In Piemonte Cirio bis, dovrà salvare la sanità

Vittoria netta – Al Presidente eletto il 56,13% dei voti. Centrodestra al governo per dieci anni, sarà risolta la crisi della Sanità? Le urne lasciano indietro le sfidanti del centrosinistra Gianna Pentenero (33,54%) e del Movimento Cinque Stelle Sarah Disabato (7,68%)

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Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio

Cinque anni di governo possono essere pochi. Ma dieci sono un tempo lungo, che la vittoria netta di Alberto Cirio alle Elezioni dell’8-9 giugno mette nelle mani del centrodestra piemontese perché affronti e risolva le emergenze delle Regione, a partire da quella gravissima della Sanità. La rielezione di Cirio e la sua solida maggioranza sono un grosso risultato, ma anche una grossa responsabilità, perché non ci sono più alibi.

Rispetto alla drammatica situazione in cui versa la Sanità piemontese– che è la vera e principale competenza della Regione, assorbe l’80% del Bilancio – è stata fatta da Cirio la promessa di risolvere e almeno correggere sensibilmente i problemi più urgenti. Il Presidente vi metterà mano con il consenso del 56,13% dei votanti. La sua maggioranza (una coalizione composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Lista Civica per Cirio) ha ottenuto 30 consiglieri regionali, cui si aggiunge lo stesso Cirio per un totale di 31 consiglieri sul totale di 50. È una maggioranza molto ampia, riconosciuta al Presidente eletto perché possa governare con efficienza e buona stabilità.

È a questa maggioranza che viene affidata la soluzione dei problemi che stanno mettendo in ginocchio la Sanita pubblica piemontese. Il Cirio bis dovrà porre rimedio agli interminabili tempi d’attesa negli ospedali e negli ambulatori pubblici (mesi e mesi per ottenere un esame diagnostico o un intervento chirurgico). È una questione di giustizia: i cittadini benestanti superano le liste d’attesa rivolgendosi alle cliniche private, a pagamento; ma i poveri non possono permetterselo e allora aspettano, aspettano, a costo di peggiorare nella malattia.

Toccherà al Cirio bis fermare la fuga dei medici e degli infermieri dagli ospedali pubblici. I camici bianchi sono stravolti dai ritmi di lavoro per via del blocco delle assunzioni. Schiere di medici e infermieri stanno abbandonando le strutture pubbliche e passano a quelle private oppure migrano all’estero. Bisogna fermare la fuga e invertire la tendenza.

Ancora al Cirio bis toccherà porre rimedio al problema dei medici della mutua, che non ci sono più. Troppi medici di base – in particolare pediatri –vanno in pensione senza essere rimpiazzati: lasciano senza servizio interi territori, migliaia e migliaia di pazienti.

Infine: toccherà al Cirio bis mandare in cantiere, finalmente, gli ospedali attesi da decenni in varie zone del Piemonte. A Torino la Città della Salute e il nuovo ospedale Maria Vittoria sono i simboli di una Sanità paralizzata e inconcludente.

L’opposizione. Siederà in Consiglio Regionale una opposizione di 20 consiglieri usciti sconfitti dalle urne: potranno pungolare l’Amministrazione, ma non avranno i numeri per ostacolare l’azione di governo. Gianna Pentenero, la sfidante sconfitta nel centrosinistra, si è fermata al 33,54% dei consensi personali (porta con sé in Consiglio il Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Stati Uniti d’Europa), a lunga distanza la sfidante del Movimento Cinque Stelle Sarah Disabato con il 7,68%.

Chi sale e chi scende. Le Elezioni regionali hanno decretato il successo quasi a parimerito di due partiti opposti: Fratelli d’Italia nel centrodestra (24,43%) e il Partito Democratico nel centrosinistra (23,93%). Sono le due principali forze politiche del Piemonte.

La prestazione dei Fratelli d’Italia risulta inferiore di vari punti rispetto al risultato ottenuto da questo stesso partito nel voto per il Parlamento europeo (30,4%). Nel voto regionale il calo di preferenze dei Fratelli d’Italia si deve a un forte travaso di voti a favore della Lista Civica per Cirio Presidente, che totalizza il 12,23%.

Nel centrodestra seguono a distanza Forza Italia (9,85%), Lega (9,40%) e Noi Moderati (0,69%).

Nel centrosinistra Alleanza Verdi e Sinistra (6,48%), Stati Uniti d’Europa per il Piemonte (2,43%), Lista Civica per Pentenero (1,50%) e Lista Civica Piemonte ambientalista (0,88%).

Il Movimento Cinque Stelle ha raccolto il 6,04% dei voti, la lista Piemonte Popolare l’1,17%, la lista Libertà Piemonte lo 0,97%.

Eletti in Consiglio Regionale. Nelle file della maggioranza ha ottenuto 11 seggi la lista Fratelli d’Italia, 5 la Lista Civica Cirio, 4 Forza Italia, 4 la Lega. Ad essi vanno aggiunti il seggio del presidente eletto Alberto Cirio e 6 nominativi provenienti dal «listino» designato con metodo maggioritario: Elena Chiorino (Fratelli d’Italia), Fabio Carosso (Lega), Annalisa Beccaria (Forza Italia), Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia), Gianna Gancia (Lega) e Marco Gabusi (Forza Italia).

Nelle file della minoranza siederanno 13 consiglieri del Partito Democratico, 3 di Alleanza Verdi Sinistra, 1 di Stati Uniti d’Europa, 3 del Movimento Cinque Stelle.

Qui di seguito tutti i nominativi.

CENTRODESTRAFratelli d’Italia: Maurizio Marrone, Davide Nicco, Roberto Ravello, Marina Bordese, Paola Antonetto, Federico Riboldi, Sergio Ebarnabo, Davide Zappalà, Paolo Bongioanni, Marina Chiarelli, Carlo Riva Vercellotti. Lista Civica Cirio: Silvio Magliano, Sergio Bartoli, Mario Salvatore Castello, Elena Rocchi, Marco Gallo. Forza Italia: Andrea Tronzano, Paolo Ruzzola, Marco Gabusi, Francesco Graglia. Lega: Fabrizio Ricca, Andrea Cerutti, Federico Bussalino, Luigi Genesio Icardi.

CENTROSINISTRA – Partito Democratico: Gianna Pentenero, Mauro Salizzoni, Monica Canalis, Daniele Valle, Alberto Avetta, Nadia Conticelli, Francesco Casciano, Domenico Ravetti, Fabio Isnardi, Emanuela Verzella, Mauro Calderoni, Domenico Rossi, Simona Paonessa. Alleanza Verdi Sinistra: Alice Ravinale, Valentina Cera, Giulia Marro. Stati uniti d’Europa: Vittoria Nallo. Movimento 5 Stelle: Sarah Disabato, Alberto Unia, Pasquale Coluccio.

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