La Stampa Cattolica in Piemonte tra ‘800 e ‘900

Puntata 2 – La forza dei giornali cattolici subalpini è dovuta al notevole spirito di gruppo. Dal 1966 aderiscono tutti alla Federazione settimanali cattolici (Fisc) e costituiscono l’Agenzia giornali diocesani Piemonte e Valle d’Aosta. PUNTATA 1 – PUNTATA 3

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La forza dei giornali cattolici subalpini è dovuta al notevole spirito di gruppo. Dal 1966 aderiscono tutti alla Federazione settimanali cattolici (Fisc) e costituiscono l’Agenzia giornali diocesani Piemonte e Valle d’Aosta. Dal 1994 formano, con le testate laiche, la Federazione italiana piccoli editori di giornali. In Piemonte l’informazione cattolica deve vedersela con «La Stampa», quotidiano di ferrea impostazione laicista, secolarista, anticristiana e anticattolica. Vediamo le testate in ordine cronologico di nascita.

VERCELLI – Nel 1872 vede la luce la cattolica «Metropoli Eusebiana», seguita da «Il vessillo di Sant’Eusebio», «L’Unione», «Il Vercellese», «L’Argine», poi  «L’Eusebiano» diretto per tanti anni da don Cesare Massa con grande sensibilità ai temi sociale, dal 1993 è «Corriere eusebiano».

ALESSANDRIA – Su «Verità e fede» (1879) – che riecheggia temi e tempi del Concilio Vaticano I (1869-70) – sorge nel 1938 in pieno fascismo «La Voce alessandrina», sequestrata nel 1941 perché pubblica il messaggio natalizio di Pio XII che auspica la fine della guerra e il ritorno della pace.

IVREA – «La Gazzetta d’Ivrea» vive un anno (1879); poi «L’Eporediese», «Il pensiero del popolo». «Il Risveglio Popolare», datato 8 gennaio 1920, ed è organo del Ppi di Ivrea e del Canavese, diventa diocesano nel 1925. Dopo il Concilio Vaticano II (1962-65) il giornale è molto combattivo come il vescovo Luigi Bettazzi (1966-99).

NOVARA – Nel 1861, anno dell’unità d’Italia, a Varallo Sesia sorge il liberale «Monte Rosa»; nel 1903 diventa cattolico e nel 1957 entra tra i periodici della diocesi: 10 testate con metà pagine comuni e metà locali, un solo direttore, un solo editore, raggruppati attorno a «L’Azione» di Novara. Formula indovinata per una diocesi fortemente differenziata e un territorio vasto e variegato. Direttore storico è don Giuseppe Cacciami, uno dei fondatori e presidente della Fisc.

ALBA – Nel 1882 sorge «Gazzetta d’Alba»: «Noi ci professiamo amanti della Chiesa cattolica, amiamo di forte amore la Patria, abbiam risposto all’appello di Leone XIII e, senza badare a dispendi e fatiche, ci ponemmo tra le coraggiose file dei giornalisti cattolici». Nella contrapposizione progressisti-tradizionalisti sorge «Alba Nuova» finché il vescovo Giuseppe Francesco Re nel 1913 affida il giornale al giovane sacerdote «moderato» don Giacomo Alberione che il 20 agosto 1914 fonda la Società San Paolo impegnata nella diffusione del Vangelo attraverso i media.

BIELLA- «Il Biellese» nasce nel giugno 1882, grazie al parroco don Giovanni Perino. «L’Oropa-Corriere di Biella e Circondario» (1887) diventa «Biella cattolica». Poi la progressista «Vita Biellese» si fonde con «Biella Cattolica» e nel 1902 ecco «Il Biellese», bisettimanale diretto per molti anni dal roccioso don Oscar Lacchio.

CUNEO – Il primo tentativo «Il Corriere delle Alpi» (1884) diventa «Gazzetta piemontese» e «Il Dovere» è organo dell’Opera dei Congressi. Il fascismo chiude il battagliero «Lo Stendardo». L’attuale settimanale «La Guida» nasce nel 1945.

TORTONA – Dal 1896 si diffonde «Il Popolo dertonino» per Tortona, nella provincia piemontese di Alessandria ma nella regione ecclesiastica ligure.

