decreto del 13 maggio 2020, i cui contenuti il Papa ribadisce e dei quali chiede l’esecuzione». Come si può notare, la lettera papale del 12 marzo ribadisce e rafforza il comunicato vaticano del 4 marzo.

Il 16 marzo padre Amedeo Cencini in un comunicato ribadisce «la corretta comprensione degli eventi» e ripercorre l’iter della vicenda. Fratel Enzo Bianchi deve trasferirsi nella comunità che Bose ha a Cellole di San Gimignano presso la pieve di Santa Maria Assunta, una località presso Pancole di San Gimignano, provincia di Siena, diocesi di Volterra.

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