Sergio Mattarella a Torino per i 40 anni del Sermig

Mercoledì 2 agosto – Nel giorno in cui l’Arsenale della Pace di Torino ha ricordato il 40° di fondazione, il grazie del Capo dello Stato ad Ernesto Olivero e ai suoi giovani

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Il Presidente della Repubblica al Sermig con Ernesto Olivero

C’è un luogo a Torino a ridosso di Porta Palazzo, nel cuore della città in cui da sempre si incrociano le strade di chi cerca per sé e per i propri figli un futuro migliore, dove la porta è sempre aperta, giorno e notte. Se hai fame, se cerchi un riparo, una spalla su cui piangere al Sermig, l’Arsenale della Pace in piazza Borgo Dora 61, trovi ad ogni ora un pezzo di pane, un letto, una parola di conforto. Così è da 40 anni: e nel giorno dell’anniversario del Sermig il Presidente Sergio Mattarella – che continua a visitare i luoghi della Penisola dove solidarietà e dignità per chi ha avuto di meno sono di casa – ha voluto tornare a Torino per ringraziare il fondatore, l’amico Ernesto Olivero.

Una visita privata, ma ricca di significato, il più bel regalo di compleanno per Ernesto e chi da 40 anni cammina con lui per realizzare il sogno «della bontà disarmante» come si legge sul muro entrando all’Arsenale, slogan del Servizio missionario giovani, il Sermig appunto. Era il 2 agosto del 1983 quando Ernesto Olivero, la moglie Maria e gli amici dell’epoca entrarono per la prima volta tra i ruderi del vecchio arsenale militare di Torino, dove si costruivano armi e artiglieria per i conflitti del Risorgimento e delle due guerre mondiali.

Una storia di riconversione, da Arsenale della guerra ad Arsenale della Pace, che il Presidente ha voluto festeggiare insieme ai giovani, ai volontari, a tutti gli amici del Sermig. 40 anni di accoglienza e di soccorso ai più fragili e di Aiuti umanitari spediti ovunque: solo l’anno scorso da piazza Borgo Dora sono partite per l’Ucraina decine di tir con oltre 1600 tonnellate di cibo e farmaci. E poi altri Arsenali nati in Brasile, in Giordania e in Italia, un sogno che continua a realizzarsi perché la bontà e la solidarietà sono contagiose se alimentate dalla fede e dalla preghiera.

Un incontro di musica e testimonianze di 40 anni di porte spalancate a chi vive ai margini con un segno: la consegna a Sergio Mattarella del premio «Artigiano della Pace» alla memoria di Piersanti Mattarella, fratello del Presidente, ucciso dalla mafia nel 1980. «Il premio ogni anno vuole sottolineare l’esempio di testimoni e personalità e il loro impegno nella costruzione del bene comune» sottolineano i volontari del Sermig. E non a caso il premio dei 40 anni di fondazione è stato assegnato ad un uomo di pace come Piersanti che ha perso la vita per combattere per la legalità.
«Quando siamo entrati all’Arsenale il 2 agosto dell’83 eravamo un gruppo di ragazzi molto giovani. Ci volevano un sacco di miliardi per sistemarlo. Noi non avevamo una lira, avevamo un sogno» ha detto Ernesto Olivero al Presidente. «Ci sono tanti tipi di famiglia, la mia è una famiglia grande, questa. In questa grande famiglia i sogni non finiscono mai» ha aggiunto Rosanna Tabasso, la prima consacrata, succeduta ad Ernesto nelle responsabilità della Fraternità della Speranza del Sermig. Sono i sogni seminati dai santi sociali torinesi che continuano a dare frutto.

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