Il primo concistoro di Papa Leone

Vaticano – «La sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio» dice Papa Leone ai 170 cardinali riuniti nel Concistoro straordinario (7-8 gennaio 2026) ai quali annuncia un nuovo Concistoro per il 27-28 giugno, vigilia della solennità dei Santi Pietro e Paolo

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«La sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio» dice Papa Leone ai 170 cardinali riuniti nel Concistoro straordinario (7-8 gennaio 2026) ai quali annuncia un nuovo Concistoro per il 27-28 giugno, vigilia della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Spiega che il primo «si pone in continuità con quanto chiesto dalle congregazioni generali prima del Conclave» che lo ha eletto il 18 maggio 2025. Assicura: i Concistori continueranno con cadenza annuale e dureranno 3-4 giorni perché «”consistorium” vuol dire assemblea e “consistere” fermarsi. Conferma l’Assemblea ecclesiale nell’ottobre 2028. Ringrazia in particolare i cardinali più anziani, come Ernest Simoni, 97 anni, presbitero dell’arcidiocesi di Shkodrë-Pult (Scutari), eroico albanese che il dittatore comunista-maoista Enver Hoxha imprigionò per anni e sottopose a inaudite torture. Il Papa e i suoi primi consiglieri guardano alla situazione del mondo «che rende tanto più urgente una risposta della Chiesa che si fa vicina alle Chiese locali che soffrono guerre e violenze».

Alla tragica situazione del Venezuela – prima dominato dal dittatore comunista Nicolás Maduro Moros o poi attaccato dalle truppe del bandito della Casa Bianca – pensano i porporati ricordando le parole del Papa il 4 gennaio: «Espresse profonda preoccupazione per quanto sta accadendo, incoraggiò il dialogo e la ricerca del consenso, invocò una pace che unisca i popoli nel rispetto dei diritti umani e della sovranità. La situazione del Venezuela ci addolora tutti e desideriamo i migliori sviluppi nel futuro». Il cardinale Timothy Radcliffe guarda a «questi tempi di tempeste terribili, segnati da violenza crescente, dal crimine armato fino alla guerra, dal divario ricchi-poveri che si amplia, dal progressivo sgretolamento dell’ordine globale nato dopo l’ultima guerra mondiale, dall’Intelligenza artificiale che non sappiamo quali effetti produrrà. E anche la Chiesa «è scossa dalle tempeste degli abusi sessuali e dalle divisioni ideologiche».

Vivere la sinodalità come «compagni di strada» – L’esortazione apostolica «Evangelii gaudium» (24 novembre 2013) «non è scaduta» con la morte di Papa Francesco (21 aprile 2025) ma interpella diocesi, Curia romana e Papa. È oggetto di riflessione nei 20 dei gruppi linguistici. Ai giornalisti che, nella conferenza stampa finale, chiedono sulla partecipazione dei laici e sul ruolo delle donne nella Chiesa, il cardinale filippino Pablo Virgilio Siongco David, vescovo di Kalookan, risponde: «Come possiamo non riconoscere il ruolo delle donne e i loro ministeri? Questo tema è una preoccupazione costante»; accenna al clericalismo; rilancia l’idea di «sacerdozio del popolo di Dio» espressa dal Vaticano II: «Parliamo del corpo della Chiesa, abbiamo il capo della Chiesa, ma non solo il capo, c’è anche un corpo. I cristiani possono partecipare alla vita e alla missione della Chiesa».

«Sono qui per ascoltare» dice il Pontefice in apertura del Concistoro – «Non dobbiamo arrivare a un testo, ma portare avanti una conversazione che mi aiuti nel mio servizio per la missione della Chiesa. Ogni momento ci permette di approfondire il nostro apprezzamento per la sinodalità. Il Concistoro è una prefigurazione del cammino futuro. Anche dal modo con cui impariamo a lavorare, con fraternità e in  amicizia, può iniziare qualcosa di nuovo». Quattro i temi iniziali in discussione: «Missione della Chiesa nel mondo come è proposta dalla “Evangelii gaudium”»; «Costituzione apostolica “Praedicate Evangelium” (2022) sul servizio della Santa Sede alle Chiese particolari»; «Sinodo e sinodalità, strumento e stile di collaborazione»; «Liturgia, fonte e culmine di vita cristiana». Solo due dei quattro argomenti sono scelti «a netta maggioranza»: «Sinodo e sinodalità» ed «Evangelizzazione e missionarietà nella Chiesa nella lettura di “Evangelii gaudium”», rinviando «Liturgia» e «Costituzione apostolica “Praedicate Evangelium” sulla Curia». Papa Prevost attinge dalla «Lumen gentium» (1964) del Vaticano II alla quale si sono ispirati i Pontefici Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Cita Benedetto XVI che disse: «La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per attrazione» e Papa Francesco «era perfettamente d’accordo». Aggiunge: «La forza che presiede a questo movimento di attrazione è la “charis, agape”, amore di Dio incarnato in Cristo e donato alla Chiesa. Non è la Chiesa che attrae ma Cristo con la carità che sgorga dal cuore del Salvatore. L’unità attrae, la divisione disperde: lo si riscontra anche la fisica, nel micro e nel macrocosmo (Robert Francis Prevost nel 1977 si laureò in Matematica, n. d. r.).

«Sento la necessità di contare su di voi, che avete chiamato questo servitore a questa missione». Auspica «una Chiesa missionaria che guarda più in là di sé stessa. Essa esiste non per i cardinali, né per i vescovi, né per il clero ma per annunciare il Vangelo». Leone non partecipa ai gruppi ma solo ai momenti plenari, prendendo appunti. Il Concistoro «offre alla Chiesa e al mondo testimonianza del valore di trovarci insieme e cercare insieme ciò che lo Spirito vuole per la Chiesa oggi e domani». Alla domanda «c’è vita nella Chiesa?» risponde: «Sono convinto di sì. In questi mesi ho avuto tantissime belle esperienze della vita della Chiesa. Però la domanda resta: c’è spazio per ciò che nasce?». Un’altra riflessione: «La paura accieca, il Vangelo libera, rende prudenti ma anche audaci, attenti e creativi; suggerisce vie diverse da quelle già percorse. Non siamo qui a promuovere “agende”,  personali o di gruppo». Conclude: «Nel Corpo mistico di Cristo ogni membro cooperi ordinatamente al bene di tutti».

Pier Giuseppe Accornero

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