Il sindaco Lo Russo incontra le parrocchie di Torino Nord

Borgo Vittoria – Presso la chiesa parrocchiale Nostra Signora della Salute martedì 8 febbraio «La Voce e Il Tempo» ha organizzato un incontro pubblico fra il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e le parrocchie della periferia nord. GALLERY

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«Vogliamo lasciare la città un po’ migliore di quella che abbiamo trovato: da questa sera parte un dialogo con le comunità parrocchiali, antenne sul territorio, sarete miei interlocutori privilegiati, cammineremo insieme». Sono parole del sindaco di Torino Stefano Lorusso, intervenuto la sera di martedì 8 febbraio a un incontro pubblico presso la parrocchia – santuario Nostra Signora della Salute sui problemi della periferia Nord e sull’emergenza sociale. A quattro mesi dalla vittoria elettorale dello scorso ottobre, Lo Russo è stato sollecitato dai parroci e dalla popolazione a riflettere sul presente e sul futuro delle periferie, ovvero su come accorciare le distanze tra una città che viaggia a «due velocità» come non smette di denunciare l’Arcivescovo Nosiglia: la Torino dei quartieri popolari, stretta nella morsa di disoccupazione, sfratti, spaccio, anziani soli e della difficile integrazione con gli immigrati, e la Torino dei quartieri «bene» e della collina, solo sfiorati dalla pandemia innestatasi nella crisi economica e che ha messo in ginocchio i quartieri ai margini.

L’incontro pubblico era organizzato dal nostro giornale, «La Voce e il Tempo», che da mesi sta facendo da cassa di risonanza per il grido che giunge dalle parrocchie di periferia, spesso l’unico salvagente per la povertà che ha ormai colpito anche il ceto medio. Il giornale cerca di dare voce alla città che fa più fatica, come ha introdotto il direttore Alberto Riccadonna, moderatore della serata. Nella chiesa della Salute si venerano le spoglie mortali di san Leonardo Murialdo, uno dei santi sociali torinesi che nell’Ottocento dedicò la sua vita ai giovani più emarginati. Come ha spiegato don Franco Pairona, giuseppino del Murialdo, parroco di Nostra Signora della Salute e moderatore dell’Up 13, l’incontro con Lo Russo è stato pensato in un «clima sinodale dove le comunità delle parrocchie incontra la comunità civile nell’ottica di uno scambio reciproco e di collaborazione».

La serata, due ore di domande serrate dei parroci e di decine di parrocchiani (molti i giovani) a nome dei 400 cittadini intervenuti, è stata l’occasione per il Sindaco e per gli amministratori presenti (gli assessori Giovanna Pentenero, Carlotta Salerno, Francesco Tresso oltre ad alcuni consiglieri comunali e delle circoscrizioni V e VI, al presidente della Circoscrizione V Enrico Crescimanno, il consigliere regionale Silvio Magliano e Giampiero Leo, presidente della Commissione Welfare e Cultura della Fondazione Crt) per mettersi innanzitutto in ascolto di una Torino che interroga l’Amministrazione perché sia più presente. «Abbiamo bisogno» ha sottolineato don Stefano Votta, parroco a Maria Regina della Pace nel cuore della Barriera di Milano, il quartiere più multietnico della città, aggredito nelle scorse settimane da un tossicodipendente armato di punteruolo, che il «Sindaco ci metta la faccia, che ci dica come intende riqualificare le periferie ripartendo dai giovani che stanno pagando un prezzo altissimo mettendo a rischio il loro futuro: il degrado e la fatica che vive la nostra gente non è solo un problema delle parrocchie ma della città».

È intervenuto tra gli altri padre Nicholas Muthoka, missionario della Consolata, originario del Kenya alla guida della parrocchia Maria Speranza Nostra, l’altra comunità della Barriera che si fa in quattro per accogliere e trovare una sistemazione alle famiglie straniere che bussano alla porta della chiesa. «Accanto all’evangelizzazione – ha detto – il nostro compito è quello di stare accanto a chi è più debole per favorire l’integrazione, abbattere le diseguaglianze e la povertà: ma non ce la possiamo fare da soli, noi lavoriamo perché la città sia più vivibile e accogliente, vogliamo camminare insieme a chi ci governa ma abbiamo bisogno di sostegno». E poi il salesiano don Stefano Mondin, direttore dell’Istituto salesiano Michele Rua in via Paisiello, che ha rimarcato come sia necessario sostenere le scuole paritarie dell’infanzia e primarie, i doposcuola , gli oratori e le attività di socializzazione per i giovani offerte dalle parrocchie.

Don Angelo Zucchi, parroco a San Giuseppe Cafasso, al confine tra Borgo Vittoria e la Barriera di Milano in un territorio di case popolari dove la parrocchia ha come slogan «Il centro della periferia», ha ricordato che «la politica è la più alta forma di carità come diceva Paolo VI: se la politica si ispira a un ideale, genera un popolo; se si ispira a un’ideologia, genera una massa. Senza educazione della libertà, cioè della persona non c’è popolo ma gregge. Questo è il motivo per cui il disagio delle famiglie dei nostri quartieri non va visto come uno dei tanti problemi della città, da sottolineare più o meno in base alle convenienze elettorali, ma è il termometro che misura la febbre di tutta la città, e quindi il punto di osservazione dal quale giudicare tutte le politiche».

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