Mattarella inaugura il PalaSermig, “esempio di come si è insieme comunità”

Periferia Nord – Il Presidente della Repubblica il 12 novembre ha inaugurato, accanto ad Ernesto Olivero, il nuovo Palazzetto dello Sport dell’Arsenale della Pace realizzato in soli 10 mesi su un’area abbandonata al degrado e alla criminalità in via Carmagnola: ora è la casa dello sport dove bambini e ragazzi del quartiere possono giocare a calcetto, pallavolo basket e bocce per gli atleti della nazionale paralimpica. GALLERY

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Il Presidente Mattarella all'inaugurazione del PalaSermig - foto Pellegrini

Fino a dieci mesi fa l’area fra via Carmagnola e corso Vercelli nel quartiere torinese Aurora era uno degli isolati della periferia nord abbandonato al degrado e alla criminalità dove i bambini della zona giocavano fra le siringhe e la sporcizia più assoluta. Ora è un Palazzetto dello sport meraviglioso: è il «PalaSermig» inaugurato venerdì 12 novembre dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È l’ultima opera realizzata dall’Arsenale della Pace su terreni di proprietà del Comune concessi al Sermig per la riqualificazione attraverso lo sport.

Il taglio del nastro del PalaSermig con Ernesto Olivero e il Presidente Mattarella – foto Pellegrini

«Vedere le immagini di com’era questo luogo e di come è diventato in così poco tempo», ha sottolineato Mattarella, «dà l’idea di quanto sia facile per il Sermig realizzare sogni impossibili».

Ed è veramente un sogno impossibile divenuto realtà nel tempo della pandemia in una periferia dove i problemi sociali e il disagio aumentano a dismisura. La formula è quella del Servizio missionario giovani fondato da Ernesto Olivero e sua moglie Maria nel 1964 proprio a partire da un sogno che trasformò un Arsenale di guerra in Arsenale di pace; ed ora uno spazio di degrado e abbandono in un luogo in cui dare ai bambini e ragazzi della zona la possibilità di crescere attraverso i valori dello sport e costruirsi un futuro diverso da quello di stare in strada tutto il giorno con il rischio di cadere in circuiti di criminalità e devianza. E le numerose storie portate alla presentazione dell’opera da alcuni ragazzi e ragazze per ogni disciplina sportiva che troverà spazio nel Palazzetto (calcetto, pallavolo, basket e bocce per gli atleti con disabilità della nazionale paralimpica), lo testimonia.

Come Walid, 20 anni, nato in Italia di origine marocchina, arrivato al Sermig ad 8 anni per frequentare il doposcuola e poi le attività sportive: «stare il più possibile in un campo da calcio e non sulla strada è stato il mio aiuto più grande», ha detto. Ora Walid gioca nella prima squadra del Sermig in serie C e nello stesso tempo fa l’allenatore della squadra Under 13 come «restituzione» di ciò che ha ricevuto.

Un polo sportivo aperto a tutti, dunque, da oltre 420 posti, a cominciare dalle attuali 6 squadre di calcio a 5 e due di volley dell’Asd Sermig, società nata nel 2011. Ad oggi sono 150 gli atleti che solo grazie al Sermig hanno la possibilità di fare sport, perché gratuito, con iscrizione in base al reddito.

Sergio Mattarella ed Ernesto Olivero all’inaugurazione del PalaSermig – foto Pellegrini

Al taglio del nastro accanto ad Ernesto Olivero e al Presidente Mattarella sono intervenuti l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia, il presidente della Regione Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri.

«Abbiamo fatto una meraviglia», ha detto Olivero, «qui insieme a tanti ragazzi del nostro quartiere abbiamo deciso di imparare dallo sport per fare poi sul serio nella vita. Questa è una nuova casa per i bambini e i giovani che da tempo ci seguono. Qui il colore della pelle è un dono di Dio. Siamo italiani, nigeriani, marocchini, venezuelani, dominicani, albanesi, romeni, ivoriani, egiziani …: sono i colori della nostra pelle sotto la stessa maglia; qui diciamo che i problemi non ci sono, o meglio sono fatti per essere affrontati e vogliamo affrontarli, anche con il tuo aiuto, caro Presidente».

L’opera è stata realizzata in tempi record grazie a fondi stanziati dalla Compagnia di San Paolo, da Intesa Sanpaolo e, soprattutto, grazie ad una cospicua donazione di una famiglia italo-americana. «È importante sentirsi cittadini del mondo», ha sottolineato il fondatore del Sermig, «l’Italia deve dare il buon esempio che stenta a mettere in campo, dobbiamo diventare maggiormente amici e persone che sanno mettersi nei panni degli altri come abbiamo fatto noi: abbiamo capito di cosa c’era bisogno, qui e in questo quartiere, e ci siamo attivati».

«Questa opera dimostra», ha evidenziato il Presidente Mattarella, «come le cose impossibili sono in realtà possibili, se c’è iniziativa, fiducia e affidamento alla solidarietà. Voi volontari che operate in questo Palazzetto siete un esempio di come si vive insieme, di come si è insieme comunità».

Due piccoli atleti hanno donato al Presidente un paio di scarpe da calcetto, simbolo dello spirito di solidarietà del progetto sportivo del Sermig che condividerà anche le scarpe da gioco con gli atleti delle famiglie che non possono permettersele.

«Un invito», ha risposto Mattarella, «a mettersi nelle scarpe altrui, a mettersi nei panni degli altri, come ha sottolineato Ernesto. In realtà si scopre che sono i panni propri: la sorte degli altri è anche la sorte nostra che si realizza insieme a quella degli altri. Grazie, quindi, ai volontari, così generosi, che danno molto ma ricevono anche tanto dai risultati che emergono dal loro impegno».

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