Il Sermig si prenderà cura della Basilica di Superga

Dal 2 agosto – La decisione della diocesi dopo il congedo dei Servi di Maria a cui erano affidate le cure pastorali della Basilica. Lo scambio delle consegne è avvenuto lunedì 2 agosto alle 11: alla celebrazione di consegna del servizio pastorale, presieduta dall’Arcivescovo mons. Nosiglia (di cui pubblichiamo il testo integrale), erano presenti il fondatore del Sermig, Ernesto Olivero, i preti e i membri della Fraternità, le autorità cittadine. GALLERY

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Vittorio Amedeo II di Savoia e suo cugino il principe Eugenio, sulla cima della collina di Superga, osservano la pianura e i fiumi che circondano Torino. La città è assediata dai Francesi, si prepara la battaglia decisiva. Il sovrano e il principe hanno appena fatto il voto: se i piemontesi e gli imperiali saranno vittoriosi qui, sulla cima più alta della collina torinese, sorgerà una chiesa dedicata alla Vergine. La vittoria arriverà alla vigilia della festa della Natività di Maria, il 7 settembre 1706. E Filippo Juvarra costruirà la grandiosa Basilica di Superga che è entrata nell’orizzonte della città.
Dopo tre secoli sono ora i giovani del Sermig a salire la collina. Tocca a loro continuare il servizio di liturgia, accoglienza e memoria che i Servi di Maria devono lasciare per motivi legati al riordino delle loro presenze in Piemonte. La Basilica è un punto fermo non solo nelle cartoline e per ammirare il panorama («Da Superga nel festante coro de le grandi Alpi la regal Torino incoronata di vittoria», come cantava Carducci…). Ogni anno migliaia di persone salgono per pregare e anche per andare a onorare la memoria del Grande Torino, la squadra di calcio “invincibile” che nel pomeriggio del 4 maggio 1949, mentre stava rientrando da Lisbona, si schiantò con l’aereo contro le fondamenta sul retro della Basilica a causa della nebbia fittissima e del malfunzionamento dell’altimetro di bordo. Il luogo di quel disastro – 31 i morti – è diventato un “santuario”, un’occasione anche di dialogo pastorale e di incontro fra comunità di tutta Italia.


Del ruolo di Superga è ben consapevole l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, che ha proposto al Sermig di gestire il complesso. «Ritengo che possa assumere tale impiego e promuovere un utilizzo della chiesa come degli edifici che la circondano con una capacità di servizio culturale, umano e religioso insieme, di grande qualità e ricco di prospettive positive. La presenza e gestione del Sermig è anche un bel segnale per tutta la cittadinanza e le istituzioni».
Nell’amministrazione della Basilica, infatti, sono coinvolte anche l’Agenzia del demanio e il Ministero dei beni culturali, per l’enorme patrimonio presente. «Saranno i preti provenienti dal Sermig – chiarisce Nosiglia – ad assumere la cura pastorale della basilica». Sono sacerdoti diocesani di Torino cresciuti nella Fraternità dell’Arsenale e che già svolgono il proprio servizio in diocesi, come la gestione della parrocchia di San Gioacchino, nell’area di Porta Palazzo che comprende anche l’Arsenale. Nel giugno scorso altri due giovani del Sermig sono diventati preti per l’arcidiocesi di Torino.

L’appuntamento per lo scambio delle consegne con i Servi di Maria è per questo lunedì. A Superga ci saranno l’arcivescovo, il fondatore del Sermig, Ernesto Olivero, i preti e i membri della Fraternità, le autorità cittadine. È lo stesso giorno in cui, nel 1983, Olivero e i suoi giovani entrarono nell’Arsenale di Borgo Dora. Era un cumulo di macerie abbandonato fin dalla guerra. Con milioni di ore di lavoro e miliardi di “valore aggiunto” è diventato un gioiello di accoglienza; e si è moltiplicato nel mondo. Gli Arsenali ora sono quattro: Pace (a Torino), Speranza (a San Paolo del Brasile), Incontro (a Madaba in Giordania), Armonia (sulla collina torinese dell’eremo). Intorno e dentro di essi lavorano migliaia di persone, giovani e meno giovani, inventando servizi ai poveri, offrendo scuole e formazione, animando varie forme di carità. Il Sermig è presente non solo negli Arsenali ma in 155 Paesi del mondo, con 3.700 progetti di sviluppo e di educazione.


L’avvio del servizio del Sermig a Superga è un segno importante per la città intera, sia per il significato che la Basilica e quella collina hanno nella storia subalpina sia perché viene indicata un’importante “direzione di futuro”: la comunità ecclesiale qualifica la propria presenza con un servizio che è aperto e offerto a tutti, torinesi, pellegrini e visitatori. Per una città che deve ancora trovare un nuovo modello di sviluppo dopo la conclusione della stagione della fabbrica automobilistica, non è cosa da poco.

Marco BONATTI, da Avvenire, 1 agosto 2021

SERMIG A SUPERGA: Intervento di mons. Cesare NOSIGLIA, Arcivescovo di Torino
Pubbilchiamo il testo pronunciato da mons. Nosiglia durante la celebrazione in cui ha affidato il servizio pastorale della basilica di Superga al Sermig

«I Padri dell’Ordine dei Servi di Maria hanno deciso di lasciare il servizio nella chiesa della basilica di Superga. Hanno svolto un positivo lavoro di celebrazioni e di accoglienza dei numerosi gruppi di turisti e dei devoti della Madonna delle Grazie che salivano qui per contemplare il bel panorama, visitare il museo e salire sulla cupola, fermarsi dinanzi alla lapide che ricorda la tragedia del Grande Torino e recarsi tra le tombe dei reali di casa Savoia. La basilica di Superga rappresenta per tutti i torinesi un punto di riferimento molto importante e frequentato. Ho pensato a lungo su chi poteva gestire tale complesso e mi sono rivolto al Sermig. Ritengo, infatti, che possa assumere tale impegno e promuovere un utilizzo della Chiesa come degli edifici che la circondano con una capacità di servizio culturale, umano e religioso insieme. Il Sermig ha già sei preti, da me ordinati e incardinati nella diocesi di Torino, che svolgono il loro ministero con grande qualità. Essi sono ricchi di prospettive e idee positive; basta guardare come vivono nelle parrocchie e nelle missioni dove è attivo e presente il Sermig. Ho ritenuto giusto e doveroso mantenere un soggetto torinese per gestire questa basilica patrimonio della città e del territorio. La presenza e gestione del Sermig è anche un bel segnale per tutta la cittadinanza e istituzioni che hanno accolto questa scelta e disponibilità con grande entusiasmo ringraziando la diocesi e il Sermig.
Sono certo che il Sermig gestirà il complesso di Superga con grande responsabilità, promuovendone lo sviluppo e accogliendo con gioia tutte le persone che frequentano questo sito. Sono anche certo che il Sermig, mantenendo e sviluppando la specificità del luogo, aprirà anche molto ai giovani e ai poveri che potranno così usufruirne con le modalità umane, culturali e spirituali proprie del Sermig. Grazie dunque a Ernesto, ai suoi sacerdoti e laici! Il mio augurio è che Superga ritorni ad essere un polo attrattivo per tutta la cittadinanza di Torino, per coloro che ne onorano i caduti e per i turisti e abitanti della città che amano questa collina e ne fanno un punto di riferimento significativo e importante da sostenere e promuovere.

+ Cesare NOSIGLIA

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