Mirafiori Sud, una lotteria di quartiere per reagire alla crisi

Periferie – Si rafforza il “Patto di Comunità” nato nella pandemia: parrocchie e associazioni in campo, attraverso una lotteria di quartiere, per “riabilitare” al lavoro persone in difficoltà economica. Cresce anche il progetto “Giovani a Mirafiori”

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Una lotteria di quartiere per permettere a chi ha perso il lavoro e a chi si trova in difficoltà economica di rimettersi in carreggiata.

È la risposta di Mirafiori Sud alle crisi che si susseguono una dietro l’altra, dalla pandemia all’aumento alle stelle dei costi per l’energia e dei beni di prima necessità. Una reazione corale per evitare il disastro in un territorio post-industriale che deve misurarsi con tutti i problemi delle grandi periferie in trasformazione, dove gli abitanti non intendono rassegnarsi al senso di abbandono.

La lotteria di quartiere è, infatti, uno dei frutti del «Patto di Comunità», sottoscritto dalla Fondazione della Comunità di Mirafiori con le parrocchie di Mirafiori Sud (Unità pastorale 20) e l’associazione Crescere Insieme durante la fase acuta della pandemia con l’obiettivo di contrastare la povertà socio-economica. Un «patto» che prosegue per far fronte alle nuove sfide.

La lotteria, che ora viene rilanciata dopo il successo della prima edizione lo scorso anno, intende incrementare il fondo «Abili-TiAmo Mirafiori»: si tratta di una campagna di raccolta fondi, avviata un anno fa dagli enti aderenti al «Patto di Comunità», per sostenere l’autonomia lavorativa e professionale di persone in difficoltà economica che vivono nel quartiere. Grazie alla generosità di abitanti e aziende del territorio è stata raggiunta la somma di 11.900 euro che la Compagnia di San Paolo, attraverso una progettualità dedicata, ha raddoppiato. Questo fondo è stato utilizzato per offrire un aiuto concreto e su misura a persone, tra i 18 e i 60 anni, attraverso corsi di formazione, percorsi abilitanti e professionalizzanti.

«Nella pandemia», sottolinea don Gianmarco Suardi, parroco di Santi Apostoli e Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba, «ci siamo resi conto che diveniva impossibile dare risposte appropriate al tipo di aiuti richiesti: è nata dunque una sinergia con la Fondazione Mirafiori e con altre associazioni che ha portato a sottoscrivere un ‘Patto di Comunità’, che ora vogliamo continuare a portare avanti per non disperdere tutto il patrimonio umano che ha già portato molti frutti.

Puntiamo, infatti ad offrire sostegni concreti che non vadano solo a tamponare l’emergenza ma che possano accompagnare le persone verso un’autonomia ‘vera’ che le porti ad uscire fuori, in modo stabile, dalla situazione di crisi».

Si tratta perlopiù di persone segnalate dai Centri di ascolto delle parrocchie che hanno necessità di riqualificarsi.

La lotteria mira, dunque, ad alimentare il fondo «Abili-Ti-Amo Mirafiori» da destinare, appunto, ad «abilitazioni» in ambito lavorativo, come l’iscrizione al corso per conseguire il patentino per condurre il muletto o il carrello elevatore, l’iscrizione a corsi di formazione professionale o corsi di inglese…

«Per esempio», racconta don Suardi, «grazie al fondo abbiamo aiutato un lavoratore che aveva bisogno di ottenere il patentino per il muletto: abbiamo sottoscritto un accordo con il suo datore di lavoro pagando metà dell’importo, e contribuendo dunque a dare maggiore stabilità alla persona aiutata, grazie ad un sostegno mirato».

«Abili-TiAmo Mirafiori», sottolineano dalla Fondazione della Comunità di Mirafiori, «vuole affrontare il tema della povertà con soluzioni a lungo periodo che vadano oltre la prima fase di accoglienza di chi si trova in difficoltà e che forniscano loro strumenti per raggiungere una maggiore autonomia economica e guardare con fiducia al futuro: gli aiuti intendono, infatti, valorizzare le competenze delle persone accompagnate e dare spazio anche alle loro ambizioni».

La lotteria punta poi a coinvolgere l’intero quartiere: «i numerosi premi», spiega Roberta Molinar, della Fondazione della Comunità di Mirafiori, «sono infatti donati da diverse aziende, negozi e organizzazioni culturali della Circoscrizione 2 e della città, che quindi vanno a sostenere l’iniziativa». Si tratta di premi doppiamente virtuosi perché hanno ricadute direttamente sul territorio «in quanto», prosegue la Molinar, «permettono al cittadino di scoprire, a Mirafiori o in città, una serie di realtà che magari non conoscevano. Tra i premi, infatti, ci sono abbonamenti a musei o per iniziative culturali e sportive, buoni da spendere in negozi di vicinato per prodotti alimentari o di ogni sorta».

L’estrazione finale si terrà venerdì 5 maggio alle 10 presso la Casa nel Parco (via Panetti 1). È possibile acquistare i biglietti (2 euro l’uno) negli uffici parrocchiali delle parrocchie Beati Parroci (via Monte Cengio 8), Santi Apostoli (via Togliatti 35), San Remigio (via Millelire 51), San Barnaba (strada Castello di Mirafiori 42) e presso la Casa nel Parco (via Panetti 1), la Casa del quartiere di Mirafiori Sud.

Per ulteriori informazioni sulla lotteria: tel. 011.6825390, www.fondazionemirafiori.it  o pagina Facebook @casanelparco, oppure contattare le singole parrocchie.

Le comunità parrocchiali, inoltre, stanno anche ragionando sull’idea di aprire un Emporio solidale a Mirafiori Sud, sul modello di realtà che si stanno sempre più diffondendo in diocesi, come a Bra, Rivoli, Grugliasco, Savigliano, Ciriè e Beinasco.

«Con gli operatori della Caritas», spiega don Suardi, «stiamo infatti approfondendo l’attività degli empori già operative a Rivoli, Beinasco e Grugliasco per strutturare un servizio analogo anche nel nostro quartiere: ci pare una modalità che responsabilizza meglio le persone, esattamente come il progetto del fondo ‘AbiliTiAmo Mirafiori’: le famiglie in difficoltà negli empori, infatti, possono scegliere ciò di cui hanno bisogno».

Nel quartiere alla periferia sud torinesi si sta ampliando anche il progetto «Giovani a Mirafiori» che, sostenuto dalla Fondazione della Comunità di Mirafiori, mira a coinvolgere i giovani del quartiere nell’organizzazione di tornei sportivi, concerti, spettacoli e, soprattutto, in attività di riqualificazione degli spazi pubblici e lasciati al degrado: un altro antidoto al senso di abbandono. Imponente, in particolare, la partecipazione dei giovani degli oratori al progetto.

Recentemente sono state organizzate iniziative di aggregazione e ludiche aperte a tutti nella Casa nel Parco e al parco Colonnetti.

«Una preziosa iniziativa», conclude don Suardi, «che ha messo insieme oratori, associazioni e cooperative che lavorano sul territorio: la sfida è ora quella di dare continuità perché il progetto non resti solo un spot».

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