In piazza per non perdere il lavoro

Collegno e Grugliasco – Centinaia al corteo guidato dai Sindaci fra le fabbriche a rischio di chiusura Lear e Te Connectivity, sullo sfondo il declino industriale di Torino

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foto Pellegrini

In centinaia nel tardo pomeriggio di martedì 19 dicembre hanno marciato con le fiaccole tra Collegno e Grugliasco in solidarietà agli oltre 500 lavoratori delle fabbriche Te Connectivity (Collegno) e Lear (Grugliasco) che rischiano di perdere il lavoro. Sono solo le ultime vertenze di una lunga fila che porta a galla la grave crisi in cui versa tutta l’area torinese.

L’Arcivescovo Repole lo scorso 3 dicembre aveva ricevuto in Arcivescovado i lavoratori e le organizzazioni sindacali della Lear esprimendo forte preoccupazione sia per le famiglie «sospese sul baratro del licenziamento» sia per l’emergenza delle piccole e medie aziende torinesi «da ricercare», aveva sottolineato, «in una crisi di sistema originata primariamente dalla contrazione del comparto automobilistico attorno alle fabbriche Stellantis (ex Fiat), che a cascata produce chiusure e ridimensionamenti nell’indotto». Repole aveva chiesto ai vertici di Stellantis di chiarire i progetti per Torino: «rilancio o ridimensionamento?».

foto Pellegrini

La fiaccolata con i lavoratori e le loro famiglie, le organizzazioni sindacali, le istituzioni, le associazioni ecclesiali, le comunità parrocchiali e la Pastorale Sociale e del Lavoro della diocesi torinese è partita dai cancelli della Te Connectivity in corso Fratelli Cervi a Collegno ed è poi proseguita fino ai giardini Falcone e Borsellino di Grugliasco.

Vi hanno preso parte i sindaci di Collegno, di Grugliasco e di altri comuni del torinese con l’assessore al Lavoro della Città di Torino Gianna Pentenero. Erano presenti i parroci di Collegno don Teresio Scuccimarra e don Romeo Antica insieme a diversi parrocchiani che hanno portato la Luce di Betlemme arrivata dalla Basilica della Natività.

«Come comunità cristiane», ha sottolineato don Scuccimarra, moderatore dell’Unità pastorale di Collegno, «condividiamo le ansie di tanti singoli lavoratori e delle loro famiglie. Questa sera abbiamo portato la Luce di Betlemme proveniente dalla Terra Santa in guerra. Così, mentre qui manifestiamo per il problema del lavoro ci sentiamo in sintonia con quanti si impegnano per la pace nei territori devastati dai conflitti e per quanti si impegnano per la giustizia. Siamo consapevoli che non ci può essere pace senza il rispetto del diritto alla vita, all’abitazione e al lavoro».

foto Pellegrini

Don Scuccimarra ha, infine, assicurato la preghiera delle comunità cristiane di Collegno e Grugliasco nelle Messe di Natale «per tutti gli uomini e le donne del nostro territorio – e non solo – che attendono lavoro e pace».

Sono 300 i lavoratori della Lear, fornitrice del gruppo Stellantis, che stanno rischiando il licenziamento e oltre 200 quelli della Te Connectivity, di proprietà di una multinazionale svizzero-americana che ha annunciato la chiusura nel 2025.

«Questo non è un territorio in declino ma in transizione», ha evidenziato il sindaco di Collegno Francesco Casciano, «se facciamo squadra e rete possiamo risvegliare il ‘gigante manifatturiero’ che qui ha fatto la storia dell’industria europea. Chiediamo a Te Connectivity e al comparto automotive di non abbandonare la nostra zona e le lavoratrici e i lavoratori che sono stati protagonisti dei loro successi economici e industriali e di scommettere di nuovo sulle opportunità di sviluppo innovativo e tecnologico di un’area vocata alla manifattura».

Alessandro Svaluto Ferro, direttore dell’Area carità e azione sociale della diocesi, ha portato la vicinanza della Chiesa torinese ai lavoratori e alle loro famiglie rilanciando le preoccupazioni dell’Arcivescovo sulla crisi industriale e del lavoro dell’area torinese anche in relazione alla contrazione del comprato automobilistico con chiusure e ridimensionamenti nell’indotto ex Fiat. «Per guardare al futuro con speranza», ha sottolineato Svaluto Ferro, «è necessario mettere al centro l’alleanza tra imprese, istituzioni e associazioni di categoria su cui è nata la vocazione industriale di Torino».

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