Il secolo dell’Università Cattolica di Milano

7 dicembre 1921 – Cento anni fa l’inaugurazione dell’Università Cattolica nella sede, restaurata e adattata dell’antico convento Sant’Agnese a Milano. Benedetto XV il 9 febbraio 1921 aveva firmato il breve apostolico «Cum semper», «magna charta» dell’Università Cattolica

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«Da cento anni l’Università Cattolica svolge un prezioso servizio per la formazione delle nuove generazioni. Possa continuare a svolgere la sua missione educativa per aiutare i giovani a essere protagonisti di un futuro ricco di speranza».  È l’auspicio di Papa Francesco.

Un secolo fa, il 7 dicembre 1921, l’inaugurazione dell’Università Cattolica nella sede, restaurata e adattata dell’antico convento Sant’Agnese a Milano. Benedetto XV firma il breve apostolico «Cum semper» (9 febbraio 1921), «magna charta» dell’Università Cattolica, e mette a disposizione una somma per due studenti. Il Papa pacifista che definisce la Grande Guerra «inutile strage», sprona: «Fate, e fate una cosa grandiosa, degna del nome cattolico». L’inaugurazione il 7 dicembre, festa di Sant’Ambrogio, patrono della Chiesa milanese. Il delegato pontificio, il cardinale arcivescovo di Milano Achille Ratti, augura che l’Università «vivat, crescat, floreat». Appena tre mesi dopo, il 22 gennaio 1922 Benedetto XV muore per un’influenza degenerata in polmonite. Il 12 febbraio 1922, è eletto Achille Ratti-Pio XI. Nonostante le difficoltà dopo la Grande Guerra, del fascismo e del Secondo conflitto mondiale, la «Cattolica» conosce uno sviluppo costante.

Un miracolo tutto del cattolicesimo ambrosiano. L’ateneo è tutto merito dei cattolici ambrosiani. Per esso lavorano indefessamente il beato Carlo Andrea Ferrari, cardinale arcivescovo di Milano; il frate francescano Agostino Gemelli; la laica Armida Barelli; il sacerdote Francesco Olgiati; il laico Lodovico Necchi. Un vero e proprio miracolo a partire dalle risorse economiche, arrivate nonostante lo scetticismo. Nel settembre 1918 Giuseppe Toniolo, sociologo ed economista veneto, docente a Pisa, in fin di vita, chiama Gemelli e i collaboratori: «Io non vedrò la fine della guerra ma voi, appena è terminata, fatela, fatela l’Università Cattolica». Prende forma un luogo di alta formazione accademica promosso dalla Chiesa in un tempo in cui i cattolici sono ai margini della vita sociale, culturale e politica per colpa dello sciagurato «Non expedit» di Pio IX. Nonostante resistenze e contrarietà, si realizza un sogno coltivato nei decenni che avevano portato all’unità d’Italia nel 1861 e alla scomparsa delle Facoltà Teologiche dalle università italiane per la violenta pressione dei liberali massoni e degli anticlericali ma anche per la debolezza dell’insegnamento cattedratico. I problemi sono colossali: sostenibilità economica, riconoscimento governativo, tipo di peculiare offerta accademica: si tratta – ricorda un messaggio della Cei – «di declinare, in modo credibile e senza ambiguità, libertà di ricerca scientifica, piena adesione alla dottrina cattolica, formazione integrale degli studenti dal punto di vista professionale, umano e spirituale».

Un grazie dal cuore «alla grande famiglia del Gemelli per la premura cordiale e l’accoglienza fraterna sperimentate sul letto d’ospedale». Domenica 4 luglio 2021 pomeriggio Papa Francesco veniva ricoverato al «Policlinico Agostino Gemelli» e operato al colon. Mercoledì 14 luglio 2021 era dimesso e tornava in Vaticano. Lunedì 19 luglio il Pontefice scrive a Carlo Fratta Pasini, presidente della Fondazione «Gemelli»: «Mi sono sentito come in famiglia, come a casa. Ho potuto constatare di persona quanto siano essenziali, nella cura della salute, la sensibilità umana e la professionalità scientifica. Ora porto nel cuore tanti volti, storie e situazioni di sofferenza. Il “Gemelli” è veramente una piccola città nell’Urbe, dove ogni giorno giungono migliaia di persone deponendovi attese e preoccupazioni».

Inaugurato il 10 luglio 1964, il «Policlinico Gemelli» da quasi 60 anni è parte integrante dell’Università Cattolica. Per padre Gemelli la Facoltà è il «sogno dell’anima». Il milanese Pio XI regala all’«Istituto Giuseppe Toniolo di studi superiori», ente fondatore e promotore della «Cattolica», i terreni a Monte Mario per costruire l’Ateneo sanitario. Pio XII mette in moto la fase esecutiva e la progettazione nel 1958. Morto a Milano il 15 luglio 1959 il focoso francescano, che era anche medico e psicologo, il plastico della Facoltà è benedetto da Giovanni XXIII il 5 novembre 1961. Il 22 giugno 1962 iniziano i lavori. Il «Policlinico» è inaugurato da Paolo VI. I primi reparti sono i 70 posti letto di Patologia chirurgica e di Patologia medica. Nel 1977 la Regione Lazio riconosce la qualifica di «ospedale regionale» con 1.786 posti letto e di 55 culle. Giovanni Paolo II va spesso a visitare i degenti e vi fu più volte ricoverato e curato. Il 1° agosto 2015 il Policlinico assume la forma di fondazione, ente privato senza scopo di lucro, il cui scopo è «la tutela e la promozione della persona nell’ambito dell’assistenza sanitaria, della formazione, della ricerca scientifica e dell’innovazione in campo biomedico e sanitario».

Tra i promotori la beata Armida Barelli, donna straordinaria, protagonista del laicato femminile. Il 20 febbraio 2021 Francesco ha autorizzato la Congregazione dei Santi a promulgare il decreto per lei, fondatrice della Gioventù femminile di Azione Cattolica, cofondatrice delle Missionarie della regalità di nostro Signore Gesù Cristo e cofondatrice dell’Università Cattolica. Nata a Milano il 1° dicembre 1882 in una laboriosa famiglia della borghesia, non è educata ai valori religiosi che invece assorbe studiando in un collegio svizzero. I biografi notano che «non le mancano ripetute occasioni per formare una propria famiglia, ma sceglie una strada diversa: aiuta orfani e figli di carcerati». Nel 1910 incontra Gemelli, con il quale organizza la consacrazione al Sacro Cuore dei soldati italiani nella Grande Guerra. Per volontà del cardinale Ferrari dà inizio alla Gioventù femminile cattolica milanese che diventerà Gioventù femminile di Azione Cattolica. È la risposta cattolica alla laicizzazione liberale, anticlericale e massone; al socialismo radicale e facinoroso; al progressivo ingresso delle ragazze e delle donne nelle fabbriche, dove sostituiscono gli uomini al fronte. Per incarico di Benedetto XV estende a tutta Italia la Gioventù femminile. È catturata dal sogno di Toniolo e di Gemelli dell’Università Cattolica. Muore a Marzio (Varese) il 15 agosto del 1952. Figura chiave nella Chiesa del Novecento, ripete spesso: «I cattolici non hanno diritto di essere mediocri in quanto testimoni del regale sacerdozio di Cristo».

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