Mons. Ghiberti, una vita per la Sindone

Ricordo – «Ho incontrato la Sindone in casa. Mia mamma me ne parlava con molta devozione, senza sapere dare spiegazioni scientifiche…». Così mons. Giuseppe Ghiberti, uno dei più grandi biblisti e sindonologi di Torino, morto a 88 anni il 2 settembre 2023, racconta nel libro di Bruno Barberis e Massimo Boccaletti «Il “caso Sindone” non è chiuso» (San Paolo, 2010)

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«Ho incontrato la Sindone in casa. Mia mamma me ne parlava con molta devozione, senza sapere dare spiegazioni scientifiche: rimandava a quello che mi avrebbero insegnato altri; a lei serviva per la devozione a Gesù crocifisso». Così mons. Giuseppe Ghiberti, uno dei più grandi biblisti e sindonologi di Torino, morto a 88 anni il 2 settembre 2023, racconta nel bel libro di Bruno Barberis e Massimo Boccaletti «Il “caso Sindone” non è chiuso» (San Paolo, 2010): «Nei primi anni di Seminario non ricordo che se ne parlasse. In liceo a Rivoli mons. Adolfo Barberis ci tenne una conferenza che ci entusiasmò». Durante la Teologia il discorso torna più volte «ma senza impegno di chiarimenti. Il professore di Biblica, don Giuseppe Marocco, ci espose la posizione di Pierre Benoît, che non pensava di poter conciliare l’interpretazione letterale del testo giovanneo sulla sepoltura di Gesù con la realtà sindonica».

Le fondamentali ostensioni delle Sindone nel 1978 e nel 1998 – L’ostensione 1978, promossa dal cardinale Anastasio Alberto Ballestrero e organizzata da mons. Jose Cottino, «richiese un impegno maggiore di analisi dei testi biblici per conferenze e per un lungo articolo su “Rivista Biblica” e sulla rivista “Sindon” del Centro internazionale di Sindonologia». Don Ghiberti di fatto succede a don Piero Coero Borga, morto nel 1986, al Centro internazionale e il cardinale Giovanni Saldarini lo incarica – poicé ha competenza biblica ragguardevole – di gestire l’ostensione 1998 visitata da Giovanni Paolo II il 24 maggio: «Sindone, testimone muto e sorprendentemente eloquente; specchio del Vangelo, immagine della sofferenza, provocazione all’intelligenza».

Nel 2000 la corrispondenza con 1.300 vescovi – In un articolo su «Sindon», il presidente della Commissione diocesana per l’ostensione del Giubileo 2000, con il card. Severino Poletto, ricorda un episodio poco conosciuto: a 1.300 vescovi di tutto il mondo – italiani esclusi – è spedito un pacco con una videocassetta, un testo esplicativo e pieghevoli in francese, inglese, spagnolo, tedesco. Tutti, anche i vescovi sono invitati a coniugare il pellegrinaggio a Roma e la visita alla Sindone. In archivio sono conservate 130 risposte: 41 in francese (Francia, Africa, Canada, Belgio, Svizzera, Monaco, Libano); 45 inglese (Stati Uniti, Asia, Oceania, Africa, Gran Bretagna, Irlanda); 30 spagnolo (America Latina, Spagna); 10 tedesco (Germania e Austria); 8 italiano (Svizzera, Vaticano, Corsica, Albania, Italia).

«I Vescovi confessano il loro rapporto spirituale con la Sindone». Don Ghiberti riferisce alcune espressioni dei vescovi scriventi: «Sono sempre stato interessato alla Sindone. Ho visitato il reliquiario contenente la Sindone nel 1995 e 1999». «Ho letto molto sulla Sindone e l’ho vista: per me ha i caratteri dell’autenticità e introduce alla contemplazione della morte di Gesù». «Le iniziative per fare conoscere questa meraviglia umana e divina aiuteranno tutti a sperimentare l’amore di Cristo per la Chiesa e per ognuno». «Già da giovane prete ero interessato ai misteri della Sindone. Sono stato sempre un gran devoto. Cercherò di diffondere il materiale per la devozione popolare». «Per me è un segno sconvolgente e un appello alla speranza. Quando rivolgo lo sguardo all’immagine della Sindone, rifletto sull’immagine della sofferenza umana». «Possa l’ostensione portare molta gente più vicina a Gesù e permettere ai cristiani e agli scettici di meditare sull’amore che ci è donato».

