Italiani nel mondo, lo sguardo da Piemonte e Valle d’Aosta

Giovedì 10 dicembre attraverso il canale Youtube della Pastorale Migranti della diocesi si potrà seguire la presentazione dell’ultimo Rapporto Italiani nel mondo focalizzato sui dati e le realtà di Piemonte e Valle d’Aosta

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Quindici anni fa nasceva il primo rapporto “Italiani nel mondo” , dossier di Caritas Migrantes che fotografa il fenomeno dell’emigrazione dal nostro paese, fenomeno spesso trascurato, non privo di numerose implicazioni sociali, economiche, pastorali.

Anche quest’anno dopo la presentazione nazionale avvenuta lo scorso 27 ottobre, la Pastorale Migranti di Piemonte e Valle d’Aosta, che da sempre collabora alla stesura del rapporto nazionale, offre l’occasione di un “focus locale”, per evidenziare come la nostra regione sia coinvolta nel fenomeno dell’emigrazione, per alimentare la riflessione sulle problematiche aperte, per non cadere nel luogo comune che spesso vede i “nostri” emigranti solo come “cervelli in fuga” o giovani desiderosi di esperienze nuove.

Per questo il 10 dicembre dalle 10 alle 12 in diretta sul canale YouTube dell’Ufficio Pastorale Migranti di Torino si terrà una presentazione a cura di Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes. Interverranno Alessandro Celi, della Fondation Émile Chanoux, Institut d’étudesfédéralistes et régionalistes di Aosta, e Renata Allio, dell’Università degli Studi di Torino. Entrambi hanno contribuito alla stesura del Rapporto Italiani nel Mondo per quanto riguarda l’analisi dei dati del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Oltre al focus locale, sarà offerta anche una lettura complessiva dei dati nazionali dai quali emerge, tra gli altri, come in quindici anni gli italiani nel mondo sono aumentati del 76,6%, raggiungendo la cifra di 5,5 milioni di persone. Un esodo – che comprende però anche le nuove nascite e le acquisizioni di cittadinanza – pari a quello avvenuto nel secondo dopoguerra.  Dal 2006 ad oggi è aumentato certamente il livello di studi di chi parte (+193,3% di laureati) ma la crescita più alta è stata tra i diplomati (+292,5%) disposti a cercare qualsiasi lavoro. E’ un movimento che spopola i piccoli centri e i territori più abbandonati e non solo dal Sud verso Nord, anche all’interno delle regioni settentrionali.

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