La Giornata Caritas sabato 9 marzo

Centro congressi Santo Volto – Si terrà sabato 9 marzo la tradizionale Giornata Caritas diocesana. Al centro dell’incontro c’è la dimensione «fraterna» della comunità cristiana, a partire dall’ascolto della Parola di Dio e dalla riflessione dell’Arcivescovo Repole. Saranno presentate le esperienze concrete delle comunità di Chieri e Calci (Pisa) e della Comunità Papa Giovanni XXIII. LOCANDINA 

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La situazione delle povertà nel nostro territorio si sta trasformando, anno dopo anno, in una sorta di palude dalla quale le persone rischiano di non riuscire più ad emergere. I tanti servizi di carità che sono sorti in un passato remoto o prossimo sono sempre più interpellati a trovare forme e modi adeguati per essere, anzitutto e soprattutto, testimonianza dell’amore ricevuto da Dio, germoglio di Vangelo che si fa gemma nella storia degli uomini.

Ma per poterlo essere occorre che il servizio di prossimità sia manifestazione di un clima di fraternità che percorre la vita delle comunità cristiane territoriali, aprendole poi ad una attenzione fraterna verso i più poveri. Senza deleghe o protagonismi, eccessivi tecnicismi o attenzione ai soli bisogni materiali. Insomma, un «riverbero della carità che viviamo tra di noi» come ha sottolineato nella sua lettera pastorale l’Arcivescovo Roberto.

Sarà proprio questo il tema di approfondimento e confronto della Giornata Caritas che verrà celebrata, per la trentacinquesima volta, sabato 9 marzo presso l’Auditorium del povertàSanto Volto a Torino.

Locandina XXXV Giornata Caritas – 9 marzo 2024

L’attenzione alla qualità della fraternità interna alla comunità non è né occasione di inopportuno autocompiacimento né esercizio di inutile flagellazione. È volontà di innaffiare le radici della testimonianza al Dio–Agape in modo che la vicinanza ai fratelli più poveri germogli in esperienza di Vangelo, e l’impegno nel servire bisogni e necessità costruisca legami di fraternità in Cristo.

Molte comunità cristiane e gruppi stanno camminando su questa strada, con esiti in continuo divenire perché si tratta di processo di cambiamento. Nel corso dell’incontro ne verranno condivise tre – Chieri, Calci (PI) e Comunità Papa Giovanni XXIII – allo scopo di capire quali siano gli strumenti concreti utili e quali gli ostacoli a cui fare attenzione.

L’ascolto della Parola di Dio e la riflessione dell’Arcivescovo contribuiranno ad andare in profondità per riscoprire quelle radici che rendono buoni i frutti del servire i poveri e tengono rigogliosa la relazione di fraternità che deve caratterizzare i discepoli del Cristo. Una fraternità che agisce come forza centripeta per la nostra Chiesa diocesana definendone, come caratteristica riconoscibile e riconosciuta, l’impegno a farsi prossima alle persone più fragilizzate. Per questo nella seconda parte della mattinata verranno condivisi e commentati i dati contenuti nel «Rapporto 2023» redatto dall’Osservatorio delle Risorse e Povertà che tratteggiano la fotografia della situazione attuale e ipotizzano scenari per tarare al meglio qualità ed intensità della fraternità in Torino e nell’intera diocesi.

Qui nulla si anticipa, se non la possibilità di ascoltare alcune riflessioni economico sociali scritte da un’autorevole esperta e l’impressione che i prossimi anni richiederanno alla nostra Chiesa un impegno profondo per costruire relazioni tra fratelli e sorelle in grado di generare condivisione personale prima che servizi, vicinanza prima che strategie di welfare, cura dell’altro prima che occasioni riparative per problemi già esplosi.

L’aver posto a fondamento del cammino di ridefinizione dello stare ecclesiale sul nostro territorio il criterio della fraternità non è solo una scelta oculata del Pastore, ma anche un elemento di vera profezia che il servizio di carità contribuisce a corroborare e confermare.

Il coinvolgimento nella conduzione del convegno da parte di tutta l’area pastorale Carità e Azione Sociale risulta ulteriore segnale di fraternità da vivere anche sui vari territori. Eterna novità del Vangelo, visto che lo aveva chiaramente detto Gesù: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».

L’incontro, esclusivamente in presenza, è aperto a tutti gli operatori pastorali e a tutte le sigle della carità torinese, non richiede iscrizione preventiva, può essere occasione di formazione permanente per ministri straordinari della comunione. Non resta che accogliere l’invito ricevuto dall’Arcivescovo per cui «il servizio caritativo è e deve sempre più essere il riverbero della carità con cui Dio ci ama e nella quale noi cristiani ci amiamo tra noi».

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