La grande paura di perdere il lavoro

Cosa accadrà in autunno?  Senza più il blocco dei licenziamenti, senza più cassa integrazione, le aziende potranno tagliare. Mesi di ansia nelle aziende in crisi. Intervista al segretario Cisl Luigi Sbarra

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La scorsa settimana Governo, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno siglato l’intesa sul superamento del blocco dei licenziamenti e il massimo utilizzo degli ammortizzatori sociali. I contenuti dell’accordo hanno trovato spazio in un apposito decreto nel quale sono state anche approvate alcune misure di sostegno a favore delle imprese. Intanto, dopo che il nostro Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha ricevuto il via libera dall’Europa, entro fine mese arriverà la prima tranche di 25 miliardi del Recovery: risorse da impiegare per favorire la crescita e l’occupazione. Di tutto questo abbiamo parlato con il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra in una riflessione a tutto campo sull’attuale congiuntura economica e sociale.

Segretario Sbarra, come valuta, nel complesso, l’accordo sui licenziamenti?

Il nostro giudizio è positivo sia nel merito dell’intesa, sia nel metodo che ci ha consentito di affrontare questo tema spinoso. Abbiano siglato un accordo importante con il Governo dopo un lungo negoziato, che ci ha permesso di migliorare e rafforzare i contenuti del Decreto Sostegni e Sostegni bis e le soluzioni individuate dalla Cabina di regia del Governo. Raccogliamo i frutti delle mobilitazioni unitarie delle ultime settimane nei posti di lavoro e nelle piazze. Il blocco dei licenziamenti per alcune filiere va avanti e abbiamo conquistato 13 settimane di cassa integrazione gratuita per tutte le aziende che hanno consumato i periodi di cassa ed anche per quelle che hanno aperto lo stato di crisi sia a livello nazionale, sia nei territori. Ed è altrettanto significativo che il Governo, nel nuovo decreto Lavoro, abbia raccolto la proposta della Cisl di istituire un Fondo speciale per i percorsi di riqualificazione delle persone in cassa integrazione e in Naspi. Lo stanziamento dei primi 50 milioni è un primo tassello, ma ora bisogna andare fino in fondo nella riforma delle politiche attive. Sottrarre le persone da condizioni di inattività, accompagnandole lungo le fasi di transizione lavorativa, resta una grande priorità anche per rilanciare le competenze digitali e sostenere la trasformazione tecnologica delle aziende.

Avviso comune tra le parti, per utilizzare tutti gli ammortizzatori a disposizione prima di licenziare. Sarà davvero sufficiente?

Lo vedremo nelle prossime settimane. Certamente è un’ottima mediazione che ci permetterà di proteggere tanti lavoratori ed evitare esuberi e licenziamenti. Avere dalle associazioni d’impresa la garanzia che le aziende si impegneranno, prima di avviare interventi di risoluzione dei rapporti di lavoro, ad utilizzare tutti gli strumenti legislativi e contrattuali a disposizione, è fondamentale anche nel riconoscimento che si dà al ruolo del lavoro nella sfida della ripartenza. Le associazioni datoriali devono orientare le proprie aziende al pieno e coerente rispetto dei contenuti dell’intesa.

L’intervista integrale a Luigi Sbarra è pubblicata su La Voce e il Tempo in edicola

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