La Cei, «Sia pace in Terra Santa»

Gorizia – «Sia pace in Terra Santa». Con una mossa a sorpresa il Consiglio Cei, svoltosi a Gorizia (22-24 settembre 2025), firma una «nota» insieme ai vescovi di Slovenia e Croazia: «Non possiamo restare in silenzio di fronte alla drammatica escalation di violenza, al moltiplicarsi di atti di disumanità, all’annientamento di città e di popoli…».

69
Consiglio Permanente Cei - settembre 2025 (foto CEI)

«Sia pace in Terra Santa». Con una mossa a sorpresa il Consiglio Cei, svoltosi a Gorizia (22-24 settembre 2025), firma 8una «nota» insieme ai vescovi di Slovenia e Croazia: «Non possiamo restare in silenzio di fronte alla drammatica escalation di violenza, al moltiplicarsi di atti di disumanità, all’annientamento di città e di popoli. Da una terra di cicatrici, a cavallo e intorno ai due conflitti mondiali, vogliamo pensare a tutti le cicatrici del mondo, pensando che è possibile cambiare. Da questa linea di confine, abbiamo pensato a tutti i confini, da questa realtà di incontro abbiamo pensato a tutte le possibilità di incontro tra i popoli. Chiediamo con forza che a Gaza cessi ogni forma di violenza inaccettabile contro un intero popolo e che siano liberati gli ostaggi; si rispetti il diritto umanitario internazionale, ponendo fine all’esilio forzato della popolazione palestinese, aggredita dall’offensiva dell’esercito israeliano e pressata da Hamas. La prospettiva di “Due popoli, due Stati” resta la via per un futuro possibile»: riaffermazione che è un esplicito invito al tentennante governo italiano che non si decide a riconoscere lo Stato palestinese. I vescovi poi esortano a partecipare, l’11 ottobre alle 18, alla veglia del Giubileo della spiritualità mariana in piazza San Pietro, nel 63° dell’apertura del Concilio Vaticano II.

Il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi arcivescovo di Cagliari, spiega: «Quello della Chiesa italiana è un atteggiamento per la pace globale, non motivato da una situazione geopolitica: dove la gente soffre, deve essere garantita una situazione di libertà. A Gaza ci sono sofferenze ingiustificabili, intollerabili, inconcepibili: l’amore per l’uomo comporta la denuncia di tutte quelle situazioni incompatibili con la dignità umana». Non solo, ma i vescovi stanno preparando un documento «che in modo organico parli di educazione alla pace, con un’attenzione particolare ai giovani».

Sul coinvolgimento della Cei nella vicenda della Global Sumud Flotilla, Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, precisa che «si è trattato di un intervento del cardinale presidente Matteo Maria Zuppi verso il patriarcato latino di Gerusalemme per facilitare l’arrivo e la consegna degli aiuti umanitari a Gaza»; ribadisce che la «nota» Cei chiede con forza che «cessi ogni forma di violenza inaccettabile contro un intero popolo e che siano liberati gli ostaggi»; sottolinea che la Chiesa italiana è da sempre accanto alla popolazione palestinese: in 30 anni, 145 progetti finanziati si affiancano al piano di aiuti per far fronte all’emergenza».

Prosegue il «Cammino sinodale», altro tema nodale all’attenzione dei pastori: il «Documento di sintesi», scaturito dalle prime due assemblee sinodali, «non è blindato e non c’è stata nessuna censura – precisa mons. Baturi – ma è frutto di sei mesi di lavoro condiviso tra presidenza e organismi Cei e il Comitato del “Cammino sinodale”: raccoglie gli emendamenti emersi nella seconda assemblea sinodale e viene consegnato ai delegati diocesani». Verrà presentato alla votazione della terza assemblea sinodale (25 ottobre 2025). La parola definitiva spetterà alla 81ª assemblea generale Cei (Assisi, 17-20 novembre 2025). E nelle tappe successive, fino alla 82ª assemblea (Roma, 25-28 maggio 2026), un gruppo elaborerà delibere, priorità e prospettive pastorali.

«È sempre più evidente una frattura culturale e antropologica profonda» afferma un allarmato comunicato finale del Consiglio permanente. Tra i segni della frattura «la diffusione crescente della paura del diverso, l’aumento dei suicidi tra gli adolescenti, la crisi dei legami sociali, la regressione spirituale globale alimentata da consumismo disumanizzante e da una comunicazione violenta». Per descrivere il «degrado relazionale» i vescovi parlano di «demenza digitale» e denunciano la perdita di memoria e di relazioni autentiche. Il Consiglio ha poi approvato il messaggio per la 48ª «Giornata per la vita» (1° febbraio 2026) «Prima i bambini», i formulari liturgici per la memoria di Santa Teresa di Calcutta e per la Messa per la custodia della creazione, che saranno presentati all’Assemblea di novembre, insieme all’indice tematico del documento sull’Insegnamento della religione cattolica e allo schema del documento sull’educazione alla pace.

Pier Giuseppe Accornero

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome