Mirafiori a rischio, Stellantis minaccia di andarsene

Grande allarme a Torino – L’ad di Stellantis Carlos Tavares senza filtri sul futuro «a rischio» di Mirafiori. Due parole per liquidare la città che fece il successo di Fiat

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Ci sarà ancora cassa integrazione nella fabbrica Stellantis (ex Fiat) di Mirafiori. Tra tante dichiarazioni e smentite sui progetti del gruppo automobilistico, la cassa integrazione che non finisce mai è uno dei pochi dati di realtà su cui ragionare. L’altro fatto degli ultimi giorni è un’intervista rilasciata la scorsa settimana da Carlos Tavares, l’ad di Stellantis, che gettando nel panico Torino e l’Italia ha detto senza mezzi termini che le fabbriche di Mirafiori e di Pomigliano (Napoli) «sono a rischio». Secondo Tavares il mantenimento di questi stabilimenti dipenderà dalla disponibilità del Governo italiano a erogare agevolazioni economiche e incentivi sulle auto elettriche.

Carlos Tavares

Immediata la reazione delle istituzioni torinesi – dal sindaco Lo Russo al presidente della Regione Cirio – che stanno chiedendo parole chiare e impegni di investimento a Stellantis. Grande allarme si respira anche nelle organizzazioni sindacali. Anche la Diocesi di Torino ha diffuso una nota di Alessandro Svaluto Ferro, direttore dell’Area Sociale, comunicando che «le dichiarazioni di Tavares sul futuro a rischio dello stabilimento di Mirafiori preoccupano molto la Chiesa torinese. Se a Natale l’Arcivescovo Repole domandò pubblicamente di chiarire i progetti dell’azienda, la risposta che oggi giunge da Stellantis comunica purtroppo una sensazione di grande incertezza».

«Con il pensiero ai lavoratori, alle loro competenze che sono elemento di valore per il territorio, alle famiglie e ai loro bisogni e progetti, ma anche all’intero sistema delle imprese che ruotano attorno a Stellantis, auspichiamo – scrive Svaluto Ferro – che il gruppo automobilistico compia ogni sforzo per conservare e sviluppare la sua presenza a Torino. L’ad Tavares, nel confronto con le organizzazioni sindacali e le loro proposte, e nel dialogo con le Istituzioni, indichi quali sono le condizioni che consentono la tenuta e lo sviluppo dello stabilimento di Mirafiori e la valorizzazione del sistema dell’auto torinese. Il solo ragionamento sugli incentivi all’acquisto dell’auto non entra nei fattori di competitività e sviluppo che possono qualificare e rilanciare Mirafiori e il sistema dell’auto torinese».

La cassa integrazione. Alle tre settimane di cassa già annunciata nelle Carrozzerie di Mirafiori, ne sono state aggiunte altre. Dal 4 al 30 marzo, saranno in cassa oltre 300 lavoratori di questa fabbrica. Secondo i sindacati «circa 1500 altri colleghi saranno distaccati in altri reparti dello stabilimento, principalmente al nuovo cambio ibrido (Edct) e all’Economia circolare: nel periodo indicato la linea della 500 Bev sarà attiva sul primo e su parte del secondo turno giornaliero, mentre quella della Maserati sarà operativa sul turno centrale» scrive Uilm in una nota.

«Stiamo lavorando a una cassa integrazione a rotazione per tutelare il più possibile il reddito dei lavoratori – dichiarano Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino, e Gianluca Rindone, coordinatore delle Carrozzerie per la Uilm – Continueremo a monitorare l’andamento della produzione, ma resta la preoccupazione per uno stabilimento al quale, è ogni giorno più evidente, serve un nuovo modello per garantire la propria sostenibilità economica e produttiva». Anche Fiom Cgil ha chiesto un incontro urgente al Governo e all’azienda a garanzia di produzione e occupazione in Italia.

Il tavolo automotive. Dopo l’incontro dell’1 febbraio il Governo, in risposta alle richieste di Tavares, ha annunciato incentivi per l’acquisto di auto elettriche. «L’Ecobonus 2024 stanzia risorse per 950 milioni di euro – si legge in una nota – per gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni inquinanti. È previsto inoltre un contributo di rottamazione proporzionale alla classe ambientale di appartenenza del veicolo rottamato e la possibilità di rottamare anche le Euro 5. Nel 2024 il contributo massimo ottenibile, a fronte della rottamazione di un veicolo fino a Euro 2, salirà da 5.000 a 13.750 euro. Le risorse complessive dell’Ecobonus 2024 verranno così ripartite: 793 milioni per le auto; 35 milioni per ciclomotori, motocicli, quadricicli; 53 milioni per i veicoli commerciali leggeri; 20 milioni per l’usato di auto; 50 milioni per un programma sperimentale di noleggio a lungo termine».

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