La preghiera per la pace nell’oratorio salesiano di Kiev

Ucraina – La preghiera per la pace indetta da Papa Francesco lo scorso 26 gennaio si è svolta anche nell’oratorio salesiano di Kiev. Parla il direttore don Maksym Ryabukha: “non dobbiamo distoglierci dall’educazione dei giovani e dalla preghiera”

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Oratorio salesiano di Kiev: giovani in preghiera

Si continua a progettare la pace in Ucraina nonostante le forti minacce di guerra che preoccupano non solo il Paese ma l’intero continente europeo.

Le Chiese cristiane si trovano a svolgere un compito di soccorso alla popolazione sul piano materiale (un quarto della popolazione ucraina vive in condizioni di povertà anche per effetto della guerra strisciante) e su quello spirituale: “La televisione dà conto solamente delle paure, ma la gente deve essere aiutata a tenere viva gli aspetti belli della vita”, dice don Maksym Ryabukha, salesiano a Kjiv (così scrivono gli Ucraini il nome della loro capitale Kiev), “dobbiamo non distoglierci dall’educazione dei giovani e dalla preghiera”.

La Conferenza episcopale latina e quella dei Greco cattolici hanno risposto all’invito del Santo Padre alla preghiera mondiale per la pace in Ucraina il 26 gennaio scorso. Tutte le comunità hanno cercato di organizzare gli spazi di accoglienza per questa catena spirituale. L’appuntamento diocesano a Kyiv, che raduna cinque regioni dell’Ucraina corrispondenti a un quarto del Paese, è stato dato nell’oratorio salesiano della Casa Maria Ausiliatrice di cui è direttore don Ryabukha.

Le Chiese sono una risorsa morale per l’Ucraina in bilico tra pace e guerra. “Il nostro popolo, protagonista dell’espansione cristiana originaria verso l’est dell’Europa, ha subìto continui tentativi di sradicamento della fede, sia da parte del potere zarista sia di quello comunista, poiché chi ha fede acquista voce, coraggio, dignità, libertà e dà disturbo ai regimi” spiega il salesiano.

“Osserviamo che i giovani sono disponibili all’incontro con Dio, a vivere i sacramenti. Dal 30 dicembre al 2 gennaio abbiamo fatto una lunga veglia per la pace in oratorio, vivendo qui tutte le giornate fra riflessioni, gioco, preghiera, riposo”.

Già da marzo 2020 è iniziata una novena all’Ausiliatrice, dal 15 al 23 di ogni mese, della quale sono protagonisti i giovani. Inviano delle ‘cartoline’ con pensieri ed inviti, le famiglie seguono la preghiera da casa via Zoom. È previsto anche un momento pubblico nazionale. il 2 e 3 aprile presenteremo la ‘Strenna’ del Rettor Maggiore dei salesiani (la riflessione che guida l’anno di attività; n.d.r) ai giovani di tutta l’Ucraina, un momento condiviso anche con il calendario ortodosso per far giungere a tutti parole di speranza.

“Da metà dicembre si avverte una forte tensione: chi è credente ha un raggio di speranza, non si sente solo. Ma chi non crede, chi non è riuscito a fare un’esperienza di Dio la vive in maniera molto pesante. Il nostro oratorio sta diventando la casa di tutti. La tradizione orientale vede noi salesiani come monaci, non ha il concetto di congregazione quale siamo: per questo considera il nostro centro come una vera casa in cui trovare rifugio. Chi passa la soglia delle nostre porte sta sotto la protezione della Madonna come in un monastero. Vengono persone del quartiere anche se non sono cattoliche, molti giovani partecipano alle attività”.

“Gli oratori dunque assumono un compito importante in questo momento”, dicono a Missioni Don Bosco, “per salvaguardare momenti di aggregazione positiva della gente comune oltre che dei giovani. È importante sottolinearlo anche in prossimità alla festa del Santo fondatore perché il nostro sostegno alla pace può passare anche attraverso l’aiuto ai salesiani ucraini che tengono attivi i centri giovanili.

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