SUSA – Il vescovo Edoardo Giuseppe Rosaz fonda «Il Rocciamelone» che poi chiude: «Questo non è un addio ma un arrivederci». Nel 1907 il vescovo Carlo Marozio lancia «La Valsusa» per rispondere al forte anticlericalismo: per anni esce con «La Voce dell’Operaio» di Torino, edizioni distinte con pagine comuni. Dopo la soppressione fascista, rinasce nel 1947.

SALUZZO – Parte nel 1897 «Sal et Lux, Sale e Luce», dal nome della città, fa conoscere il pensiero della Chiesa nella vita sociale. Dal 1911 esce come inserto de «La Voce dell’Operaio». Poi torna autonomo; subisce censure e chiusure fasciste. Riappare nel 1946.

MONDOVI’ – La matrice de «L’Unione Monregalese» è «Il Risveglio cattolico» (1898), intransigente e patriottico, religioso e politico contro il liberalismo. Neutralista prima della Grande Guerra, lealista una volta scoppiata, approva il fascismo ma pubblica le prese di posizione di Pio XI contro la guerra civile in Spagna e le sciagurate leggi razziali. Dal settembre 1945 «L’Unione monregalese» decolla.

ASTI – Per interessamento del vescovo Giacinto Arcangeli e con la benedizione di Leone XIII il 25 novembre 1899 compare «Gazzetta d’Asti. Per la religione e per la patria». Combatte per la causa della verità che è la causa della civiltà e del progresso. Rispecchia il mondo astigiano di inizio ‘900 molto ricco di iniziative e istituzioni.

AOSTA – In Valle si succedono 9 testate, in francese e in italiano, che sfoceranno nel 1950 nel settimanale diocesano «Corriere della Valle d’Aosta»: da «L’Indépendent», in francese (1849) ad «Augusta Praetoria» (1939) in italiano all’«Indipendente-Corriere della Valle d’Aosta» (1946), diretto da Fausto Angelo Vallainc, portavoce del Concilio Vaticano II, direttore della Sala Stampa vaticana e poi vescovo di Alba.

FOSSANO – «La Fedeltà», fondata dal vescovo Emiliano Manacorda (1898) esprime fedeltà al Papa e vicinanza al popolo: «Siate italiani e cattolici liberi e non settari. Fedeli alla Patria e insieme a Cristo e al visibile suo vicario». Nel 1935-1941 lo dirige don Michele Pellegrino, futuro cardinale arcivescovo di Torino, che ingaggia battaglia contro il fascismo. Riparte nel 1945.

ACQUI – Su impulso del vescovo Disma Marchese nel1903 esce «L’Ancora»: «Fatto per il popolo, dev’essere redatto in modo che al popolo piaccia e per questo occorre non solo che la dottrina vi sia esposta in modo semplice, ma che vengano comunicate tutte quelle notizie che al pubblico possono interessare». Annota lo storico direttore don Giacomo Rovera: «Il vescovo Marchese dà un nome che, strano per una terra di agricoltori, risente delle sue origini liguri. Due le caratteristiche: l’informazione locale e la parte dottrinale, attenta alla parola del Papa con note apologetiche contro “eresie” e “nemici”».

CASALE MONFERRATO – Anche «La Vita Casalese. Settimanale cattolico della diocesi di Casale» (1° gennaio 1922), con il vescovo Albino Pella, nasce da giornali precedenti («Il Corriere di Casale»). Collegata a «La Voce dell’Operaio» di Torino. ha quattro pagine – scrive il direttore don Pier Paolo Busto – «con largo spazio ai fatti nazionali, ai grandi avvenimenti, alla cronaca religiosa, ai fatti di Casale e paesi». Direttori longevi: 6 in un secolo per un giornale in sintonia con i tempi.

PINEROLO – La più giovane testata è «Vita diocesana pinerolese» fondata nel  2009 dal vescovo Pier Giorgio Debernardi allo scopo – scrive l’ex presidente della Fisc, Giorgio Zucchelli – «di riequilibrare il settimanale “L’Eco del Chisone» sorto nel 1906». Sotto il regime fascista si destreggia. Con la Liberazione riprende e decolla. Nato come diocesano, ha in don Vittorio Morero un grande giornalista e direttore. La diocesi cede in affitto la testata a una cooperativa ma non c’è un’adeguata informazione sulla Chiesa, per questo mons. Debernardi fonda «La Vita diocesana pinerolese».   

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