Le prime mosse di Lo Russo

Nuovo Sindaco – Né il Sindaco eletto a Torino Stefano Lo Russo, né il Vicesindaco Michela Favaro provengono dalle file ex Pci dei vecchi Democratici di Sinistra. È un fatto nuovo rispetto alle precedenti edizioni del centrosinistra a Palazzo Civico, quando Chiamparino e Fassino tenevano alta la bandiera del sinistra «comunista»

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Né il Sindaco eletto a Torino Stefano Lo Russo, né il Vicesindaco Michela Favaro provengono dalle file ex Pci dei vecchi Democratici di Sinistra. È un fatto nuovo rispetto alle precedenti edizioni del centrosinistra a Palazzo Civico, quando Chiamparino e Fassino tenevano alta la bandiera del sinistra «comunista». Lo Russo, 46 anni, appartiene a una stagione diversa, militava nelle file della Margherita, ha dedicato la vittoria al salesiano don Aldo Rabino.

Come vicesindaco ha nominato Michela Favaro, 48 anni, di area cattolica, cresciuta nei popolari che confluirono nella Margherita, poi nel Pd. L’avvocato Favaro è stata scelta per il suo curriculum tecnico (esperienza in grandi aziende, presidenza dell’azienda comunale cimiteri), ma insieme a Lo Russo chiarisce anche il baricentro «politico» della nuova Amministrazione. Sarà vicesindaco e assessore al Patrimonio, al Personale, ma anche alle Politiche Famigliari, un tema sensibile.

Lunedì scorso, la presentazione della squadra di assessori di Lo Russo ha provocato qualche mal di pancia nel Partito Democratico, proprio per gli equilibri inediti nella nuova Giunta comunale. Il Pd è il primo partito della città, eppure si aggiudica solo 3 assessorati su 11. C’erano molti aspiranti alla poltrona, Lo Russo ne ha scelti pochi, anche se, va detto, gli assessori del Partito Democratico avranno notevole peso. Sono stati affidati a Chiara Foglietta, 37 anni, i settori strategici dei Trasporti e della Transizione ecologica. A Gianna Pentenero, 57 anni, il Lavoro e la Polizia municipale. Al segretario del Pd Mimmo Carretta, 47 anni, i Grandi eventi e lo Sport.

Il nuovo Sindaco ha fatto capire di voler procedere in autonomia a tutte le nomine. Nelle stesse ore in cui metteva a punto la squadra di governo, ha suscitato parecchi malumori fra il personale del Municipio, per aver ordinato che tutti gli addetti alla Segreteria del Sindaco – dalle figure di fiducia fino agli impiegati semplici – lascino il posto entro questa settimana e vengano destinati ad altro incarico nella macchina comunale.

Lo Russo punta a un ricambio di tutte le funzioni nevralgiche, ha accentrato le decisioni, mette in conto di farsi più di un nemico. Per gestire i settori chiave della Città ha pescato fuori dai partiti e anche fuori Torino, affidandosi a professionisti con esperienza. La poltrona più pesante, quella dell’assessore al Bilancio, va alla commercialista Gabriella Nardelli, 50 anni, già amministratrice di Metro Holding e revisore di Smat e Caat. L’Urbanistica è stata assegnata a un architetto milanese, Paolo Mazzoleni, 47 anni. La Cultura alla napoletana Rosanna Purchia, 68 anni, manager che ha risanato, almeno per ora, i conti del Teatro Regio.

Ai quattro partiti «minori» della coalizione di centrosinistra il nuovo Sindaco ha riconosciuto un assessorato per ciascuno. Quello importante delle Politiche Sociali e dei Diritti va a Jacopo Rosatelli, 40 anni, esponente dalla Sinistra Ecologista. Qui c’è un cambio di marcia: si interrompe la vecchia consuetudine di assegnare le Politiche Sociali a esponenti di area centrista (Lepri, Borgione, Schellino). Rosatelli, di professione insegnante, collabora con il quotidiano «Il Manifesto», ha esperienza nel mondo del terzo settore e inoltre milita nel Coordinamento Torino Pride per i diritti delle persone gay.

L’assessorato al Commercio e ai Mercati va a Paolo Chiavarino, 61 anni, della Lista civica per Lo Russo. L’Istruzione e le Periferie sono stati assegnati a Carlotta Salerno, 40 anni, dei Moderati. Undicesimo assessore è l’ingegnere Francesco Tresso della Lista Civica «Torino Domani», 59 anni, campione di preferenze in Sala Rossa ma antagonista di Lo Russo alle primarie del centrosinistra. Per le sue competenze tecniche, molti avrebbero visto bene Tresso all’Urbanistica o ai Trasporti. Ha ricevuto invece due gatte da pelare: le manutenzioni (buche stradali, cantieri, aree verdi) e l’Anagrafe cittadina, che i torinesi mettono al primo posto fra le cose che non funzionano. Con le sue interminabili liste d’attesa oggi l’Anagrafe è un disastro: non si può che fare meglio.

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