In Benin una casa per orfani in memoria del diacono Di Lullo

Missioni – È stata inaugurata a inizio dicembre nella regione di Pam Pam in Benin, nel cuore della savana, una casa per orfani o in condizione di grave disagio, intitolata al diacono Sergio Di Lullo, già collaboratore pastorale nella parrocchia torinese di Sant’Anna dal 2003 al 2012

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Una casa, nel cuore della savana in Benin, da oggi offre la possibilità di costruire un futuro a circa 40 bambini orfani o in condizione di grave disagio nati in villaggi neanche segnati sulle carte geografiche. Una casa con il cuore torinese: è, infatti, una delle ultime opere inaugurate da don Servais Sanni Yantoukoua N’Tia, sacerdote formatosi presso il Seminario di Torino che prestò servizio nella parrocchia Sant’Anna dal 2008 al 2012. La comunità parrocchiale del quartiere Campidoglio-Parella negli ultimi 9 anni ha proseguito un legame di fraternità con la diocesi di Natitingou, nel nord-ovest del Benin, dove opera don Servais. Numerosi i progetti portati avanti, dapprima la costruzione di un pozzo nel villaggio di Ntansi, sempre a Pam Pam, poi una biblioteca a Natitingou che fu intitolata, nel gennaio 2016, a don Gian Carlo Vacha, già parroco di Sant’Anna, una scuola di musica, oltre all’adozione a distanza di numerosi bambini seguiti dal sacerdote beninese.

La casa, realizzata nella regione di Pam Pam, nella diocesi di Natitingou, è stata intitolata al diacono Sergio Di Lullo, già collaboratore pastorale a Sant’Anna dal 2003 al 2012, quando una malattia improvvisa lo sottrasse alla comunità e alla sua famiglia. L’opera è stata realizzata in particolare grazie ad una cospicua donazione dell’azienda torinese Domino infissi srl, oltre al sostegno, anche nella preghiera, della comunità di Sant’Anna. Alcuni gruppi parrocchiali in occasione dei tempi di Avvento e Quaresima si mettono all’opera con la realizzazione di corone di Avvento, dolci o oggetti che vengono venduti al termine delle Messe, il ricavato viene devoluto per i progetti in Benin. Il sacerdote beninese prima della pandemia ogni anno a settembre veniva accolto per alcune settimane in parrocchia, forte il legame creatosi con l’allora parroco don Davide Pavanello. Ma il legame c’è anche con l’attuale parroco, mons. Valter Danna, vicario generale della diocesi, che don Servais ebbe come preside della sezione torinese della Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale e docente negli anni degli studi.

«Ho scelto di intitolare il ‘dormitorio’, al diacono Sergio per il suo legame che aveva con le periferie del mondo», sottolinea don Servais, «ricordo bene i viaggi che aveva compiuto, oltre che in Terra Santa, numerosissimi, anche in Africa e nelle missioni dei Fidei donum torinesi in Brasile: nell’inaugurare la nuova casa, che soprattutto offrirà ai bambini la possibilità di andare a scuola, ho affidato chi sarà accolto all’intercessione del diacono Sergio».

Il diacono Di Lullo dal 2009 al 2012 fu anche assistente religioso all’ospedale Molinette di Torino, consigliere dell’associazione Casa Giobbe, che segue persone malate di Aids, e collaboratore in diversi progetti e iniziative dell’Ufficio per la Pastorale della Salute, allora diretto da mons. Marco Brunetti, oggi Vescovo di Alba.

Nella stessa diocesi opera anche l’associazione missionaria Lulabu onlus, presieduta da Gigliola Sartori di Valle Sauglio (Trofarello), che segue i progetti portati avanti da un altro sacerdote beninese che si formò a Torino, don Janvier Tchato.

Insomma, nonostante il Covid, i ponti di fraternità fra le comunità delle due diocesi continuano a portare frutti nell’opera di sviluppo di uno dei Paesi più poveri dell’Africa sub-sahariana, grazie all’impegno a tutto campo delle diocesi locali, a partire dal cardinal Bernardin Gantin (1922-2008), già Arcivescovo di Cotonou negli anni Sessanta, a cui è intitolato l’aeroporto principale dello Stato, amico di Papa Benedetto XVI, che proprio in sua memoria compì un Viaggio apostolico in Benin nel novembre 2011. (s.d.l.)

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