Missione compiuta sotto la Cupola di Guarini

Cappella della Sindone – Con il ripristino del grande altare barocco, pesantemente danneggiato dall’incendio del 1997, sono finalmente conclusi i restauri, chiude il cantiere che ha fatto rinascere il capolavoro di Guarini

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Foto Pellegrini - La Voce e il Tempo

Questa volta è finita davvero. Con il ripristino dell’altare barocco, pesantemente danneggiato dall’incendio del 1997, i restauri della Cappella della  Sindone a ridosso del Duomo di Torino possono dirsi davvero terminati. Non lo erano due anni fa, quando la Cappella riaprì le porte al pubblico nonostante l’altare ancora disastrato: i tecnici della Soprintendenza hanno continuato a lavorare e la scorsa settimana hanno restituito al mondo anche l’ultimo tassello.

Ora che è riparato anche il prezioso altare, realizzato nel XVII secolo dall’ingegnere e matematico Antonio Bertola, il cantiere può davvero chiudere. Abbiamo aspettato 24 anni dal terribile giorno dell’incendio, ma ne valeva la pena: i restauri della Cappella della Sindone sono un indiscutibile successo tecnico e un grande motivo di orgoglio per Torino. All’indomani dell’incendio non tutti avrebbero scommesso sulla possibilità di riabilitare il monumento, sfigurato e reso pericolante dalle fiamme. Invece il miracolo è riuscito: la meravigliosa cupola di Guarino Guarini è stata consolidata, tutto il gioco dei marmi e delle decorazioni è stato ripristinato, la finestra che affaccia sul Duomo ricostruita, i monumenti funebri dei Savoia riparati. E ora torniamo ad ammirare anche l’altare.

foto Pellegrini – La Voce e il Tempo

Questo mese di aprile segna la definitiva restituzione della Cappella: non appena il Covid lo permetterà, merita mettersi in fila e visitare questo inestimabile tesoro di Torino. La Cappella della Sindone ha due ingressi: uno rivolto verso il Duomo, l’altro verso il Palazzo Reale, che è confinante con il Duomo. Per ora il pubblico viene ammesso solo dall’ingresso di Palazzo Reale nell’ambito dei percorsi di visita alla reggia, ma è stata sollevata molte volte la questione dell’ingresso dal Duomo: non sarebbe  logico riaprire anche questo, almeno ogni tanto? La Cappella della Sindone non è forse un luogo nato per il culto? L’Arcivescovo Nosiglia ha spesso auspicato che nella Cappella restaurata si possa tornare a celebrare funzioni religiose, appunto perché il capolavoro di Guarini non venga considerato solo un pezzo da museo; un’occasione significativa potrebbe arrivare il prossimo 4 maggio, festa liturgica della Sindone.

Il restauro dell’altare rimarca la funzione originaria della Cappella: il culto. L’edificio fu concepito da Guarini per la meditazione spirituale. Guarini era architetto e sacerdote teatino, celebrò personalmente la Messa di inaugurazione della Cappella il 12 maggio 1680. Nel 1694 l’altare prese a ospitare la Sindone e da allora con regolarità, fino all’incendio del 1997, il luogo di culto è stato officiato.

La spettacolare cupola che sovrasta l’altare è un grande strumento di meditazione sulla morte e la resurrezione di Cristo. Attorno alla Sindone, il telo che avvolse Cristo morto, Guarini disegnò un ambiente scuro, fasciato di marmi neri. Per contrapposizione, progettò una cupola invasa dalla luce: lo sguardo del fedele si muove così dal nero della morte alla luce della resurrezione.

Commissionato dal duca di Savoia Vittorio Amedeo II, l’altare appena restaurato  fu realizzato da Antonio Bertola tra il 1688 e il 1694. Il suo impianto si adatta alla forma circolare della Cappella e presenta due fronti, uno rivolto verso il Palazzo Reale e l’altro verso la Cattedrale. Simile a un gigantesco reliquiario, l’altare è in marmo nero di Frabosa, arricchito da decorazioni e sculture in legno dorato che risplendono nella penombra dell’aula centrale.

I restauro condotti dal Consorzio San Luca di Torino e diretti dall’architetto Marina Feroggio (Soprintendenza ai Beni Architettonici) con la restauratrice Tiziana Sandri e gli storici dell’arte Franco Gualano e Lorenza Santa dei Musei Reali, ha restituito all’altare la sua immagine architettonica. Sono state restaurate e integrate le parti di pietra e quelle di legno, ricollocati nella loro posizione originaria gli apparati decorativi scultorei. Sono stati ricollocati anche gli arredi sacri, ricostruite le balaustre in legno dorato, che erano state distrutte dall’incendio.

Al momento, la chiusura di Palazzo Reale per l’emergenza Covid non consente ai visitatori di accedere alla Cappella, ma dal 31 marzo al 7 aprile, in via straordinaria, è stato tenuto aperto il grande finestrone che si affaccia nel Duomo, per consentire uno scorcio prospettico sull’altare e sulla Cappella.

La Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino ha promosso la realizzazione di un progetto multimediale che presto offrirà ai visitatori dei Musei Reali tutte le informazioni sul restauro della Cappella e dell’altare, attraverso un’applicazione mobile gratuita che utilizza la tecnologia della Realtà Aumentata. Attraverso contenuti interattivi sarà possibile vivere un’esperienza coinvolgente durante la visita. L’applicazione sarà rilasciata in occasione della riapertura al pubblico dei Musei Reali.

«Il restauro dell’altare è l’ultimo tassello del complesso recupero della Cappella della Sindone – commenta Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali – Finalmente, a 24 anni di distanza dal terribile rogo, vogliamo celebrare la rinascita di un’opera stupefacente e unica, la cui maestosa struttura era insieme un segno di rispetto per la reliquia, un punto focale per i fedeli in preghiera e una celebrazione del potere della casata regnante».

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