L’Apostolato Digitale di Torino a servizio della nuova Start up “Aurora”

Innovazione – Ha preso il via “Aurora”, una start up italiana no-profit fondata da un’equipe di giovani per aumentare le possibilità di inserimento nel mondo lavorativo. L’Apostolato Digitale della Diocesi di Torino sarà a servizio del progetto

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Nel solco dell’esperienza di numerose organizzazioni europee come Fondazione Mondo Digitale, Fondazione Golinelli, J.A. Italia e YGA, è nata in Italia Aurora, una fondazione ed un progetto che si propone di diminuire la distanza tra talenti e opportunità e che ogni anno lavora con oltre 200mila ragazzi in tutta Europa.

Dedicata ai giovani che hanno tra i 18 ed i 23 anni, è un’azione microscopica che innesca una dinamica macroscopica: una rete virtuosa di competenze, informazioni e conoscenze. Così lo staff di Aurora presenta il proprio progetto, una start up no-profit fondata da un’equipe di giovani per aumentare le possibilità di inserimento nel mondo lavorativo moderno.

Aurora si prende cura delle nuove generazioni grazie ad una fitta rete internazionale di Wizards – maghi – che grazie alla condivisione delle proprie competenze accompagnano gli studenti in un percorso di crescita, e di Coach, che li aiutano a bilanciare le proprie conoscenze per poterle applicare alle richieste del mercato. Tra i Wizard che metteranno a disposizione il loro tempo vi sono nomi significativi del panorama mondiale come Alec Ross, esperto di tecnologia e Senior Advisor per l’innovazione durante la presidenza di Barack Obama o Carol Frer, Senior Designer presso Volkswagen Group Future.

Aurora ha chiesto che fosse coinvolto anche l’Apostolato Digitale della Diocesi avendo dimostrato la propria capacità innovativa e di visione nel processo che ha portato Torino ad essere designata sede del Centro Italiano per l’Intelligenza Artificiale.

“Aurora rappresenta un programma unico nel suo genere- spiega Jacopo Mele fondatore di Aurora – perché non ha interesse a finanziare un’idea, ma si concentra sul processo di sperimentazione. Non investiamo sui progetti, ma sulle persone. Spesso incontriamo ragazzi brillanti, ma con idee ancora acerbe. È su di loro che ci piace lavorare: per allenarli a creare progetti di valore per la società e a diventare imprenditori, mantenendo un approccio responsabile rispetto al sistema in cui vivono”. La Chiesa di Torino c’è!

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