La siccità peggiore degli ultimi 70 anni

Piemonte – La Regione ha chiesto al Governo lo stato di calamità per l’agricoltura: sono urgenti misure per salvare i raccolti. Tra il Novarese e il Verbanese è stato disposto il razionamento notturno dell’acqua

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Iren aprirà la paratoie della diga idroelettrica del lago di Ceresole Reale rilasciando nel torrente Orco 6 metri cubi al secondo, acqua che consentirà a 5.500 agricoltori l’irrigazione di 8.500 ettari in Canavese. Il rilascio occasionale durerà una settimana, il tempo necessario per consentire di effettuare un intero turno di irrigazione delle colture e soccorrere così le piantagioni di mais e i prati a sfalcio che stanno subendo i danni maggiori della siccità.

La decisione è frutto di un incontro richiesto da Coldiretti dove erano presenti il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici, il presidente di Coldiretti Piemonte, Roberto Moncalvo, l’amministratore delegato di Iren Energia spa, Giuseppe Bergesio, e Danilo Rossetto, presidente della sezione Coldiretti di Chivasso e consigliere del consorzio irriguo del Canale di Caluso che, attraverso le sue 92 prese per 32 chilometri rende possibile l’agricoltura tra Caluso e Chivasso.

«Si tratta di un accordo importante», osserva il neo presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici, «nel segno dell’uso plurimo della risorsa idrica sempre più preziosa. È importante anche che l’irrigazione sia garantita a tutti gli agricoltori del territorio servito dal canale Caluso proprio ora che il mais che sta crescendo, è ancora verde e si può ancora salvare. Tra due settimane sarebbe stato troppo tardi. A questo proposito ricordo che non possiamo permetterci di perdere nemmeno una pannocchia, nel momento in cui non arriva mais dall’Ucraina e dalla Russia».

Il bacino artificiale di Ceresole Reale fa parte del sistema idroelettrico della valle dell’Orco che comprende i bacini dell’Agnel e del Serrù oltre alle dighe di Teleccio, Eugio e Valsoera nel vallone di Piantonetto. La concessione è per l’uso idroelettrico. Ha una capacità di invaso di 34 milioni di metri cubi ma già la scorsa estate mostrava i segni della mancanza di innevamento diventando uno dei simboli nazionali dell’inverno siccitoso con il suo alveo quasi asciutto.

«Accogliamo con favore la decisione della Regione Piemonte di chiedere al Governo lo stato di calamità per l’agricoltura che permette di emanare provvedimenti urgenti per rilasciare un quinto delle acque contenute nei bacini idroelettrici, operazione che potrebbe permettere di salvare le produzioni agricole», commenta Bruno Mecca Cici, dopo la riunione di insediamento del tavolo permanente voluto dal presidente della Regione e presieduto dall’assessore all’Ambiente per monitorare e affrontare la situazione di emergenza e del quale fanno parte le organizzazioni agricole, i consorzi irrigui, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, le Autorità d’ambito del servizio idrico integrato e l’Anbi (associazione nazionale bonifiche irrigazioni miglioramenti fondiari).

Mecca Cici aggiunge subito: «Un decreto d’urgenza non risolverà una crisi che è strutturale. Di fronte al cambiamento climatico e alla necessità di produrre sempre più cibo, la Regione e la Città Metropolitana di Torino devono abbattere la burocrazia per trivellare nuovi pozzi là dove servono e avviare subito politiche di sostegno all’adeguamento tecnologico per azzerare lo spreco di acqua. Inoltre, devono varare un Piano per i piccoli invasi distribuiti sul territorio per accumulare l’acqua quando è in eccesso a causa delle piene dei fiumi o dei temporali per prelevarla nei momenti di crisi idrica».

Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti Piemonte, afferma: «Abbiamo bisogno di acqua subito, 24 ore su 24, per questo chiediamo maggiore flessibilità e la deroga straordinaria al deflusso minimo vitale per evitare di perdere alcune delle colture fondamentali della nostra Regione come il mais, il riso, le foraggere. Non c’è più tempo da perdere: non possiamo aspettare l’iter burocratico che segue alla richiesta dello stato di calamità e di emergenza, vanno trovate soluzioni immediate».

Nonostante la situazione in Piemonte indichi che gli invasi siano al minimo storico e mostrino una riduzione media del 40 o addirittura del 50% rispetto alla media storica, quel che è emerso dall’incontro con gli operatori del comparto idroelettrico, convocato a stretto giro dopo la conclusione dei lavori del tavolo permanente istituito dal presidente della Regione e coordinato dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, è la massima disponibilità alla collaborazione e la volontà di cooperare con i consorzi irrigui.

«I prossimi 15 giorni», sottolinea l’assessore all’Ambiente, «saranno quelli cruciali per salvare le colture e proprio per questo è stata avanzata la richiesta di disponibilità a rilasciare la massima acqua possibile, al netto delle esigenze del settore idroelettrico altrettanto strategico; nei prossimi giorni si avrà contezza di tutte le iniziative locali che verranno messe in campo. A seguito dell’approfondimento sull’emergenza è emersa anche l’esigenza di portare avanti la realizzazione degli invasi – in Italia risultano essere 1000 le richieste – motivo per il quale appare necessario accelerare e sul punto l’assessore annuncia la volontà di farsi portavoce presso il Governo per la costituzione di un tavolo dedicato».

Nella pianura Padana il livello idrometrico del fiume Po è sceso a -3,7 metri su livelli più bassi da almeno 70 anni e il Lago Maggiore è in sofferenza con un grado di riempimento del 22,7%. Già in 170 Comuni sono state emanate ordinanze per l’uso consapevole dell’acqua e in 10 località tra il Novarese ed il Verbanese si è disposto il razionamento notturno.

«A fronte di una crisi idrica la cui severità si appresta a superare quanto mai registrato dagli inizi del secolo scorso, chiediamo venga dichiarato al più presto lo stato di emergenza nei territori interessati, tenuto conto del grave pregiudizio degli interessi nazionali». È quanto ha chiesto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, nella lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi in merito alla grave siccità che interessa l’intera Penisola nel chiedere «l’intervento del sistema della Protezione civile per coordinare tutti i soggetti coinvolti, Regioni interessate, Autorità di bacino e Consorzi di bonifica, e cooperare per una gestione unitaria del bilancio idrico».

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