Il Premio Cavour a Ernesto Olivero

Santena – Domenica 20 settembre, nel Cortile delle Scuderie dell’antica dimora dei Benso, il Premio Cavour, giunto alla sua XX edizione, è stato assegnato ad Ernesto Olivero per le sue molteplici iniziative intraprese nel tempo, tra le quali la fondazione del Sermig-Arsenale della Pace, prima avviato a Torino e poi riproposto in altre città del mondo

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Domenica 20 settembre, a Santena, nel suggestivo Cortile delle Scuderie dell’antica dimora dei Benso, il Premio Cavour, giunto alla sua ventesima edizione, è stato assegnato ad Ernesto Olivero per le sue molteplici iniziative intraprese nel tempo, tra le quali la fondazione del Sermig e la creazione dell’Arsenale della Pace, prima avviato a Torino e poi riproposto in altre città del mondo.

Che cos’è il Premio Cavour e l’albo d’oro dei premiati

Il Premio, che consiste nella riproduzione in oro degli occhiali del Conte, viene assegnato ogni anno ad un italiano eccellente o a un ente nazionale particolarmente distintosi nell’impegno civile. Tra i premiati ci sono stati Ciampi (fu il primo), Carlin Petrini (recentemente scomparso e ricordato nella cerimonia di quest’anno), Carla Fracci, Draghi, Prodi e i Vigili del Fuoco.

Le motivazioni del riconoscimento e l’eredità cavouriana

«La determinazione a sconfiggere la fame attraverso una cultura concreta della solidarietà», così riporta la motivazione della scelta di premiare Olivero, «la volontà di coinvolgere sempre nuove generazioni e l’eccezionale capacità di tessere reti di dialogo internazionale sono alcuni tratti che lo hanno caratterizzato in oltre 60 anni di incessante attività (il Sermig è stato fondato nel 1964). Un’opera altissima che richiama lo spirito pragmatico, l’azione geopolitica e la visione unitaria di Camillo Cavour».

Il legame con i santi sociali torinesi

Per la prima volta a Santena è stato premiato un esponente dichiarato del volontariato cattolico e quasi tutti i relatori intervenuti hanno riconosciuto la continuità delle opere di Olivero con quelle dei santi sociali torinesi dell’800, che si svilupparono quasi tutte poco distanti dall’Arsenale, che allora era una delle principali fabbriche italiane di armi pesanti: da quelle di Carlo Tancredi e Giulia di Barolo, di san Giuseppe Benedetto Cottolengo, i Salesiani, Faà di Bruno …

Le parole di ringraziamento di Ernesto Olivero

Nel suo breve intervento di ringraziamento Ernesto, visibilmente commosso, ha sottolineato come, arrivati ad una certa età, sia ormai necessario moderare le parole e «lasciar parlare il silenzio».

La cerimonia si è aperta con l’inno italiano e si è conclusa con quello europeo, eseguiti dalla banda musicale ora intitolata al canonico Antonio Serra, prete santenese che la fondò più di novant’anni fa.

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