“La periferia deve tornare al centro”

Torino – Proseguono le interviste ai nuovi presidenti delle Circoscrizioni. Ci spostiamo nella periferia Nord Ovest della Città, nella Circoscrizione 5 (Borgo Vittoria, Madonna di Campagna, Lucento e Vallette) dove (oltre alla sola confinante Circoscrizione 6) ha vinto il centrodestra con Enrico Crescimanno (Lega): 48 anni, ingegnere, dipendente dell’amministrazione pubblica

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Enrico Crescimanno (Lega), è il neo-presidente della Circoscrizione 5: consigliere per due mandati nella circoscrizione 6 (dal 2001 al 2011) è figlio di Sergio, già segretario generale di Palazzo Lascaris ora in pensione. Nella foto grande, la sede della Circoscrizione in via Stradella 192, è una ex fabbrica, la Cir (Concerie Italiane Riunite) simbolo di un territorio con un passato operaio   

 

Enrico Crescimanno, presidente della Circoscrizione 5

Presidente, i parroci delle Circoscrizioni 5 e 6 che condividono le difficoltà che attanagliano la periferia nord di Torino, hanno lanciato più volte dalle colonne del nostro giornale un grido di allarme all’amministrazione. Spesso sono le parrocchie l’unico «salvagente» per le fasce più fragili della popolazione. Eppure la precedente giunta al centro del suo programma aveva posto il rilancio delle periferie…

Non sono certo io la persona che deve essere convinta dall’esterno che le parrocchie sono importanti per lo sviluppo del territorio: sono cresciuto nel mondo cattolico ho frequentato le elementari all’Istituto Cafasso in Borgo Vittoria, le Medie e il ginnasio a Valdocco e il triennio al Rosmini. Ma non solo per il legame della mia famiglia con questi ambienti, ma anche per la mia esperienza di lavoro e di impegno politico, credo che le parrocchie debbano essere  molto più coinvolte nell’amministrazione del territorio. Per questo farò il possibile perché nei nostri tavoli ci siano le parrocchie della Circoscrizione con cui creare un filo diretto con incontri periodici. Tra le prime iniziative che abbiamo avviato c’è la sottocommissione sul Welfare specificamente per le fasce più bisognose: l’idea è di aprire un collegamento con i referenti delle Caritas parrocchiali e di quanti si occupano delle fragilità per agire in modo corale. E proprio perché condivido la preoccupazione dei parroci, il nostro programma ha messo al centro la sicurezza e il presidio del territorio perché riteniamo che dove c’è sicurezza si sviluppa anche il commercio e l’impresa. Per questo, una volta al mese, convocherò una conferenza sulla sicurezza aperta al territorio con tutti i gruppi consigliari in cui verranno invitati i referenti di Questura, Carabinieri e della Polizia municipale: ritengo che le Forze dell’ordine debbano essere le sentinelle sul territorio per iniziare a monitorare tutte le situazioni di degrado. E in quella sede chiederemo alle nostre «sentinelle» di capire insieme quali possono essere le misure preventive e di controllo sul territorio. Sicurezza non significa solo contrastare spaccio e illegalità ma anche, ad esempio, monitorare edifici pericolanti o degradati, recepire i problemi tramite le segnalazioni dei cittadini creando strumenti di partecipazione in cui le segnalazioni vengono accolte e i problemi vengono presi in carico. La città però deve impegnarsi a mettere a disposizione delle Circoscrizioni risorse e personale. Mi auguro che il nuovo sindaco gestisca la macchina burocratica snellendola e che il processo di decentramento si realizzi davvero con deleghe di funzioni e copertura di risorse finanziare.

Le Circoscrizioni della periferia Nord, la 5 e la 6, sono le uniche amministrate dal centro-destra con la nuova Giunta comunale di centro-sinistra. In particolare per Borgo Vittoria – ex quartiere operaio (negli anni ’70 in via Chiesa della Salute 47 c’era la sede provinciale del Pci e la redazione del quotidiano l’Unità, la sede della Circoscrizione 5 è una ex fabbrica, le Concerie Italiane Riunite) – è la prima volta che vince il centro-destra. Come spiega questo risultato e che rapporto costruirete con l’amministrazione cittadina?  

