Mirafiori Sud, con le parrocchie “Patto” per prevenire le baby gang

Periferie – Grazie al “Patto di Comunità” tra la Fondazione Mirafiori, le parrocchie e le associazioni del territorio investimento a tutto campo sui giovani come motore per la riqualificazione del quartiere. Parte il “Patto delle Comunità educative”, si progetta con il Sermig un Centro di prima accoglienza medica

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I giovani motore per la riqualificazione della periferia sud torinese. È imponente l’investimento che le 5 parrocchie di Mirafiori Sud, in sinergia con i diversi attori del territorio, hanno messo in moto per contrastare l’insorgere del disagio tra i ragazzi, con la nascita di bande, spesso di minorenni, che vagano per il quartiere e compiono aggressioni e atti vandalici. Nella relazione per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte d’Appello di Torino, a fine gennaio, è emerso proprio come nell’ultimo anno nel capoluogo piemontese, ed in particolare nei quartieri di periferia, siano aumentati in modo esponenziale i reati da parte di minorenni ed anche la loro carcerazione. Nella maggioranza dei casi si tratta di ragazzi che hanno abbandonato la scuola o giovani neet che né studiano né lavorano.

La grande periferia sud con le parrocchie (Unità pastorale 20), la Fondazione Mirafiori, la Circoscrizione 2 e numerose associazioni prova a reagire e ad invertire la rotta.

Nel quartiere si sta ampliando il progetto «Giovani a Mirafiori» che, sostenuto dalla Fondazione Mirafiori, mira a coinvolgere i giovani del quartiere nell’organizzazione di tornei sportivi, concerti, spettacoli e, soprattutto, attività di riqualificazione degli spazi pubblici lasciati al degrado: un «antidoto» al senso di abbandono. Capillare, in particolare, la partecipazione dei giovani degli oratori che la scorsa settimana hanno animato, insieme ad altri coetanei, una grande festa di Carnevale organizzata nella Casa nel Parco, la Casa del quartiere di Mirafiori Sud (via Panetti 1).

don Gianmarco Suardi

«Stiamo cercando», sottolinea don Gianmarco Suardi, parroco di Santi Apostoli e Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba, «di favorire momenti aggregativi, attraverso i giovani, per le famiglie con l’obiettivo di creare una sorta di ‘amicizia sociale’ ed una rete, perno fondamentale per il rilancio di un quartiere da troppo tempo lasciato all’abbandono e all’incuria».

Tutto nasce dal «Patto di Comunità», sottoscritto nel 2021 dalla Fondazione Mirafiori con le parrocchie e le associazioni per reggere l’onda lunga della pandemia e poi della crisi generata dal rincaro vertiginoso dei beni di prima necessità: una fitta rete di collaborazione tra enti caritativi e del Terzo settore per contrastare le nuove povertà e le fragilità sociali del quartiere, tra cui quelle giovanili.

In questi giorni in particolare, grazie ad un bando della Fondazione Mirafiori, sta nascendo il «Patto delle Comunità educative» di Mirafiori Sud. Tutti gli istituti scolastici, le parrocchie e le agenzie formative del territorio, come i Cpia per gli adulti stranieri, si siedono allo stesso tavolo per mettere in atto strategie per prevenire l’insorgere del disagio giovanile.  «Ci siamo resi conto», sottolinea don Suardi, che nella parrocchia San Barnaba gestisce la scuola dell’infanzia parrocchiale, «che interventi repressivi nei confronti dei ragazzi non bastano; è molto più importante lavorare sulla prevenzione mettendo insieme le forze affinché il tempo della formazione diventi autenticamente efficace. Il ‘patto’, infatti, intende creare un coordinamento che delinei alcuni punti educativi comuni per bambini, ragazzi, giovani e adulti in formazione del quartiere». Le diverse scuole coinvolte in questi giorni sono alle prese con la creazione del logo del «Patto delle Comunità educative» che favorirà l’appartenenza ad una rete educativa del territorio.

In particolare nell’ambito del «Patto educativo» sono stati coinvolti alcuni giovani del territorio che si occupano di gestire un «percorso sensoriale» allestito nella Scuola dell’infanzia Margherita della parrocchia San Barnaba (strada Castello di Mirafiori 46), che sarà aperto a tutte le scuole del quartiere.

La parrocchia di strada Castello di Mirafiori, inoltre, ha recentemente riaperto l’antico Monastero di San Barnaba per settimane di vita comunitaria rivolte ai giovani delle parrocchie di Mirafiori Sud. È stata sostituita la caldaia e sono state arredate le vecchie celle dei monaci con letti a castello per l’accoglienza dei giovani.

In queste settimane viene rilanciata anche la lotteria di quartiere, giunta alla terza edizione, uno dei frutti del «Patto di Comunità».

Quest’anno il ricavato della lotteria andrà ad incrementare un fondo a sostegno di ragazzi e giovani con disabilità del quartiere. Si tratta di un progetto nato la scorsa estate che ha favorito, grazie ad educatori dedicati, l’inclusione di ragazzi con disabilità fisiche e psichiche negli oratori estivi. «Il progetto che ora si intensifica», evidenzia don Suardi, «in particolare è andato a sostenere le famiglie dei ragazzi e a creare occasioni di vera e propria inclusione. Senza questo aiuto, con i soli animatori e i volontari, ciò non sarebbe possibile». Un’attenzione che non si limita alle settimane estive ma che continua con un accompagnamento lungo tutto l’anno anche nel sostegno per l’inserimento nel mondo della formazione o del lavoro.

Le parrocchie, insieme al Sermig, sono anche al lavoro per aprire una prima accoglienza medica rivolta a persone straniere che non possono accedere al Servizio sanitario pubblico in locali in disuso della parrocchia San Barnaba. «Negli ultimi anni», spiega don Suardi, «spesso abbiamo indirizzato alcune famiglie che seguiamo come parrocchie al Centro medico dell’Arsenale della Pace del Sermig, ma ora le richieste in continuo aumento si stanno trasformando in vera e propria emergenza a cui occorre dare una risposta. Siamo ancora nella fase di progettazione del nuovo servizio che mira a creare una prima accoglienza sanitaria, una sorta di pre-triage, per poi indirizzare le persone ai servizi specifici».

Infine c’è l’attenzione culturale. Crescono le visite guidate, aperte a tutti, alla chiesa seicentesca della Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba (strada Castello di Mirafiori 42) e al rifugio antiaereo nei sotterranei dell’edificio religioso, «occasioni», sottolinea il parroco, «per valorizzare un patrimonio del quartiere, e per favorire attraverso percorsi di visita dedicati una cultura di pace».

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