«Gli attacchi a Ballestrero mi hanno procurato molta tristezza» scrive mons. Ghiberti ai giornali dopo gli esami del C 14 sul Lenzuolo, che lo data 1260-1390 dopo Cristo: «Sono molte le accuse che gli vengono rivolte: di non aver mai creduto che la Sindone fosse il lenzuolo di Cristo e di avere sottovalutato il devastante effetto che sul popolo dei credenti avrebbe avuto quella datazione medievale e avrebbe dimostrato favore per il risultato dei tre laboratori che esaminarono il C 14  sull’antico telo, molto di più che per altre clamorose scoperte che testimoniano l’autenticità della Sindone». Se la prende con chi – in particolare un famoso giornalista-scrittore cattolico – lo definisce «illuminista, buon carmelitano scalzo che agisce sotto la spinta della demitizzazione postconciliare, con complessi di inferiorità e di trepida reverenza per la scienza moderna, tenta di essere in sintonia con l’uomo d’oggi ma è in realtà smarrito davanti al caos di un mondo non più suo». Ghiberti è presente alla conferenza stampa del 13 ottobre 1988 e «riconosco la terribile emozione di quel momento: ho pianto, lo ammetto senza riserve e senza vergogna. Ma non ricordo il minimo disagio di fronte alle parole dell’arcivescovo, talmente viva era la sua tensione e attenzione al Signore».

Riferisce le parole di Ballestrero: «Cristo ha ancora qualcosa da offrire al mondo. Perché non aprirci all’accettazione di un intervento soprannaturale all’origine dell’immagine, se tutte le altre spiegazioni si mostrano insufficienti?». Commenta: «In questa prospettiva la datazione non perde in interesse ma sveste una tragicità fuori posto». Nessuno più di Ballestrero «ebbe il merito per quei tre milioni di pellegrini che nel 1978 vennero a infiammare la loro fede durante quelle settimane benedette. Programmò tutto questo per cinico amore di successo, fingendo motivazioni pastorali non sentite? Spero e desidero che la Sindone sia del primo secolo e abbia avvolto il corpo martoriato di Gesù, deposto dalla croce e composto nel sepolcro. Penso che le dimostrazioni della scienza in favore siano forti ma non ancora definitive e che quelle contrarie siano serie ma bisognose di una radicale verifica».

«Fui molto impressionato quando sentii Ratzinger parlare della Sindone a Monaco. Ho scoperto che conosceva la letteratura sulla Sindone meglio di me; Si mostrava con la sua bonomia ma sapeva tutto. “Gli studi sulla Sindone – osservò il cardinale – producono risultati interessanti: si tratta magari di ipotesi, ma chissà che non siano strade buone”». Lo scrive Ghiberti su «La Voce del Popolo» (24 aprile 2005). «Mostrava di avere piena consapevolezza del ruolo della Sindone». Ricorda che Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, guida il pellegrinaggio dei collaboratori nel 1998: «Mangiarono in Seminario, nel pomeriggio incontrarono i seminaristi, alla sera il cardinale tenne una conferenza al Teatro Regio; il mattino dopo si raccolse davanti alla Sindone». Ancora Ghiberti guida l’ostensione 2010 con Poletto e il 2 maggio 2010 sente Papa Benedetto XVI sviluppare una mirabile riflessione sulla Sindone «icona del Sabato Santo che parla con il sangue e il sangue è vita».

Pier Giuseppe Accornero

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