La nostra, come la vicina 6 che conosco bene perché vi ho abitato per 30 anni, è una Circoscrizione che si è sentita completamente abbandonata dall’amministrazione centrale e dove non ci sono riferimenti istituzionali sul territorio al di là delle parrocchie, come dicevo. La politica quindi non è stata percepita come credibile e le persone non si sono sentite rappresentate. Ad esempio le politiche sui trasporti hanno giocato un ruolo determinante in questo scollamento dal Comune: la nostra è una zona in cui sono in atto trasformazioni urbanistiche importanti ma dove la popolazione non è stata informata e da anni continua a subire i disagi dei cantieri, a cui si sono aggiunti i rallentamenti causati dal Covid. Controllare il territorio non significa solo comminare  multe, occorre presidiare, essere presenti: la nostra intenzione è, con calma, entrare nel merito dei problemi per cercare di risolverli insieme a chi abita in Circoscrizione.

L’affluenza elettorale alle amministrative ha raggiunto i minimi storici a Torino soprattutto nella periferia nord e nella sua Circoscrizione. Come pensa di riconquistare la fiducia nelle istituzioni nei cittadini che non hanno votato?

Punteremo sugli anziani, molti di loro lasciati in solitudine durante la pandemia, e sui giovani. La sottocommissione Welfare si occuperà anche di aiutare gli anziani con sportelli facilitati e gratuiti ad esempio per gli accedere ai documenti anagrafici e sanitari informatizzati. Per i giovani penso alla scuola e al mondo del lavoro: vorrei creare uno spazio per capire le richieste delle realtà produttive e promuovere incontri di orientamento nelle scuole medie del territorio per accompagnare ragazzi e famiglie alla scelta di un corso di studi superiore che abbia sbocchi occupazionali.

La viabilità è una delle criticità della Circoscrizione 5: piazza Baldissera continua ad essere un collo di bottiglia e i cantieri di corso Grosseto non vedono la fine, per non parlare di piste ciclabili che hanno modificato pericolosamente la viabilità e pedonalizzazioni che hanno ridotto drasticamente i posti auto. Come pensa di far fronte a questi problemi?

In linea di principio non sono contrario a piste ciclabili e monopattini ma non credo siano la priorità per la nostra città che non è Amsterdam… Inoltre nella nostra Circoscrizione gran parte della popolazione è anziana e non va in bicicletta: piuttosto, occorre rinforzare la rete dei mezzi pubblici non certo eliminando parcheggi. Per quanto riguarda piazza Baldissera, appena esamineremo la questione, sosterrò l’avanzamento del progetto di variante del sottopasso che decongestionerebbe la piazza. Parlo da ingegnere: quella rotonda così com’è ora non funziona ed è molto pericolosa. Così pure per corso Grosseto e il Passante ferroviario: ci siamo appena insediati ma la prossima settimana verificherò di persona perché i lavori vanno a rilento. In Comune sono abituati a fare riunioni on line ma con me, quando si parlerà di cantieri, indosserò scarpe e caschetto antinfortunistici e chiederò che il punto venga fatto sul posto. Il mio sarà un approccio molto «ingegneristico» mettendo a disposizione la mia esperienza professionale.

La Circoscrizione 5, da Borgo Vittoria alle Vallette, storicamente è un territorio di immigrazione, ieri dal sud Italia, oggi dal sud del mondo. Quali sono le vostre politiche per favorire l’integrazione?

Per chi ha deciso di vivere in Italia nella legalità, per coloro che si vogliono integrare per far crescere la nostra comunità e per dare dignità e un futuro migliore ai propri figli, le politiche devono essere incentrate su casa e lavoro stabile. Pertanto insisteremo presso il Comune perché si concentri su queste due priorità e che combatta l’immigrazione clandestina e l’assistenzialismo che non responsabilizza e, in collaborazione con le parrocchie, apriremo uno sportello a servizio di queste persone. Il rispetto delle regole vale per gli stranieri e per gli italiani e a chi non è disposto ad accettarle non permetteremo di nuocere alla collettività, rinforzando i controlli per contrastare le attività fuori legge anche per gli italiani che sfruttano l’immigrazione irregolare.

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