Mirafiori attende il rilancio

Intervista – Il nuovo presidente della Circoscrizione 2 (Mirafiori Sud, Mirafiori Nord e Santa Rita), Luca Rolandi (Pd), giornalista, già direttore de La Voce del Popolo, ragiona sulle strategie contro l’abbandono della periferia sud

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I parroci di Mirafiori  sud prima delle elezioni amministrative avevano lanciato a La Voce e il Tempo un grido d’allarme sull’abbandono e il degrado in cui versano i quartieri di periferia.  Abbiamo chiesto al nuovo presidente della Circoscrizione 2, Luca Rolandi, giornalista, già direttore de La Voce del Popolo, di ragionare sulle prospettive di un rilancio che i cittadini attendono.

Luca Rolandi, nuovo presidente della Circoscrizione 2

Il comando dei carabinieri di via Plava e la sede dei Vigili urbani di via Morandi hanno da mesi abbandonato Mirafiori Sud. Negli ultimi anni se ne sono andate, inoltre, la piscina ubicata presso l’ex complesso scolastico e sportivo «E13» in Strada Castello di Mirafiori e la biblioteca «Mirafiori» in corso Unione Sovietica presso l’Istituto tecnico Primo Levi, poli non sostituiti da altri. Ha lasciato il quartiere anche l’Università della terza età. Alcune linee del trasporto pubblico sono state soppresse. Quali azioni la Circoscrizione 2 intende intraprendere per favorire un’inversione di rotta?

I temi indicati sono tanti e importanti. Sarebbe già un grande passo ripristinare i servizi che a Mirafiori Sud sono stati tolti in termini di presidi sanitari, di sicurezza, socialità, cultura e mobilità e questo è il primo grande obiettivo. Un impegno concreto e diretto, uno sforzo nel quale coinvolgere Comune, Gtt, Asl, forze dell’ordine e centri di cultura e istruzione, dalle scuole alle biblioteche. Quindi impianti sportivi, biblioteca, presidi dei vigili e delle forze dell’ordine, rinforzo delle linee di trasporto, oltre alla mobilità leggera e luoghi di socialità per tutti.

I residenti sottolineano come l’assorbimento, nel 2015, di Mirafiori Sud nella Circoscrizione 2, che ora comprende Mirafiori Sud, Mirafiori Nord e Santa Rita abbia negli anni man mano contributo ad alimentare un senso di marginalizzazione contrario al rilancio delle periferie. Come dunque intende procedere per dare risposte a quartieri diversi fra loro?

L’impegno primario è quello di unire, o meglio riunire, la 2 con la ex Circoscrizione 10: un processo solo iniziato e non completato in questi anni. I territori di Mirafiori Nord e Santa Rita sono certamente diversi da quello di Mirafiori Sud, l’obiettivo è dunque quello di predisporre un’azione omogenea per tutti i tre grandi quartieri dove vivono oltre 140 mila persone. È prioritario riavvicinare i cittadini all’istituzione di territorio coinvolgendoli non solo in termini di utenti di servizi ma di persone attive in tanti campi del sociale. È opportuno, dunque,  organizzare assemblee pubbliche, chiedere attraverso dei questionari idee per nuovi progetti oltre ai problemi più urgenti.

Parroci e cittadini di Mirafiori hanno anche denunciato il degrado in cui versano le strutture delle scuole comunali e statali sottolineando come molte famiglie decidano di mandare i propri figli in altre zone della città o di lasciare il quartiere. Ci ricolleghiamo al problema del degrado dei quartieri periferici che certamente blocca lo sviluppo e il rilancio di territori ricchi di potenzialità…

Il degrado di molte aree periferiche anche a Mirafiori Nord, Sud e Santa Rita è da ricercare in un progressivo abbandono di un progetto organico e di lungo periodo. Dopo «Urban2» e alcuni progetti europei bisogna trovare altri canali di sostegno e finanziamento dentro e fuori la città: un’alleanza tra pubblico e privato sociale, creatività e protagonismo dei giovani in un territorio molto anziano e spesso solo e abbandonato. La storia di questi tre territori è ricca di tradizione, tessuto sociale, integrazione che dagli anni Cinquanta è stata caratterizzata dall’arrivo di migliaia di persona dall’Italia meridionale e che oggi deve integrare anche le comunità che arrivano dal mondo. Infine, un tema fondamentale, attraverso il dialogo e la mediazione, è quello relativo alle comunità di nomadi e sinti: occorre un progetto cittadino in cui non si creino ghetti ma le persone possano avere una collocazione dignitosa e rispettosa di tutti i residenti.

Stellantis: sono in corso grandi manovre (l’ultima la chiusura dello stabilimento di Grugliasco e il trasferimento della produzione a Mirafiori). Come vede il futuro della fabbrica ex Fiat di Mirafiori, simbolo della Torino industriale, anche in rapporto al quartiere? Il tema è complesso e riguarda il Paese, il nostro territorio e la città. Quale piano industriale per l’Italia nei prossimi anni e quale il ruolo di Torino e della sua grande fabbrica?

Tre milioni di metri quadri molti dei quali abbandonati. Oggi complessivamente sono ancora diecimila le persone che si recano al lavoro in quell’area per Stellantis, CNH, News Holland e altre realtà dell’indotto, ma come Circoscrizione chiediamo di poter conoscere, con umiltà e impegno, quali saranno i progetti che cadranno sul quartiere di Mirafiori. Mi pare ovvio che gli abitanti non possono essere ritenuti solo accessori a questo processo epocale.

Dal 2021 al 2025 ogni anno a novembre Torino ospiterà le Atp Finals di tennis a Santa Rita, saranno un’occasione di rilancio per il quartiere e la città? Come la Circoscrizione accoglierà l’appuntamento?

Certamente si devono evitare gli errori dei Giochi Olimpici del 2006, soprattutto negli anni post olimpici. Siccome il torneo mondiale del tennis sarà ripetuto per cinque anni è evidente che la Circoscrizione dovrà lavorare per essere inserita in percorsi di promozione e coinvolgimento non sporadici. Il territorio che ospita i grandi impianti degli Atp finals vuole essere protagonista e il mio e nostro impegno sarà totale in questa direzione.

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