“La speranza non delude”, Papa Francesco indice il Giubileo 2025

Anno Santo – Papa Francesco consegna nella «Spes non confundit. La speranza non delude», la bolla d’indizione dell’Anno Santo 2025, gli appelli per i detenuti, i malati, gli anziani e i giovani. Il tema generale è «Pellegrini di speranza» perché la speranza manca e della speranza c’è bisogno e nella bolla la parola «speranza» ricorre 96 volte

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Ne mondo di oggi troppe disperazioni. Il sogno di Papa Francesco per il Giubileo: far tacere le armi; abolire la pena di morte; far crescere la natalità; condonare i debiti per i poveri, Paesi e creature; far rispettare il creato; accogliere gli immigrati; creare un fondo per ridurre e abolire la fame. Consegna a «Spes non confundit. La speranza non delude (Romani 1,5)», bolla d’indizione dell’Anno Santo 2025, gli appelli per detenuti, malati, anziani e giovani in preda a droghe e trasgressioni. Il tema generale è «Pellegrini di speranza» perché la speranza manca e della speranza c’è bisogno e  nella bolla la parola «speranza» rivcorre 96 volte.

DURATA E PROGRAMMA – Il Giubileo dura 24 dicembre 2024-6 gennaio del 2026,con l’apertura-chiusura della Porta Santa di San Pietro. Le altre Porte Sante saranno aperte: domenica 29 dicembre 2024 San Giovanni in Laterano; il 1° gennaio 2025 Santa Maria Maggiore; domenica 5 gennaio San Paolo fuori le mura; Bergoglio aprirà la Porta Santa in un carcere. Il 29 dicembre 2024 nelle cattedrali «i vescovi celebrino l’Eucaristia con apertura dell’Anno giubilare, secondo il rituale predisposto per l’occasione. Nelle chiese concattedrali il vescovo sarà sostituito da un delegato designato. Il pellegrinaggio verso la cattedrale sia segno del cammino di speranza che, illuminato dalla Parola di Dio, accomuna i credenti». Nelle Chiese particolari il Giubileo terminerà domenica 28 dicembre 2025 e nella stessa data saranno chiuse le Porte Sante di tre basiliche di Roma.

PASQUA COMUNE – «Possa la luce della speranza cristiana raggiungere ogni persona, come messaggio dell’amore di Dio rivolto a tutti! E possa la Chiesa essere testimone fedele di questo annuncio in ogni parte del mondo». Il Pontefice mette in continuità l’Anno Santo 2025 con il Giubileo della misericordia (2015-16) e con quello del 2033 quando ricorreranno duemila anni della redenzione (33-2033). Sottolinea la coincidenza dell’Anno Santo con i 1.700 anni del Concilio di Nicea in funzione ecumenica: la Pasqua del prossimo anno sarà celebrata in unica data, domenica 20 aprile, da tutti i cristiani. E sottolinea la necessità di fare spazio alla speranza in un tempo in cui «incontriamo persone sfiduciate, che guardano all’avvenire con scetticismo e pessimismo, come se nulla potesse offrire loro felicità. È necessario porre attenzione al tanto bene presente nel mondo per non ritenerci sopraffatti dal male e dalla violenza. I segni dei tempi chiedono di essere trasformati in segni di speranza» perché quest’ultima «non cede nelle difficoltà: si fonda sulla fede ed è nutrita dalla carità», come scrive San Paolo: «Ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza» (Romani 5,3-5).

PAZIENZA E FRETTA – Ciò porta «a sviluppare una virtù strettamente imparentata con la speranza: la pazienza. Siamo ormai abituati a volere tutto e subito – nota Francesco -, in un mondo dove la fretta è una costante. Non si ha più tempo per incontrarsi e spesso anche nelle famiglie diventa difficile trovarsi e parlare con calma. La pazienza è stata messa in fuga dalla fretta, con grave danno delle persone. Insofferenza, nervosismo, violenza gratuita generano insoddisfazione e chiusura. Nell’epoca di Internet,  con tutto soppiantato dal “qui e ora”, la pazienza non è di casa». La pazienza, frutto dello Spirito Santo, «tiene viva la speranza e la consolida. Impariamo a chiedere la grazia della pazienza, figlia e sostegno della speranza».

LA PACE PER IL MONDO – Il Pontefice indica i segni di speranza. Il primo «la pace per il mondo, che si trova immerso nella tragedia della guerra. Immemore dei drammi del passato, l’umanità è sottoposta a nuova e difficile prova che vede tante popolazioni oppresse dalla brutalità della violenza. La pace interpella tutti e impone di perseguire progetti concreti. Non venga a mancare l’impegno della diplomazia per costruire con coraggio e creatività spazi di trattativa finalizzati a una pace duratura». Altro segno di speranza è trasmettere la vita in un’epoca che sembra caratterizzata dalla perdita del desiderio di farlo. «A causa dei ritmi di vita frenetici, dei timori riguardo al futuro, della mancanza di garanzie lavorative e tutele sociali adeguate, di modelli sociali in cui a dettare l’agenda è la ricerca del profitto anziché la cura delle relazioni, si assiste in vari Paesi a un preoccupante calo della natalità». Per questo la  comunità cristiana «non sia seconda a nessuno nel sostenere la necessità di un’alleanza sociale per la speranza, inclusiva e non ideologica, e lavori per un avvenire segnato dal sorriso di tanti bambini e bambine che vengano a riempire le ormai troppe culle vuote in molte parti del mondo».

GIUBILEO DEI GIOVANI – Sarà 28 luglio-3 agosto 2025 a Roma-Tor Vergata. A settembre verrà consegnato un sussidio per aiutare la preparazione di eventi nelle diocesi. Per il Giubileo dei giovani italiani la base sarà Centocelle (Roma). Ci saranno vari momenti: pellegrinaggio a San Pietro e passaggio della Porta Santa; sacramento della riconciliazione; veglia del sabato notte e Messa del Papa domenica 3 agosto 2025. Spiega don Riccardo Pincerato, responsabile Cei per la pastorale giovanile: «Raccogliamo il monito che ci ricorda come, a livello culturale, esiste il rischio che ci tolgano la fede, la speranza e la possibilità di incontrarci con Dio».

Pier Giuseppe Accornero

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