«Se Trump espellerà i migranti sarà una disgrazia e gli Usa siano terra di opportunità e accoglienza per tutti; in Medio Oriente si rispetti la tregua e si raggiunga la giusta soluzione dei due popoli e due Stati: è l’unica possibilità di pace». In tre occasioni ravvicinate, domenica 19 gennaio, Papa Francesco interviene sui temi di attualità: all’Angelus, nell’intervista a Fabio Fazio, nel messaggio a Donal Trump in occasione del suo insediamento come 47° presidente Usa il 20 gennaio, al quale i vescovi cattolici rammentano: non è «una legge umana» quella sulle deportazioni perché «è usata per dividere».
Cessate il fuoco a Gaza – Ringrazia i mediatori («È un bel lavoro mediare per la pace»); auspica che tutti gli ostaggi tornino a casa e definisce «un gesto di grande speranza» la liberazione dei detenuti a Cuba. Il suo cuore di padre universale è preoccupato «per le tante famiglie di Gaza in difficoltà che hanno sofferto per la fame, la perdita dei propri cari e le condizioni che la guerra impone. Israeliani e palestinesi hanno bisogno di speranza, di dialogo, di riconciliazione e di pace». Anche la liberazione di più di 500 prigionieri politici a Cuba, con la mediazione della Santa Sede, è un segnale importante, come il fatto che gli Usa hanno escluso Cuba dalla lista degli «Stati canaglia» che patrocinano il terrorismo. A Joe Biden, non al successore, va parte del merito dell’accordo e, alla fine del mandato, conferisce al Papa la medaglia d’onore del Congresso.
La Terra Santa ringrazia «il Papa sempre accanto a noi». Padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia a Gaza, racconta che Francesco «telefona tutti i giorni, e molti sono venuti e gli hanno detto grazie in spagnolo, arabo, inglese, italiano». La Chiesa aiuta 10 mila famiglie (60 mila persone) e ha salvato l’anno scolastico 2023-24 e iniziato quello 1924-25. Ma Gaza è allo stremo: l’80 per cento delle case è distrutta, le tendopoli sono immense e mancano cibo e acqua. Padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia, ritiene: «Vi sono forze negli schieramenti, soprattutto nel fronte israeliano, che hanno mal digerito il primo passo verso la pacificazione». Ripete ciò che diceva Giovanni Paolo II – «Qui nessuno ha vinto e tutti hanno perso» – e quello afferma Francesco: «La guerra è sempre una sconfitta»».
ll cardinale patriarca Pierbattista Pizzaballa e il custode Francesco Patton invitano i pellegrini a tornare nei luoghi santi per rafforzare la fede e per aiutare i cristiani. Tre santuari – Gerusalemme, Nazareth e Betlemme – sono riservati alla visita giubilare. Dice il cardinale: «Si tratta di rafforzare la fede attraverso i luoghi che hanno visto l’incarnazione, la passione e la risurrezione di Gesù. I cristiani sentano il bisogno di partecipare come pellegrini a questa riaffermazione della fede. La Quaresima e la Pasqua quest’anno saranno particolarmente importanti anche per la coincidenza di date con le altre confessioni cristiane». Per il custode «la comunità internazionale, che ha brillato per la sua assenza nella guerra, deve far capire a tutti che la tregua non deve diventare il pretesto per fare della Cisgiordania una nuova Gaza. Le parti devono imparare che non si può più andare avanti così. L’unica via d’uscita è l’accettazione reciproca». Per impedire che «gli aiuti diventino oggetto di saccheggi e ruberie di bande armate» suggerisce di far intervenire le Nazioni Unite.
«In Italia l’età media è 46 anni: non fa figli, allora faccia entrare i migranti» suggerisce Papa Bergoglio nell’intervista e quando Fabio Fazio gli domanda di Trump e della sua volontà di espelle in massa degli immigrati irregolari, risponde: «Fa pagare ai poveri disgraziati che non hanno nulla il conto dello squilibrio. Quattro cose si devono fare con i migranti: il migrante va assunto, accompagnato, promosso e integrato». Se da noi l’età media è 46 anni, in Albania è di 23 anni. Torna sulla proposta: «Se per un anno non si fabbricassero armi sarebbe risolto il problema della povertà e della fame». Rammenta: «Dio non si stanca mai di perdonare. Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono. Non c’è peccato che non possa essere perdonato». Perché la porta santa di Rebibbia? «I detenuti mi fanno tenerezza, tutti abbiamo cadute nella vita, e una caduta ti può portare al delitto, a fare cose brutte, e noi che siamo stati salvati dobbiamo andare da loro». nella alla pedofilia «occorre non abbassare mai la guardia, denunciare sempre gli abusi e chi li commette e stare dalla parte delle vittime».
«Ispirato dagli ideali della Nazione, terra di opportunità e di accoglienza per tutti, spero che il popolo americano, sotto la sua guida, prosperi e si impegni sempre nella costruzione di una società più giusta, in cui non ci sia spazio per l’odio, la discriminazione o l’esclusione» scrive il Pontefice nel giorno del giuramento del presidente Usa. Assicura le sue preghiere perché Dio gli conceda «saggezza, forza e protezione nell’esercizio delle sue alte funzioni» e, di fronte al flagello della guerra, «Dio guidi i suoi sforzi nella promozione della pace e della riconciliazione». Il cardinale arcivescovo di Chicago Blase Joseph Cupich assicura: «Ci opporremo a ogni deportazione di massa di immigrati da parte della nuova amministrazione».
Pier Giuseppe Accornero

