Ma il Parco Dora è terra di nessuno?

Petizione popolare – Spaccio di droga tutto il giorno nei giardini degradati, continui furti in parrocchia. La popolazione scriverà al Prefetto perché vandalismo e criminalità stanno facendo crescere la paura

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foto Andrea Pellegrini - La Voce e il Tempo

Anche la parrocchia del Santo Volto, come il resto dell’area del Parco Dora lungo via Nole e via Borgaro, nelle ultime settimane è stata presa di mira da malviventi con una raffica di furti e danni alle strutture, che avvengono prevalentemente nelle ore serali e notturne.

Quasi tutte le mattine le suore del Santo Volto che risiedono in parrocchia, mentre aprono porte e cancelli, contano i danni.

«I ladri», spiega il parroco don Mauro Giorda, «si infilano dai garage della Curia o entrano sforzando le porte di accesso alla parrocchia sotto il porticato: hanno spaccato tutti i maniglioni antipanico presenti al piano terra». La refurtiva è composta in genere da oggetti di poco valore, mai soldi, ma dopo il passaggio dei rapinatori tutto viene lasciato sottosopra.

Don Mauro Giorda, parroco del Santo Volto

«Si sono portati via anche la mia bicicletta», continua il parroco, «ho trovato i piedi di porco utilizzati per scassinare porte e lucchetti. A volte ho cercato di rincorrerli». I ladri hanno tentato di entrare anche nei locali della Curia metropolitana, ma sono scoraggiati dai sistemi di allarme.

I furti alla parrocchia si inseriscono in un generale clima di insicurezza che va crescendo in tutta la zona del Parco Dora, soprattutto nell’estrema appendice lungo via Nole. Anche per errori progettuali l’ampio giardino di via Nole, infatti, realizzato nell’area ex Ingest non è mai decollato dopo l’inaugurazione nel 2011, anzi in pochi anni è finito nella completa desolazione, con laghetti vuoti e invasi dalle erbacce nell’acqua stagnante con topi e ratti, orti urbani inaccessibili, mura vandalizzate, pannelli informativi semidistrutti…

Il «deserto» ha favorito il proliferare di fenomeni di delinquenza come lo spaccio di droga a cielo aperto. Allo stesso tempo non mancano gruppi di cittadini che quasi tutti i giorni animano il parco con la corsa e attività sportive contribuendo a combattere il senso di abbandono. Il resto del Parco Dora, nato sulle ceneri delle fabbriche dismesse, è apprezzato dai torinesi ed è sempre più spesso al centro di manifestazioni.

«Lo spaccio è sotto gli occhi di tutti», prosegue ancora don Giorda, «sia dalle finestre della parrocchia che dai condomini che si affacciano sul parco si vedono pusher in azione, praticamente a tutte le ore». Una situazione denunciata in più occasioni che nelle ultime settimane è precipitata.

I residenti, infatti, in questi giorni stanno procedendo ad una raccolta di firme per una petizione sulla «Sicurezza al Parco Dora – Area ex Ingest» da presentare al prefetto di Torino Donato Cafagna.

I cittadini denunciano, oltre allo spaccio, continui episodi di vandalismo, con danni ai palazzi in prossimità del parco, ai negozi, alle auto parcheggiate, quasi tutte le notti…

«Si tratta di atti», scrivono i cittadini nella petizione, «che oltre a preoccupare i residenti rischiano di deteriorare socialmente la vasta zona». I cittadini sottoscrittori nell’esprimere gratitudine alle forze dell’ordine «per lo sforzo straordinario messo in campo per presidiare il territorio», chiedono al prefetto e alle istituzioni cittadine «azioni più incisive che possano restituire agli abitanti e al quartiere un maggior senso di sicurezza».

I residenti hanno anche invitato il presidente della Circoscrizione 5, Enrico Crescimanno, a visitare l’isolato.

«Sono molto preoccupato per la situazione», sottolinea Crescimanno, «che è analoga a quella che si sta verificando in Borgo Vittoria dove si contano anche aggressioni ai cittadini (recentemente anche all’ex assessore Alberto Unia); ho già fatto presente al Prefetto la preoccupazione dei cittadini chiedendo lo stanziamento di pattuglie dell’esercito come avviene in Barriera di Milano. Dalla Prefettura mi è stato risposto che al momento non ci sono le condizioni per destinare nelle zone critiche della Circoscrizione 5 presìdi dell’esercito, che vengono invece disposti in prossimità delle stazioni ferroviarie».

Il presidente della Cinque ha poi accolto l’invito dei residenti per una visita nell’area del Parco Dora ex Ingest che avverrà a fine mese: «questi incontri sul territorio», evidenzia, «danno modo alla Circoscrizione di documentare alla Prefettura e alla Città lo stato di allarmismo in ordine alla sicurezza presente in diverse aree. Una situazione di crescente insicurezza, confermata dalle numerose segnalazioni alle forze dell’ordine, a cui occorre dare risposte strutturate prima che degeneri come è avvenuto in altre zone della periferia nord».

La parrocchia del Santo Volto, come era stato annunciato su questo giornale, ha provveduto ad ampliare il cortile dell’oratorio inglobando anche un’area di proprietà della diocesi che non era recintata e «nascosta», poco illuminata la sera e la notte: uno dei luoghi dove si rifugiavano gli spacciatori.

Non manca la paura anche per la sicurezza dei ragazzi: «è accaduto in passato», racconta don Giorda, «che degli animatori venissero derubati di ritorno a casa dopo le attività oratoriane».

L’oratorio del Santo Volto rappresenta la «piazza» del quartiere, luogo di incontro per bambini, ragazzi, giovani e famiglie che si ritrovano in particolare il sabato pomeriggio e la domenica. I cortili sono poi aperti anche due pomeriggi in settimana, oltre alle attività dei gruppi giovanili che si incontrano la sera o il sabato. Sono poi numerose le attività portate avanti in sinergia con gli oratori delle parrocchie Stimmate di San Francesco e San Giuseppe Cottolengo guidate dallo stesso parroco, don Mauro Giorda. L’oratorio del Santo Volto, compreso il cortile della Curia diocesana, si prepara ad accogliere una nuova Estate Ragazzi che dal 10 giugno accoglierà, per cinque settimane, oltre 150 tra bambini e ragazzi seguiti da un buon numero di animatori e adulti volontari. Gli oratori di Santo Volto, Stimmate e Cottolengo a metà luglio concluderanno le attività estive con una grande festa finale che si terrà su uno dei palchi del Kappa Futur Festival 2024, dopo la conclusione dell’evento (5-7 luglio), concesso alle parrocchie dall’organizzatore.

Stefano DI LULLO

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