«Barriera siamo noi!»

Sabato 18 luglio – Per il terzo anno oltre 400 giovani della parrocchia Maria Regina della Pace e del Sermig, con i residenti, si sono presi cura di 37 isolati del quartiere: un gesto di speranza per cambiare rotta

276
foto Andrea Pellegrini

«Io sono Barriera». Lo hanno mostrato oltre 400 persone, la maggior parte giovani, che con una maglietta gialla sabato 18 luglio – come nei due anni precedenti – hanno invaso circa 40 isolati del quartiere armati con scopa, paletta e sacchi per dire: «vogliamo bene alle persone che vivono a Barriera di Milano». L’iniziativa, giunta alla terza edizione, è stata promossa dalla parrocchia Maria Regina della Pace e dal Sermig in stretta collaborazione con Amiat Gruppo Iren che ha fornito i materiali necessari per le operazioni di pulizia. Hanno preso parte alla giornata i giovani della parrocchia insieme ai coetanei provenienti da tutta Italia che in queste settimane, come di consueto nei mesi estivi, svolgono i campi di servizio all’Arsenale della Pace.

Un segnale di riscatto e speranza per Barriera di Milano

«È un semplice gesto di cura alla nostra portata», sottolinea don Andrea Bisacchi, della fraternità del Sermig, co-parroco della Pace insieme a don Marco Vitale e don Alessandro Rossi, «un esempio di ciò che ognuno di noi può fare per instillare un cambiamento, che è possibile, nel nostro amato quartiere».

La grande mobilitazione di volontari è partita dalla piazzetta di corso Palermo antistante l’oratorio: un luogo per anni teatro di spaccio a cielo aperto, che la parrocchia stessa con diversi segni di bene sottrae alla criminalità. All’avvio dei lavori sono intervenuti il sindaco Stefano Lo Russo, il presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto e la presidente di Amiat Gruppo Iren Paola Bragantini che hanno ringraziato i volontari per l’importante segno di speranza. Anche il Prefetto Donato Cafagna, non potendo intervenire di persona, ha inviato una lettera di saluto e ringraziamento alla parrocchia e a tutti i presenti.

Educazione ambientale e cooperazione tra generazioni

Rosanna Tabasso, responsabile del Sermig, ha evidenziato come il gesto promuova anche l’educazione ambientale sottolineando che l’impegno a favore di Barriera non si esaurisce in una sola giornata: «per tutta l’estate, infatti, piccoli gruppi dell’oratorio e dei campi di servizio al Sermig continueranno a svolgere piccole azioni di pulizia nel quartiere».

Sono dunque partite 37 squadre che si sono prese cura di altrettanti isolati di Barriera, aumentati rispetto alle scorse edizioni.

«La novità significativa della giornata di quest’anno», spiega don Bisacchi, «è che ogni squadra era guidata da adulti della parrocchia che hanno accolto e accompagnato i più giovani: un bel segno di cooperazione fra generazioni per il bene del proprio territorio».

foto Andrea Pellegrini

Le reazioni del quartiere tra sostegno e dialogo

L’iniziativa ha suscitato un crescente interesse tra i cittadini e i passanti, alcuni dei quali si sono uniti spontaneamente alle diverse squadre indossando la maglietta gialla.

Il gesto non ha lasciato indifferente chi vive in Barriera: molti commercianti, come raccontano i sacerdoti della Pace, hanno infatti interagito con i volontari, offrendo acqua, bibite e cibo durante la calda mattinata di lavoro o fermandosi a dialogare sui problemi e le risorse del quartiere. «Sebbene la maggior parte delle persone ha apprezzato e incoraggiato l’iniziativa», commenta don Bisacchi, «non sono mancate sporadiche critiche da parte di chi ritiene che tali interventi siano di esclusiva competenza delle istituzioni o che non portino ad un reale cambiamento. Siamo certamente consapevoli che una singola giornata di pulizia non possa risolvere i problemi di Barriera di Milano – che sono sotto gli occhi di tutti – ma crediamo fermamente nel valore dei segni di speranza: vedere centinaia di giovani, cittadini e parrocchiani rimboccarsi le maniche e dedicare ore al volontariato per il proprio quartiere – sotto il sole e al caldo torrido –  è un importante segnale di affetto verso la nostra zona».

Un segno che ancora una volta ha voluto testimoniare che se ognuno fa la sua parte la situazione può cambiare e migliorare.

foto Andrea Pellegrini
9

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome